Napoli Est, «riaprire le biblioteche»: petizione per ripartire in sicurezza

Mercoledì 7 Aprile 2021 di Alessandro Bottone
Napoli Est, «riaprire le biblioteche»: petizione per ripartire in sicurezza

Riaprire le biblioteche dei quartieri della periferia orientale di Napoli. É la richiesta, attraverso una petizione online, che arriva dalle realtà associative che portano avanti «SocializziAmo in Biblioteca», il progetto che intende valorizzare la biblioteca comunale 'Grazia Deledda' di Ponticelli attraverso aperture straordinarie e attività dedicate ai giovani come corsi di lingua, di editoria, attività di lettura, workshop di arredo.

La cooperativa Sepofà e le associazioni Noi@Europe e Terra di Confine chiedono alla VI municipalità e al Comune di Napoli di attivarsi per garantire l'apertura delle strutture pubbliche nei quartieri Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio «nel pieno rispetto delle misure di contenimento e con il principio di massima cautela» così da permettere ai cittadini, specie ai più giovani, di tornare a frequentarle. In particolare, le realtà chiedono agli amministratori locali l’immediata apertura al pubblico delle biblioteche qualora la Campania torni in “zona gialla”. Invece, qualora la Campania entrasse nel regime di restrizioni da “zona arancione”, di garantire l’apertura delle aule studio su prenotazione «tramite piattaforma messa a disposizione gratuitamente dagli enti partner del progetto, come già avviene per altre biblioteche dell’area metropolitana di Napoli, anche con un numero di posti estremamente limitato». Una richiesta messa nero su bianco già lo scorso febbraio e che non ha ottenuto alcun riscontro, come specifica Pietro Sabatino dell'associazione Noi@Europe il quale chiede alla politica locale di far funzionare i servizi anche con le poche risorse a disposizione. Da evidenziare il fatto che le biblioteche di Napoli Est sono state chiuse dal primo lockdown - quello della primavera dello scorso anno -  e riaperte soltanto per un breve periodo a febbraio scorso.

Il progetto «SocializziAmo in Biblioteca» - realizzato con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali e che vede capofila il Comune di Napoli - prevede, infatti, l'apertura straordinaria della biblioteca di vico Santillo a Ponticelli così da permettere ai cittadini di viverla anche in serata e nel fine settimana: una attività di cui si è fatta carico l’associazione Terra di Confine con propri operatori e per la quale assicura il rispetto di tutte le misure anti-covid. «Non è possibile che il Comune di Napoli capofila del progetto non firmi l'atto in cui permette la possibilità di attività al pubblico e extraorario, così come previste da progetto dove il Comune, ripeto, non è semplice partner, ma capofila» afferma Pasquale Leone, presidente di TerradiConfine: «Mi sembra un atteggiamento schizofrenico prima presentare un progetto, poi non permetterne l'attuazione di un pezzo importante che offre un servizio al territorio» evidenzia il volontario. «Non è possibile che dei privati offrono gratuitamente una piattaforma di booking per la prenotazione dei posti in biblioteca in zona arancione e l'ente non accetti e preferisca pagare dipendenti per tenere la biblioteca chiusa» aggiunge Leone.

Le tre realtà chiedono, si legge nella petizione, una «assunzione di responsabilità degli enti competenti» evidenziando che non è accettabile «vedere chiuse le biblioteche pubbliche, tra i pochi luoghi “sani” al servizio dei giovani della periferia orientale». Nel frattempo continuano le attività previste dal progetto, avviate online viste le pesanti restrizioni per il contenimento del virus. In base ai provvedimenti del Governo attualmente in vigore, per quel che riguarda le biblioteche, i «servizi sono offerti su prenotazione», come specificato sul sito istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Sulla questione interviene Patrizia Sannino, assessore della VI municipalità, la quale evidenzia che si è confrontata con le realtà associative in più occasioni e che l'ente municipale sta lavorando per permettere la riapertura delle biblioteche quando si passerà in “zona arancione”. Altresì, l'esponente della giunta municipale evidenzia la necessità di riqualificare i tre luoghi e sul punto assicura di aver attivato una interlocuzione per ottenere le risorse utili agli interventi così da garantire decoro e sicurezza negli spazi. L'assessore sottolinea che le restrizioni e i continui casi di coronavirus emersi nel personale hanno rappresentato un forte ostacolo all'attività dell'ente ma che si è sempre attivata a favore delle tre realtà così da garantire il sostegno della municipalità delle azioni da queste promosse.

Gli attivisti delle tre associazioni sono convinti che le biblioteche possano essere frequentate nel rispetto delle misure per evitare potenziali contagi: sanificazione delle superfici, distanza tra le persone, mascherine, numero limitato di ingressi in ogni locale. Un compito che in tante altre strutture pubbliche è affidato agli stessi dipendenti pubblici e per il quale sono pronti a offrire sostegno pur nella speranza di tornare “in presenza” e accogliere i cittadini negli unici luoghi pubblici della cultura della periferia orientale.

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