Whirlpool Napoli, operai in croce sotto la prefettura: «Dopo tre anni non abbiamo risposte»

Giovedì 14 Aprile 2022 di Alessio Liberini
Whirlpool Napoli, operai in croce sotto la prefettura: «Dopo tre anni non abbiamo risposte»

«Qui Cristo continua a essere crocifisso». Con queste parole l’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, nel corso della sua omelia svolta nel Cral dei lavoratori, aveva dato il via alle celebrazioni della settimana santa 2021. Un anno dopo, in vista della Pasqua, sono state proprio le tute blu a portare, letteralmente, la loro croce all’esterno della prefettura di Napoli. Dove, nel primo pomeriggio di oggi, si è tenuto un nuovo tavolo di confronto con le istituzioni locali, andato avanti per circa un’ora e mezza, al fine di trovare una quadra sul progetto di reindustrializzazione del sito, ormai ex Whirlpool, di Ponticelli. Dove dovrebbe sorgere – così come avanzato dal governo la scorsa estate – un Consorzio impegnato nel settore della mobilità sostenibile.

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«Continuiamo a resistere portando questa croce sulle nostre spalle – racconta l’Rsu di fabbrica, Vincenzo Accurso, mentre è legato su quella croce dove si legge la scritta “Pnrr” - Dopo oltre tre anni e 33 tavoli al ministero (gli stessi anni del cristo messo in croce ndr) non ci sono ancora risposte concrete. C’era la volontà, da parte del Governo, di dare una prospettiva, anche tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma ad oggi ci stanno solamente inchiodando a questa croce».

Un anno dopo «non è cambiato nulla – chiarisce amareggiato l’operaio - Sia sulla nostra resistenza che sugli effetti della vertenza, in questo caso quelle parole continuano a darci forza. Sapere che l’arcivescovo è al nostro fianco ci permette di sentirci vicini, specialmente per la nostra parte spirituale che ci dà l’energia per andare avanti, senza la quale sarebbe veramente molto difficile. Ad oggi non abbiamo risposte. Siamo ancora qui, fuori la prefettura, sperando che prima possibile vengano tolti questi chiodi che ci legano ad un presente senza sbocchi lavorativi».

Dopo oltre mille giorni di vertenza, con ben tre governi interessati alla spinosissima vicenda, le ombre sul futuro dei 317 ex dipendenti della multinazionale del bianco, che hanno ricevuto lo scorso novembre le lettere di licenziamento collettivo, sono ancora maggiori degli spiragli di luce provenienti dal progetto di riconversione del sito, per il quale nella giornata di ieri si sarebbe dovuto svolgere un nuovo summit ministeriale. Tutto rimandato a data da destinarsi visti i problemi, riscontrati su più fronti, da parte degli imprenditori che dovrebbero rilevare il sito di via Argine. Al momento i nodi da sciogliere sono addirittura tre: la formazione professionale che dovranno svolgere i lavoratori, primo tassello da chiudere per il loro rinserimento nel mondo produttivo, il passaggio dello stabilimento che dalla Whirlpool andrebbe al pool di imprese interessate al piano di reindustrializzazione (per cui oggi ci sono problematiche legate alla bonifica del sito chiuso dallo scorso 31 ottobre 2020) e l’esposizione di un piano industriale definitivo del Consorzio che, lo scorso 23 marzo, al dicastero dello Sviluppo economico, ha presentato i primi, embrionali, progetti industriali.

Per queste ragioni è slittato l’incontro romano. Dopo la richiesta del Prefetto Claudio Palomba, di incontrare tutti gli enti interessati alla vertenza per poi «ritornare ad un tavolo ministeriale con sviluppi che non siano i soliti tavoli inconcludenti» evidenziano gli stessi lavoratori. Proprio negli ultimi tempi il ruolo, attivo, del Prefetto di Napoli ha dato una significativa accelerazione alla vertenza. Negli scorsi giorni, infatti, il Prefetto ha incontrato prima le istituzioni coinvolte nei programmi di formazione e successivamente la Whirlpool ed i referenti del Consorzio per trovare una quadra sul passaggio dello stabile. Oggi così sono tornati a sedere in prefettura anche le parti sociali, per capire gli esiti e gli sviluppi di queste riunioni. All’incontro odierno erano presenti, il prefetto di Napoli, Claudio Palomba, l’assessore alle Attività Produttive di Palazzo Santa Lucia, Antonio Marchiello, i segretari territoriali e le Rsu di Fim, Fiom e Uilm. Mentre da remoto erano collegati al summit anche l’assessore alla Formazione della Regione Campania, Armida Filippelli e Chiara Marciani, assessore alle Politiche Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli.  Contestualmente una delegazione di lavoratori, circa un centinaio, sono restati in presidio al Plebiscito - insieme alla loro croce - in attesa di qualche novità concreta per il proprio futuro.

«Abbiamo fatto dei passi in avanti sul tema della formazione – racconta la segretaria regionale della Uil, Vera Buonomo, a margine dell’incontro in prefettura -  dal momento che la scorsa settimana avevamo chiesto un incontro specifico sul Feg (Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro), in aggiunta al “Gol” (Garanzia di occupabilità dei lavoratori). Su questa tematica abbiamo avuto rassicurazioni da parte del Prefetto e dai soggetti presenti al tavolo, specialmente dall’assessore Marchiello». Sul fronte della formazione si tornerà in prefettura il prossimo 22 aprile, dove con la presenza dell’Anpal si cercherà di capire se è possibile «iniziare la formazione già dal fondo europeo. Per evitare che i lavoratori abbiano un periodo di inattività molto lunga, in attesa della presa incarico, prevista dal “Gol”, per la formazione specifica dovuta a quello che dovranno poi produrre. Da quello che ci ha detto l’assessorato alla Formazione della Regione Campania, potremmo partire già a giugno, con la presa in carico, ed iniziare con la formazione specifica a luglio. Noi abbiamo chiesto che vengano fatti ulteriori approfondimenti sull’eventualità di poter partire prima con una formazione di orientamento in attesa che si possa applicare anche quella specifica» chiarisce Buonomo.

Mentre sull’altro tema caldo della vertenza, ovvero l’acquisizione da parte del Consorzio dello stabile di Napoli Est, per cui sono stati riscontrati diversi problemi ambientali, settimana prossima si terrà un nuovo incontro al dicastero dello Sviluppo con il ministero dell’Ambiente, il Mise, Invitalia, Whirlpool, Consorzio, Comune, Regione e Prefetto.

«Il Prefetto – spiega il segretario della Fiom di Napoli, Rosario Rappa – ci ha comunicato che le questioni edili sono risolte, rimane la questione legata alle vicende ambientali di bonifiche non meglio identificate. All’incontro della prossima settimana, sulla base di tutti gli elementi, si dovrebbe arrivare alla soluzione di questa questione. Per capire se ci sono cose da fare su tale tematica o diversamente per dare il via alla possibilità di cessione del sito».

Si incominciano, pertanto, ad intravedere dei piccoli passi in avanti ma ciò «non vuol dire che abbiamo risolto e che si sono trovate già le soluzioni, ma la strada è quella giusta» racconta, invece, il segretario della Fim di Napoli, Biagio Trapani. «Dobbiamo dire, anzi, che da qualche tempo a questa parte anche gli assessori di Regione e Comune stanno dando un’accelerata a questa vertenza che ormai si trascina da tre anni senza far vedere un po’ di speranza a queste famiglie. Ma, restando in tema religioso, mi sento come San Tommaso (se non vedo non credo ndr), dire che abbiamo risolto è un eufemismo però oggi mi sento di poter dire che si sta andando verso un viatico positivo» conclude il segretario della Fim partenopea.

Ultimo aggiornamento: 19:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA