CORONAVIRUS

Coronavirus a Caserta, è allarme ad Aversa:
«Pazienti al pronto soccorso con altri utenti»

Giovedì 26 Marzo 2020 di F​abio Mencocco
«Pazienti con quadro clinico e radiologico da potenziali contagiati da Covid 19 tenuti in promiscuità con altri degenti all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Aversa». È la denuncia dei sindacati Anaao Assomed Asl Ce e Fesmed Aziendale, che hanno interessato della questione anche la direzione sanitaria dell’ospedale di Aversa, oltre che i direttori sanitario e generale dell’Asl Caserta. Una situazione messa in evidenza da qualche giorno dagli operatori sanitari. A firmare la nota, inviata ai massimi esponenti della sanità casertana, sono stati Daniel D’Ambrosio, segretario di aziendale ANAAO Asl Ce e Salvatore Gargiulo, segretario aziendale di Fesmed, che si dicono pronti a informare la prefettura e passare alle vie legali. Della situazione sono già stati informati i carabinieri di Aversa e il Nas dell’Arma.
 
Le contestazioni sono molteplici. Quella che desta più preoccupazione è relativa alla presunta promiscuità con cui verrebbero tenuti i pazienti potenzialmente affetti da coronavirus. Secondo quanto viene denunciato questa tipologia di pazienti viene accolta nei locali di pronto soccorso e inizialmente gestita senza differenziarla dal resto dell’utenza, quindi non utilizzando il triage esterno dedicato ai casi covid 19». In questo modo, dicono i sindacati, «non c’è alcun rispetto della normativa vigente che prevede una differenziazione netta sia del percorso sporco e percorso pulito, oltre che la necessità di individuare esattamente i locali di vestizione e svestizione». Ad aggiungere un ulteriore allarme, ci sono altre problematiche che i due sindacati medici riscontrano all’interno del nosocomio normanno, come ad esempio «la poca chiarezza sulle procedure di sanificazione adottate in Pronto soccorso dopo il transito di pazienti di pazienti poi risultati affetti da coronavirus». «Finora non c’è stata nessuna comunicazione al personale del processo di sanificazione e nemmeno, secondo quanto riferito nella nota, si riscontra una chiusura temporanea del Pronto soccorso per le operazioni di decontaminazione, cosa che invece viene eseguita in tutte le altre strutture sanitarie». 
 

La preoccupazione era stata espressa anche da molti medici del Moscati. In tanti non si spiegavano come mai pazienti con un quadro clinico e radiologico di sospetto covid-19, fossero tenuti nel Pronto soccorso insieme con altri pazienti che invece non avevano alcun problema legato al virus. Della questione sono stati informati anche i carabinieri e i Nas. Qualora non dovessero seguire interventi concreti, i sindacati investiranno della situazione anche la Prefettura di Caserta. Nello stesso momento sono pronti anche ad adire le vie legali per chiedere la «tutela della salute e della sicurezza degli operatori sanitari». Intanto arriva anche qualche buona notizia per i medici del Moscati impegnati nella durissima lotta contro il coronavirus. Negli ultimi giorni si è avuto un miglioramento da questo punto di vista con la consegna del materiale di protezione sia per i medici che per gli utenti.
 
«I pazienti vengono tutti accolti in aree del Pronto soccorso - spiega il direttore sanitario dell’ospedale di Aversa, Arcangelo Correra -. Dal momento in cui questi vengono inquadrati come sospetti casi di coronavirus, viene attivata la procedura di isolamento e viene fatto loro il tampone. Intanto, i locali precedentemente occupati vengono sanificati. Abbiamo attivato infatti un squadra di addetti alle pulizie attiva h24 che ha il compito di sanificare i locali mano a mano che si presenta una circostanza come descritta. Inoltre, tutto il personale è munito di dispositivi di protezione. Dunque, - conclude Correra - per quanto possibile, il rischio di contagio viene ridotto a zero. Ho convocato le sigle sindacali che hanno siglato la missiva per domani (oggi, ndr) alle 10 per ascoltare ogni loro perplessità».
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