Napoli, città della musica: dai Quartieri Spagnoli alla VII Municipalità un intreccio di iniziative per un progetto culturale comune

Napoli, città della musica: dai Quartieri Spagnoli alla VII Municipalità un intreccio di iniziative per un progetto culturale comune
di Donatella Trotta
Giovedì 3 Novembre 2022, 13:00
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Napoli, città della musica. C’è qualcosa di nuovo, anzi d’antico che risuona nel capoluogo campano: da sempre teatro a cielo aperto e culla di una civiltà musicale, appunto, oltre che letteraria, teatrale, artistica. Lo conferma il felice e applauditissimo debutto del festival dell’Opera Buffa Napoletana − il progetto curato da Massimiliano Sacchi e giunto alla seconda edizione, sul non casuale tema «L’infedeltà infedele» − ieri sera in sala Assoli con l’operina «La zingaretta», che si replica stasera alle 20: rivisitazione del brioso, ludico e divertente Intermezzo del 1731 di Leonardo Leo nella trascrizione e arrangiamento di Fabrizio Romano (anche in scena, al pianoforte, in giocosa veste di Ape Maia)  con l’eclettico Enzo Mirone, che ne è pure regista, e gli interpreti Luca De Lorenzo (uno stralunato, ironico Riccardo-Lucignolo) e l’affascinante controtenore Pasquale Auricchio (l’aggraziata e seducente Lisetta-Zingaretta).

Tradizione antica e cosmopolita, con i manoscritti ritrovati e riproposti del teatro musicale napoletano del ‘700 ora creativamente rivisitato da questa rassegna (realizzata in collaborazione con il centro di produzione teatrale Casa del Contemporaneo e con il Teatro Pubblico campano), attraverso libere messe in scena che con rigore e leggerezza, e con la sperimentazione di intelligenti contaminazioni, ibridazioni e sincretismi comunque affini allo spirito di musiche e testi originali, strizzano l’occhio alla sensibilità contemporanea: per avvicinare ancora oggi un pubblico più ampio, e trasversale come allora, alle vivaci risonanze di un genere ospitato proprio nella culla in cui vide la luce e si affermò. Ossia, quei Quartieri Spagnoli dove, fino al 6 novembre, tra Melologhi (o racconti in musica intorno al mondo teatrale e musicale della Napoli del ‘700, tra i quali «La principessa dei bordelli» di Francesco Forlani con Isa Danieli, sull’ascesa e caduta della leggendaria figura di Giulia De Caro; «Teoria e fascino della jettatura», di e con Eugenio Bennato e Le Voci del Sud, che attingono al testo La Cicalata; «Cimmarosa», di e con Claudio Di Palma e l’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli, che narrano gli ultimi rocamboleschi giorni di Cimmarosa prima della cattura e del definitico esilio) e Intermezzi buffi in trascrizioni originali e innovative interpretazioni (come il ritorno per la prima moderna assoluta de «L’amante ridicolo» di Niccolo Piccinni al Teatro Nuovo, dove debuttò nel 1757, o di «Livietta + Tracollo» di Giovan Battista pergolesi rielaborato con suoni elettronici) rivelano la loro sorprendente modernità. Dilettando, ora come allora, spettatori curiosi e appassionati, che non si accontentano di algidi, ingessati déja vu o banali e facili distrazioni di massa.

In tale ottica la rassegna offre, quest’anno, anche una serie di convenzioni  per “vivere” pienamente il territorio dei Quartieri Spagnoli, con un supplemento di appuntamenti collaterali al pur ghiotto cartellone di spettacoli (mattinieri e serali): come, in particolare, «Words & Music», un incontro con il brillante poeta, scrittore, traduttore e comparatista Gabriele Frasca che sabato 5 novembre alle ore 19, al teatro Nuovo, attraverso ascolti e accostamenti insoliti guiderà alla inattesa scoperta del rapporto sotterraneo e profondo dello scrittore e drammaturgo Samuel Beckett con l’Opera Buffa; e ancora, visite guidate con specialisti sulle tracce della storia e dei luoghi dell’Opera Buffa Napoletana, dentro e fuori della “Quarta parete” o, domenica 6 novembre alle ore 15, il focus su «Donne e Opera Buffa: dal Palazzo ai Quartieri», con Erika Chiappinelli. Tutti gli appuntamenti sono su prenotazione (Info: Sala Assoli, 345 4679142; Teatro Nuovo, 081 4976267.  Per gli eventi collaterali: La Città Buffa oltre la quarta parete, 339 2955351;  Donne e Opera Buffa, 339 2568417 e 349 2949722, solo sms e WApp).

Ma Napoli Città della Musica, che nel suo centro storico sembra in questi giorni “esplodere” di turisti, non dimentica poi altre sue municipalità più periferiche, come la settima (Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno): dove ha preso il via una rassegna culturale del Comune, curata dall’associazione “Domenico Scarlatti”, dal significativo titolo «Extra Moenia. La Città Esplosa»: dieci spettacoli, tra novembre e dicembre, in siti di interesse storico e culturale (Chiesa dell’Immacolata Concezione a Capodichino, Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, Chiesa Sant’Antonio di Padova a Carbonelli, Hotel Fiorentina, Hotel Palazzo Argenta, Museo Laboratorio della civiltà contadina “Masseria Luce” e lo storico complesso industriale oggi centro commerciale “La Birreria”), con tanto di laboratori - teatrale e musicale - aperti ai giovani del territorio, nell’ambito del progetto «Affabulazione» (con il contributo del Comune di Napoli a valere sul FUS, Fondo Unico dello Spettacolo del Ministero della Cultura). Spazio anche all’attualità, con gli spettacoli del 5 novembre («Il sogno di Burney») e del 19 novembre («L’amore all’età del Regno»), dedicati rispettivamente alle condizioni delle donne in Iran e alla pace in Ucraina, che vedranno la partecipazione della comunità iraniana e ucraina di Napoli. In programma, ancora, performance di musica, teatro danza, reading e laboratori, con la partecipazione di noti protagonisti,  con la direzione artistica della violinista Eleonora Amato: Isa Danieli, Patrizio Rispo, Bruno Persico, Raffaella Ambrosino, Gabriella Colecchia, Daniele Sepe, Cosimo Alberti, Giovanni Allocca, Imma Cardano, Antonello Tudisco, Stefano Innamorati, Orchestra da Camera di Napoli, Enzo Amato, Gianni Gambardella, Antonio Mocciola, Stefano Sannino, Barbara Buonaiuto, Michele Montefusco, Salvatore Della Vecchia, Massimo Cecchetti, Roberto Ciscognetti.

Nel solco dello storico intreccio tra sacro e profano che per tradizione segna la creatività e la produzione teatrale e musicale napoletana, il progetto vede anche l’attiva partecipazione del VII Decanato dell’Arcidiocesi di Napoli, con il suo attivo Decano, giornalista e musicista monsignor Doriano Vincenzo De Luca, accanto al coinvolgimento di alcuni alberghi della VII Municipalità − affollati di turisti grazie alla strategica posizione vicina all’aeroporto di Capodichino − dove si svolgeranno i reading curati da Cosimo Alberti su testi e poesie di Pier Paolo Pasolini e il racconto della storia del territorio, con i professori Antonio Esposito ed Emilio Lupo, psichiatra fautore di una psichiatria di comunità, saggista, attivista e Segretario nazionale di Psichiatria Democratica, storico residente del quartiere Secondigliano. Un territorio forse meno conosciuto o “gettonato” della città ma non meno suggestivo, popoloso e operoso. Dove, grazie agli spazi disponibili nel complesso commerciale “La Birreria” di Miano, diretto da Caterina Esposito, e la relazione stabilita con la VII Municipalità presieduta da Antonio Troiano (con Valentina di Vaio come presidente della Commissione Cultura), prenderà così il via grazie a questo progetto anche un incubatore di impresa dedicato ai giovani del quartiere, a cui si affianca il progetto «AMI Attività Musicali inclusive», ideato e diretto da Raffaella Ambrosino in collaborazione con il Comune di San Giorgio. Fermenti, vecchi e nuovi, che si mescolano dando vita a un intrattenimento che diventa anche edutainment, dunque occasione di crescita e opportunità di sviluppo.  (Il programma completo su www.extramoenia.cloud).

Non solo. La musica, e la vitalità dei Quartieri Spagnoli, ritornano nel cuore simbolico del centro antico della città in chiusura di una ulteriore iniziativa culturale che conferma quanto le radici del passato possano offrire ali al futuro, in un’ottica di legami educativi (nel senso etimologico dei due termini) che intrecciano cultura e sociale: stiamo parlando de «La memoria del futuro» la giornata promossa, sabato 5 novembre nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli, dall’Aps Filosofia fuori le Mura, realtà e  pratica educativa ideata e guidata dal filosofo Giuseppe Ferraro. Che nel corso della giornata, in diversi momenti, presenterà alla città, nella Sala del Capitolo di San Domenico Maggiore, il progetto Agoghé, ovvero «l’idea di fare della città una scuola di legami sociali». Dopo l’incontro con le scuole (alle ore 9), alle ore 11 proiezione e presentazione del docufilm e del progetto (finanziato nell’ambito del PON Metro Napoli “Spazi di Innovazione Sociale - Percorsi di inclusione attiva” - I Quartieri dell'innovazione), con Simona Marino, i Social Trainer (giovani donne e uomini che, dopo una accurata formazione, hanno operato nel territorio dei Quartieri Spagnoli per facilitare la partecipazione collettiva allo sviluppo di una comunità sociale e alla cura delle relazioni) e le donne artigiane dei Quartieri Spagnoli (le Quartierane)  che dalle 10 alle 19, in Piazza San Domenico, esporranno in una mostra mercato i manufatti del gruppo “Le Quartierane Artigiane”, creative che vivono e lavorano nei Quartieri Spagnoli e realizzano borse, accessori, oggetti di design, bijoux e prelibatezze alimentari.

La manifestazione del 5 novembre prosegue, intorno alle 12, con gli interventi e un dialogo corale (con Teresa Boccia, Carlo Borgomeo, Nino Daniele, Rachele Furfaro, Maria Luisa Iavarone, Roberto Marino, Simona Marino e Pierre Preira) prima di concludersi, alle 20.30, con un dialogo per voce e violoncello intitolato appunto «La memoria del futuro», con il musicista Luca Signorini e il filosofo Pino Ferraro, che così motiva la scelta del tema: «Futuro è una parola strana, indica un passato remoto (“fu”) in participio, partecipato. Quel “fu” richiama anche la “fusis” del greco, la “natura”, che è ancora un participio futuro. “Natura” indica “le cose che stanno nascendo”. “Futuro” è delle cose di questo presente che stanno diventando passato. Quando dicono che i giovani non hanno futuro, penso che non è il futuro a mancare, ma il presente, che non è raccontabile guerra, pandemia…). Futuro allora è quello che racconteremo come passato remoto del presente che viviamo adesso. E se questo presente non è raccontabile, non ha futuro. Si perde, si disperde, non si ricorda, non risuona». Di qui la scelta di un sito densamente simbolico come San Domenico Maggiore: «Fu la prima sede dell’università degli studi quando ancora in quel tempo “università” significava comunità sociale − aggiunge Ferraro − Faremo memoria del futuro di quel che viviamo adesso aprendo un varco a cambiamenti ancora incerti di un mondo che avanza allontanando gli spettri del passato sul proprio presente, chiedendo a ognuno di rivolgere la condizione di fragilità dello stare soli gli uni fra gli altri in uno starsi accanto insieme. Ascolteremo il dialogo corale di chi fa dell’impegno sociale la propria vocazione. Arriveremo a sera con il dialogo per voce e violoncello della memoria del futuro. Il 5 novembre ritorna così, dopo la pandemia, la Notte dei Filosofi, ritorna in pieno giorno per fare della Città l’Università di comunità sociali in una società comune».          

Già. Per questo tutte le voci delle arti, e l’impegno di corresponsabilità di ciascuno, laico o religioso che sia, diventano necessarie, in questo presente. E forse anche per questo si intitola «A Napoli la musica cambia!» l’incontro promosso dall’Arciconfraternita dei Pellegrini (mercoledì 9 novembre alle ore 17, presso la la Chiesa della SS. Trinità ai Pellegini in via Portamediina 41), nel solco di un impegno continuativo di dialogo che la storica istituzione umanitaria porta avanti da anni con le forze più attive e significative della città, per costruire percorsi di riflessione attiva e partecipata. Perché la musica sarà la protagonista del confronto, moderato da Vincenzo Perone della Rai, che dopo l’introduzione di Giuseppe Caccavale, Direttore artistico del Teatro Augusteo, e il saluto di Giovanni Cacace, Primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, prevede il contributo del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, del direttore del Conservatorio San Pietro a Majella Carmine Santaniello, dell’assessore all’Istruzione e alle Politiche sociali della Regione Campania Luci Fortini, dell’attore, cantante e regista Gianfranco Gallo e del presidente della Fondazione Fare Chiesa e Città monsignor Adolfo Russo. Tra gli interventi, anche Francesca Avitabile (Associazione AQuaS-Musica libera tutti), Antonio Lucidi, presidente di Sanitansamble e Piccola Orchestra di Forcella, Giuseppe Mallozzi, direttore dell’Orchestra sinfonica dei Quartieri Spagnoli, Carlo Morelli, direttore artistico del Coro della Città di Napoli, Gaetano Russo, direttore artistico della Nuova Orchestra Scarlatti e Vincenzo Varriale, dirigente solastico del L.S. Margherita di Savoia.

Un confronto corale, per capire come uscire dalle secche del gattopardismo e di una città che il compianto Aldo Masullo ebbe a definire “Napoli siccome immobile”. Un dibattito con la gioiosa partecipazione delle bande musicali giovanili di Porta Capuana e Capodimonte , dirette dal M° Roberto Gaudino nell’ambito del progetto «Musica nei luoghi sacri», promosso dalla Regione Campania e dalla Curia Arcivescovile di Napoli, a cura di Scabec e della Fondazione Fare Chiesa e Città a valere su fondi POC Campania 2014-2020. (Info e prenotazioni: segreteria@arciconfraternitapellegrini.net). Ma soprattutto, segni, sogni e bisogni di Napoli, città della musica, per un progetto di speranza che possa finalmente mettere a sistema le molteplici potenzialità e infinite energie, soprattutto giovanili, di una cultura che va intesa (e tutelata) come la salute. In senso olistico. E come diritto: imprescindibile. Per tutti.

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