Posillipo, Baraldi il pallanuotista
e imprenditore di fede juventina

Martedì 12 Gennaio 2021 di Diego Scarpitti
Fabio Baraldi

Provate a fermarlo. L’impresa risulterà titanica. Colosso (di Carpi) in acqua, vulcano di idee fuori. Simbolo della forza, granitico centroboa ma anche fantasioso imprenditore. «Durante il secondo lockdown ho aperto Panà Girarrosto Gastronomia», spiega Fabio Baraldi. Dalla Scandone a Villaricca «Il pollo del campione». Originale e singolare. «Diventerà franchising. Conto di aprire altri tre-quattro punti in Campania, per poi salire lo Stivale».

 

Non passa mai inosservato il giocatore del Posillipo, sempre con la voglia di mettersi in gioco. Esperienza al servizio dei giovani. Dalla Georgia all’ombra del Vesuvio un gradito ritorno. «Chi si ferma è perduto», ammette il classe 1990, già a quota cinque reti nel girone D. Rossoverdi in testa a punteggio pieno. Sabato 16 gennaio la prima del 2021 a Fuorigrotta: arriva San Donato Metanopoli.

A Milano finì 7-11 in favore del team guidato da Roberto Brancaccio. Doppietta di Baraldi e tre punti pesanti. «Questa partita capita in un periodo particolare. Giochiamo dopo un mese, bisogna essere concentrati. Dobbiamo entrare in acqua agguerriti e con la voglia di chiudere subito il match», osserva l’ex presidente del Varese calcio. «Non dobbiamo lasciare spazio agli avversari», suggerisce a capitan Paride Saccoia e compagni. «Sto riscontrando una buona attitudine dei ragazzi durante gli allenamenti. Sono fiducioso», esterna le sue sensazioni il numero 11.

Lombardi da rispettare. «Giacomo Lanzoni e Alessandro Di Somma sono forti ma non dobbiamo farci spaventare ed esprimere il nostro gioco», rimarca convinto Baraldi, noto tifoso bianconero. Qualche anno fa donò la sua calottina a Maurizio Sarri, allora tecnico del Napoli. E sulla sfida di Supercoppa laconico sintetizza. «Sarà un bello spettacolo». Baraldi ha imparato cosa vuol dire essere scaramantici a Napoli. Meglio non pronunciarsi alla vigilia. «I sogni non hanno età». 

 

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