CORONAVIRUS

Emergenza Coronavirus, una campagna del Cif regionale per aiutare le detenute di Pozzuoli

Mercoledì 22 Aprile 2020 di Donatella Trotta
Doppiamente invisibili. In quanto donne, e - per di più - detenute. La pandemia che tante diseguaglianze sociali sta accentuando colpisce anche loro. Nel carcere femminile di Pozzuoli (una delle cinque case circondariali femminili italiane) sono 181: delle quali il 15 per cento straniere e 101 definitive. Sono donne ferite dalla vita e recluse in uno spazio che dovrebbe ospitarne, per regolamento, 109: con una eccedenza dunque di 72 unità - secondo dati dell’Associazione Antigone - in un edificio del XV secolo, antico e umido, «e con l’attuale impossibilità di ricevere, a causa dell’emergenza sanitaria, visite e pacchi dai familiari», sottolinea Marinella Gargiulo, dal 2017 presidente regionale del CIF (Centro Italiano Femminile) della Campania, già docente di Italiano e Storia, una consolidata militanza formativa e informativa dalla parte delle donne, dal ’90 come referente per le iniziative scolastiche in materia di Pari Opportunità del Provveditorato agli Studi di Napoli e dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, poi come componente – esperta della formazione di genere, anche con il progetto di didattica di genere ProDiGe - della Commissione Pari Opportunità della Regione Campania.

Ed è proprio pensando a loro, alle detenute di Pozzuoli private in questi giorni di doppia quarantena di quei generi di prima necessità che garantiscono l’igiene personale (saponi, detergenti, dentifrici), ma anche sprovviste di prodotti utilizzabili per la prevenzione del virus e di materiali per un minimo di conforto voluttuario (dal cibo ai cosmetici), che Gargiulo, insieme con le componenti del Consiglio Regionale della Campania, ha avviato una campagna di raccolta fondi per aiutare le detenute più bisognose della Casa Circondariale femminile di Pozzuoli: un gesto concreto di prossimità a chi più soffre delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, per riconquistare almeno un minimo di dignità nella vita quotidiana in cella.
«Mentre i mass-media parlano dell’”emergenza carceri” facendo riferimento esclusivamente alle sommosse clamorose di detenuti – spiega Gargiulo, promotrice della campagna – nessuno si ricorda invece di queste detenute che, in controtendenza, hanno fatto affiggere all’esterno dell’edificio affacciato sul mare di Pozzuoli uno striscione che invita alla speranza». Sotto un arcobaleno dipinto come quelli dei tanti bambini d’Italia in questi giorni, le donne del carcere hanno scritto anche loro: “Tutto andrà bene”. Ma la speranza va organizzata, come profetizzò san Giovanni Paolo II nella sua lunga visita pastorale in Campania dal 9 al 13 novembre del 1990. Di qui l’appello del CIF alla generosità (piccola o grande) di uomini e donne di buona volontà che vogliano aderire alla raccolta fondi (basta andare sulla piattaforma www.gofundme.com con la causale “Raccolta CIF emergenza Coronavirus” e la libera donazione, in forma anonima o “firmata”, sarà accreditata sul c/c intestato alla Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli, con la raccomandazione alla Direttrice Carlotta Giaquinto di devolverla alle detenute nelle condizioni più precarie). La cifra raccolta (si punta a 5mila euro, finora si è raggiunta la cifra di 360 euro) potrà costituire un piccolo respiro di sollievo per chi, oltre alla libertà per i propri errori, ha dovuto rinunciare stavolta senza colpa anche a condizioni dignitose di sopravvivenza.

L’iniziativa, che rappresenta una significativa goccia di umanità nel mare di bisogni sociali accresciuto dalla pandemia, è in piena coerenza con lo spirito originario e la vocazione umanitaria del CIF: associazione nazionale femminile con articolazioni territoriali, fondata a Roma nel 1944 da Maria Agamben Federici per sostenere le donne e le famiglie uscite stremate dalla seconda guerra mondiale. In Campania, il CIF regionale sorse nell’aprile del 1945 per volontà di Maria de Unterrichter Iervolino, con una forte impronta sociale e culturale: impegno volontario caratterizzato, da un lato, dal supporto a famiglie, donne e bambini devastati dal conflitto e dall’accoglienza dei reduci; e, dall’altro lato, con un cospicuo spazio dato alla formazione: con orientamenti sull’educazione dei figli e l’istruzione delle donne, anche attraverso conferenze, dibattiti e corsi sui diritti politici del “secondo sesso” e il voto che, per la prima volta, vedeva protagonista anche la popolazione femminile.

«A distanza di più di settanta anni – aggiunge l’attuale Presidente regionale -  il CIF persegue gli stessi ideali attraverso le due direttrici di formazione delle donne e di volontariato sociale, con il compito di coordinare le attività gestite in sede territoriale dalle Associazioni Comunali e dai CIF Provinciali della regione, interfacciandosi con il CIF Nazionale. Tra i suoi impegni, anche quello di organizzare convegni e iniziative formative per tutte le aderenti dell’ambito territoriale, nonché incontri annuali per la verifica della programmazione delle attività che in Campania, nello specifico, privilegiano due ambiti di intervento, tra divulgazione e sensibilizzazione: estendere la conoscenza del CIF e della sua storia agli studenti degli Istituti di II grado attraverso il bando del premio “Alda de Luzenberger” e sensibilizzare la società su situazioni drammatiche in cui le donne sono vittime, come la “tratta”». Ora, l’emergenza coronavirus ha stimolato una nuova iniziativa di vicinanza concreta alle donne più fragili: «L’organizzazione di questa raccolta fondi per le detenute di Pozzuoli – conclude Gargiulo - vuole testimoniare la solidarietà del CIF verso tutte le donne. Anche quelle che hanno dei debiti nei confronti della società». © RIPRODUZIONE RISERVATA