Napoli Est, amianto nella Corradini: ripresi i lavori nell'ex complesso industriale

Venerdì 18 Dicembre 2020 di Alessandro Bottone
Napoli Est, amianto nella Corradini: ripresi i lavori nell'ex complesso industriale

Sono ripresi in questi giorni gli interventi di rimozione dei materiali in amianto dai fabbricati della Corradini di San Giovanni a Teduccio, ovvero l'ex impianto industriale nella zona orientale di Napoli oggi ridotto in pessime condizioni.

A darne notizia è stato l'assessore all'ambiente del Comune di Napoli, Raffaele Del Giudice, con un post sulla propria pagina Facebook. «L'area interessata dalle attività di rimozione amianto è 18mila metri quadrati» ha scritto l'esponente della giunta comunale che ha specificato: «L'intervento prevede la messa in sicurezza dal pericolo di intrusioni mediante il ripristino della recinzione per poi procedere alla rimozione dell'amianto».

Il progetto definitivo per la rimozione dell'amianto dalla Corradini - che dal 1999 è di proprietà del Comune di Napoli - è stato approvato nel 2013. Lavori aggiudicati l'anno successivo per 849mila euro e consegnati nell’aprile del 2015. Sospesi sei mesi dopo per «la necessità di apportare modifiche ed aggiunte al progetto» considerate le «prescrizioni impartite dalla ASL competente». La perizia suppletiva di variante è stata approvata nel dicembre 2016 prevedendo una maggiore spesa di 680mila euro, con un importo totale 1 milione e 529mila euro. Nel 2019 l'amministrazione comunale ha preso atto della cessione del ramo di azienda effettuata dall'impresa aggiudicataria dei lavori a un'altra società. 

Nel corso degli ultimi anni diverse coperture della ex Corradini sono crollate per l'usura dei diversi fabbricati. Ciò rende ancora più delicate e pericolose le operazioni di rimozione del materiale in amianto. Il complesso di San Giovanni a Teduccio è una testimonianza della storia industriale di Napoli Est e risale ai primi decenni dell'800 quando - contestualmente alla realizzazione della prima linea ferroviaria italiana, la Napoli-Portici - sorsero diverse fabbriche lungo la costa orientale della città. Lo stabilimento era attivo nel settore metallurgico ed è stato operativo fino al periodo della seconda guerra mondiale, poi dismesso e progressivamente abbandonato.

Gli spazi sono costituiti da capannoni in muratura con coperture in capriate metalliche e altri edifici con coperture a terrazzo. Diversi sono andati distrutti. I manufatti, riconosciuti di interesse storico-architettonico in quanto testimonianza di “archeologia industriale”, sono sottoposti a vincolo. Una buona parte del complesso dovrebbe dare spazio al porto turistico. Per la parte restante era stata prevista una riqualificazione con la creazione di un distretto di produzione artistico-industriale e per attività collettive. Atelier artistici, officine di micro-elettronica, botteghe artigianali, laboratori informatici. E ancora: una residenza universitaria integrata da un'attrezzatura collettiva aperta anche al quartiere, ovvero da spazi eventi multiuso.

Un sogno ancora per molti cittadini che si dicono assolutamente contrari all'abbattimento dei fabbricati previsto dal 'Master Plan' del Porto di Napoli. Prima ancora delle demolizioni, però, ci sono stati i crolli, come quello di poche settimane fa. Per porre fine al processo di ruderizzazione del bene e recuperare le fragili storiche strutture occorreranno importanti e costosi interventi di manutenzione straordinaria. Il complesso Corradini è solo uno dei diversi spazi della periferia orientale di Napoli per cui si attende la riqualificazione soprattutto per recuperare il legame tra il quartiere e il mare, anch’esso negato da tempo.

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