CORONAVIRUS

Covid-19, i consigli dei pediatri per genitori e figli costretti a casa

Mercoledì 25 Marzo 2020 di Donatella Trotta
I bambini? Sono un ossimoro: fragili e forti. E questa emergenza sanitaria lo sta dimostrando in pieno. Non è facile per gli adulti spiegare loro le restrizioni della pandemia che si sta vivendo, ma chiunque ci provi con intelligenza emotiva può ricevere risposte sorprendenti. Lo sanno bene i pediatri di famiglia e ospedalieri, costretti in questi tempi a un supplemento di lavoro che molto ha a che fare – anche – con la salute psichica. Di piccoli e grandi: tant’è che un gruppo di medici specializzati per i più piccoli (Generoso Andria, pediatra emerito dell’Università Federico II di Napoli; Giancarlo Biasini, pediatra emerito dell’Ospedale Bufalini di Cesena; Grazia Isabella Continisio, psicologa A.O.U. della Federico II; Giovanni Corsello, pediatra dell’Università degli studi di Palermo; Daniele de Brasi, pediatra ospedaliero dell’ospedale Santobono di Napoli; l’Associazione culturale pediatri Campania; Stefania Manetti, pediatra di famiglia di Piano di Sorrento; Enrico Parano, pediatra del Cnr di Catania; Andrea Satta, pediatra di famiglia di Roma 5; Paolo Siani, pediatra ospedaliero del Santobono e parlamentare; Giorgio Tamburlini, pediatra e presidente del Centro salute del bambino di Trieste; Alberto Villani, pediatra ospedaliero del Bambino Gesù di Roma e presidente Società italiana di pediatria; Federica Zanetto, pediatra di famiglia e presidente dell’Associazione culturale pediatri, Milano) ha condiviso un documento divenuto un piccolo, agile e colorato librino, pubblicato da Iod edizioni di Casalnuovo e scaricabile gratuitamente dal web.

Si intitola «I consigli dei pediatri. #andràtuttobene» e raccoglie in forma sintetica e chiara i suggerimenti di esperti di diverse città d’Italia, unita dai pediatri e in prima linea nel prendersi cura dei bambini in questo particolare e inedito momento della nostra storia nazionale. È infatti molto importante, spiegano i promotori dell’utile iniziativa, che anche i bambini seguano tutte le misure di prevenzione e igiene consigliate dalle autorità sanitarie per gli adulti, evitando le trappole delle fake news di cui i social, whatsapp e persino la tv sono costellati, disseminando spesso notizie non vere o inattendibili che tendono a generare ansie e allarmismi ingiustificati, distorcendo la realtà dei fatti, per quanto drammatici. Ma è perciò altrettanto importante comunicare ai bambini concetti, emozioni, regole di comportamento e sentimenti in modo semplice e rassicurante, per affrontare al meglio e più serenamente l’attuale emergenza. Di qui la scelta dei pediatri firmatari di articolare i contenuti del librino, rivolto a grandi e piccoli proprio per accentuare il loro legame relazionale, in cinque punti chiave, illustrati da allegre immagini di accompagnamento che con una grafica colorata favoriscono senza tedio la fruizione dei contenuti.

Il primo riguarda come insegnare con semplicità al bambino le regole basilari per una corretta igiene preventiva dei rischi da contagio. Il secondo punto riguarda alcune norme essenziali per chi deve prendersi cura del bambino a casa (un paragrafo importante è quello relativo agli smartphone, veicolo concreto di infezioni). Il terzo affronta la delicatissima questione di come spiegare al bambino la situazione, con una serie di esempi-flash di buon senso che aiutano a superare momenti di potenziale panico. Il quarto, conseguenziale, si interroga su cosa si può fare a casa in questa situazione, offrendo qualche essenziale pillola di saggezza (e di fantasia) necessaria per la salute (anche mentale) di tutti. Il quinto punto, infine, è tutto dedicato ai più piccoli, con una serie di attività proposte per impiegare il tempo in modo creativo, stimolando lo spirito di osservazione dei bambini, la riflessione su sé stessi e sul mondo e facendo leva sui loro sogni, desideri per liberarli esorcizzando la paura.

La lettura di questi bonari consigli, redatti informa sintetica da valenti pediatri e specialisti, è opportuna sia per i genitori, che stanno vivendo un momento molto difficile, sia per i loro bambini, improvvisamente deprivati di quella socializzazione tanto necessaria per la loro crescita, nutrita anche di abbracci, di baci e di contatto fisico. Un’iniziativa di servizio per la corresponsabilizzazione della comunità educante che fa onore alla piccola sigla editoriale campana - nata dal sentimento di amicizia e dalla passione e professionalità di un gruppo di persone di diverse generazioni, con anni di esperienza in editoria e nella comunicazione – attenta alla memoria e alla cura del proprio territorio dalla parte dei più giovani. Sin dalla scelta del proprio nome e logo, Iod, tratto dalla decima lettera degli alfabeti fenicio, aramaico ed ebraico: un segno est/etico che è insieme suono, lettera e quantità, evocativa dell’essenza delle cose che sta nel piccolo (privo di zavorre come spazio, tempo o materia) e fa tesoro delle tradizioni e dell’innovazione tecnologica con un approccio olistico al mestiere di pubblicare libri: «Abbiamo voluto leggere la parola Iod - spiegano - anche come YAD (mano), che denota un’occasione di apertura verso l’alterità, unica fonte di incontro e di conoscenza tra gli uomini». © RIPRODUZIONE RISERVATA