Bollette più care, ecco le rate: la metà si paga in dieci mesi

Mercoledì 5 Gennaio 2022 di Jacopo Orsini
Bollette più care, ecco le rate: la metà si paga in dieci mesi

Caro-energia, per i clienti che non riescono a pagare le bollette arriva la rateizzazione. Per calmierare in parte l’impennata dei prezzi di luce e gas il governo nella legge di Bilancio appena approvata ha stanziato 3,8 miliardi e previsto un fondo di un altro miliardo per consentire la diluizione dei pagamenti. Intanto gli utenti provano ad andare alla ricerca di offerte sul mercato libero che consentano di risparmiare. Ma, a meno di aver scelto una tariffa a prezzo bloccato prima dell’ondata di rincari, come dimostrano anche le indagini dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), in questo momento sarà difficile riuscire a tagliare i costi dell’energia.

Dal primo gennaio sono scattati i nuovi incrementi di elettricità (+55%) e metano (+42%) per il primo trimestre dell’anno. Una stangata che senza l’intervento del governo sarebbe stata anche più forte. Rincari che seguono quelli di luglio (+10% per la luce e +15% per il gas) e ottobre (+30% e +14%). Il prezzo di riferimento dell’energia elettrica è ora di 46,03 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. Solo 12 mesi fa la quotazione era meno della metà (20,06 centesimi). Più in dettaglio la spesa per la materia energia è di 35,49 centesimi di euro (77,1% del totale della bolletta) per i costi di approvvigionamento, contro i 7,33 centesimi di euro (36,5% del totale della bolletta) del primo trimestre 2021. Ancora più pesanti i rincari per il gas. Il metano si paga ora 137,32 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse, circa il doppio dei 70,66 centesimi dello scorso anno. La spesa per la materia gas naturale si impenna invece a 91,36 centesimi di euro (pari al 66,54% del totale della bolletta) per l’approvvigionamento e per le attività connesse, oltre quattro volte tanto i 20,36 centesimi di euro (pari al 28,81% del totale della bolletta) dello scorso anno. 

 

Le misure varate dall’esecutivo consentono poi di mantenere sostanzialmente invariata la spesa per elettricità e gas per le famiglie a basso reddito che percepiscono i bonus sociali elettricità e gas. Aiuti a cui ora per tutti si aggiunge la possibilità di diluire i pagamenti delle fatture. La delibera dell’Arera, che recepisce quanto previsto dalla manovra, prevede per i clienti domestici che dovessero trovarsi in condizioni di morosità, la possibilità di rateizzare fino a 10 mesi e senza interessi i pagamenti richiesti nel periodo gennaio-aprile. Il piano stabilisce il pagamento della metà dell’importo totale nella prima rata e il restante 50% in rate di almeno 50 euro spalmato in un periodo che può arrivare a dieci mesi. «I venditori - spiega l’autorità - sono tenuti a inserire in una comunicazione di sollecito anche l’offerta al cliente finale della possibilità di rateizzarne gli importi senza il pagamento di interessi a carico del cliente finale». Qualora la cifra di ciascuna rata risulti inferiore a 50 euro, il numero dei pagamenti potrà essere ridotto. In tutti i casi, comunque, la volontà del cliente finale di aderire alla diluizione deve essere manifestata espressamente. Infine, nel caso in cui l’utente non paghi una o più rate, il venditore può avviare le procedure per sospender la fornitura.

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Per aiutare le famiglie a risparmiare, l’Arera ha messo da tempo on line un sito (www.ilportaleofferte.it) che mette a confronto i prezzi di elettricità e gas. In base all’ultimo monitoraggio pubblicato della stessa autorità, nel settore elettrico nel 2020 erano disponibili 58 proposte più convenienti della maggior tutela, pari solo al 4% di quelle a disposizione (circa 1.400). La media del risparmio massimo che si poteva ottenere scegliendo l’offerta più bassa oscillava fra 29 e 109 euro all’anno (ma i calcoli sono stati fatti prima dell’impennata dei prezzi degli ultimi mesi). Per il gas invece erano disponibili 64 offerte migliori della tutela (poco meno del 10% delle circa mille esistenti) che consentivano un risparmio medio annuo compreso fra 115 e 169 euro. Tuttavia, è la conclusione a cui arriva l’Arera, nel mercato libero gli utenti «hanno mediamente pagato costi di approvvigionamento più elevati di quanto pagato dai clienti in maggior tutela». Questo, spiega ancora l’autorità, perché spesso le tariffe «includono servizi aggiuntivi, elementi di differenziazione commerciale e differenti strutture di prezzo». Insomma sul mercato libero cercando bene si può risparmiare, ma nella maggior parte dei casi si rischia invece di spendere di più. 

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