Napoli, topi morti e rifiuti tra la sabbia: oltre il mare è negata anche la spiaggia

Giovedì 10 Dicembre 2020 di Alessandro Bottone
Napoli, topi morti e rifiuti tra la sabbia: oltre il mare è negata anche la spiaggia

Dopo giorni di mareggiate la spiaggia di San Giovanni a Teduccio, quartiere della zona orientale di Napoli, è in pessime condizioni. Le onde hanno trasportato rifiuti di ogni genere, perlopiù materiali in plastica e legno. A peggiorare le circostanze ci sono anche le carcasse di topi, gatti e piccioni ricoperte dalla scura sabbia vulcanica.

Siamo sulla cosiddetta «spiaggia del municipio» dove nel giorno dell'Immacolata Concezione due attivisti hanno voluto costruire un piccolo presepe con i materiali recuperati dalla spiaggia stessa. Una idea che ha emozionato tanti residenti che da tempo sperano nella riqualificazione di questo tratto del litorale napoletano da tempo negato. Le acque antistanti, infatti, sono considerate «non adibite alla balneazione e permanentemente vietate». Anche la spiaggia resta negata per una semplice passeggiata per la quantità incredibile di rifiuti portati dal mare e abbandonati anche da incivili e delinquenti.

«Questa mattina ho pensato di fare una passeggiata fino alla spiaggia di San Giovanni a Teduccio, quella subito dopo il passaggio a livello, dietro la biblioteca e il convento» afferma Gaetano Amore, un giovane cantante lirico di Napoli Est che spiega: «Ho fatto pochi passi e, tra gli innumerevoli rifiuti portati dal mare e dalle persone, ho visto un cadavere grosso quanto un neonato e senza pelo: fortunatamente aveva la coda che ha sedato subito il terrore si trattasse proprio di un bambino. Accanto a questa figura, che era un gatto morto, c’era un topo di almeno quaranta centimetri. Proprio come nei migliori film di paura ho dovuto scansare tante carcasse di topi e piccioni, più o meno decomposti». «L’immondizia - spiega il tenore - era davvero tanta e variava da rifiuti dei pescherecci a pezzi di giochi da bambini, a figure a grandezza naturale in polistirolo che ritraevano personaggi dei cartoni animati, profilattici, siringhe, bottiglie di plastica e cose indecifrabili. Non c’era un solo metro quadro senza immondizia!».

Una scena che, purtroppo, si è registrata in numerose altre occasioni nonostante alcuni interventi di pulizia da parte dei servizi competenti e quelli "simbolici" realizzati da studenti e attivisti. Il mare restituisce i rifiuti dei pescherecci e tutto ciò che viene sversato in acqua attraverso gli scarichi mappati dall'agenzia regionale Arpac l'estate scorsa. Altri danni sono provocati dagli sversatori di rifiuti che arrivano in spiaggia liberandosi dei materiali senza scrupoli. Mentre si lavora sul collettore Volla che sfocia in questo specchio di mare resta molto lavoro da fare per ripristinare gli altri scarichi e, contestualmente, per recuperare l'enorme spiaggia “incastrata” tra il depuratore dismesso da anni e una fila di pesanti blocchi in cemento che ne peggiorano il decoro. Nell’attesa di conoscere e vedere attuate le importanti iniziative promesse per la riqualificazione del tratto costiero di Napoli Est i cittadini non riescono a godere nemmeno della spiaggia di fronte al mare «negato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA