«Preferiamo la carne»: è polemica sul manifesto pubblicitario

di Alessandro Mazzaro

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È polemica a Pontecagnano Faiano dopo la comparsa di un manifesto pubblicitario, realizzato da una trattoria del posto, recante un'immagine di cinque ragazze «curvy» e la scritta «preferiamo la carne».

A protestare in via ufficiale la Cgil, che, attraverso una nota inviata al sindaco, Giuseppe Lanzara, chiede la rimozione immediata del manifesto:

«A seguito di numerose segnalazioni pervenute presso la nostra sede - si legge - chiediamo la rimozione immediata dei cartelloni pubblicitari in quanto offensivi e lesivi della dignità delle donne, paragonate a “carne da macello”».

In città molte sono state le persone che hanno criticato la scelta dell'attività in questione: «Questa foto originariamente è stata la pubblicità di Victoria 's secrets che valorizzava la figura della donna mettendo in luce tutte le sue forme - spiega Gabriella - mentre l'utilizzo di questa foto oggi è stato associato al solo fine consumistico e trattate come carne da macello, prendendo come spunto la donna curvy».


 
Mercoledì 21 Novembre 2018, 16:04
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5 di 13 commenti presenti
2018-11-21 18:42:17
Ma guarda caso nessuno protesta per una pubblicità di olii librificanti per auto e camion che propone una modella con il lato B scoperto. Magari quella sarebbe da censurare.
2018-11-21 18:04:56
Ma la CGIL non dovrebbe tutelare i lavoratori? Nessuno ha pensato alle tante donne che per dieta non la mangiano mentre invece nella pubblicità si vedono donne che non si fanno di questi problemi e sono felici? Ormai il sindacato si avvicina sempre di più alla politica del partito a cui appartengono....... ridicoli...
2018-11-21 17:29:34
la donna è il migliore amico dell'uomo
2018-11-21 16:47:10
Femministe quando fa comodo! Sempre più ridicole.
2018-11-21 16:25:53
Sia la donna che i bambini sono diventati carne da macello, politiche e ideologie sbagliate alla base dello sfruttamento delle donne (stupri, prostituzione, violenze...) le quali si vedono negare anche il diritto ad avere una famiglia (costrette ad abortire) a causa della mancanza di lavoro e sostegno economico, psicologico, religioso, sociale. Negli ospedali stanno chiudendo reparti maternità e sale parto per farle diventare sale aborto che per nascondere la verità continuano ad essere chiamate sale parto. Donne alzate la testa, riprendetevi il diritto ad essere rispettate e il diritto alla maternità, cacciate via quei medici che vogliono convincervi ad abortire invece di aiutarvi ad affrontare e risolvere i problemi insieme a tante organizzazioni impegnate sul territorio.

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