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De Magistris in piazza: «M5S partito del sistema. Manfredi? Sindaco dei salotti ammuffiti»

Giovedì 22 Settembre 2022 di Emiliano Caliendo
De Magistris in piazza: «M5S partito del sistema. Manfredi? Sindaco dei salotti ammuffiti»

In attesa dell'atto conclusivo, in programma domani a piazza delle Gardenie a Roma, si chiude la campagna elettorale di Unione Popolare a Napoli. Il portavoce nazionale Luigi de Magistris ha partecipato con tutti i candidati e le candidate campani di Up alla manifestazione «Uniamoci per la pace» nel corso della quale un'enorme bandiera arcobaleno, trenta metri per nove di dimensioni, è stata srotolata ed esposta in piazza del Gesù. L'evento è poi proseguito per le strade del centro città con un corteo che ha sfilato, sulle note di Bella Ciao, fino a Largo Berlinguer. L’ex sindaco ha ricordato il suo impegno affinché venisse inserita nello Statuto del Comune la dicitura «Napoli città di pace». «Quindi – ha detto de Magistris - qui in Piazza del Gesù, Unione Popolare mette la bandiera della pace perché in Parlamento saremo i primi e gli unici a portare con forza e fermezza questa parola e una proposta di mediazione, trattativa e compromesso. Altri ci vogliono portare verso l’olocausto nucleare: Putin, Biden, la Nato, gli Usa, i governi subalterni, Draghi. Danno ormai per scontato che si possa anche solo ipotizzare la bomba atomica». «Noi vogliamo invece un messaggio diverso» afferma DeMa rifacendosi a Sandro Pertini che diceva «svuotate gli arsenali, riempite i granai».

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Tronfio degli importanti endorsement ricevuti da eminenti personalità appartenenti al mondo politico della sinistra europea quali Melenchon, Iglesias, Corbyn, de Magistris ribadisce la preoccupazione per il rischio di un conflitto bellico che coinvolga l’intera Europa. «Sono molto preoccupato – osserva - dall’escalation militare e dall’idea che si dia per scontato che l’Ucraina debba essere l’Afghanistan d’Europa. Sono preoccupato che Putin possa chiudere il gas e quindi altro che bollette folli! Preoccupato dalle povertà che crescono, le imprese che chiudono e i lavoratori messi in cassa integrazione e licenziati». L’ex pm sferra dunque fendenti contro «i partiti del governo Draghi, tutti, anche quelli che in campagna elettorale, come quelli di Conte e Salvini, si scoprono pacifisti». Questi «hanno votato per l’invio delle armi, senza far nulla per gli extra-profitti, dando per scontato che nulla si possa fare», rimarca de Magistris. «UP – ha specificato - può cambiare questa tendenza perché composta da persone coraggiose, libere, coerenti, credibili, autonome e che hanno quella competenza necessaria per rompere il sistema e costruire un’alternativa».

Durissimo poi l’attacco al M5S con cui pareva esserci stata una qualche affinità dialettica, ormai qualche mese fa. «Per ora è un partito di sistema, nonostante avessero avuto un bel voto, soprattutto al Sud. Dovevano scassare il sistema, mentre hanno governato con Salvini, Renzi, Letta. Stanno governando con il partito di Marcello Dell’Utri, Berlusconi, con Draghi. Parlavano di acqua pubblica, beni comuni, democrazia partecipativa, di rivoluzione, di togliere alle multinazionali le concessioni, mi volevano far chiudere il porto facendo così morire la gente in mare. Poi io me lo auguro che in Parlamento si possa dialogare. Cercherò e farò di tutto affinché si possa recuperare quello spirito originario, però, non scoprissero in campagna elettorale che sono un partito antisistema perché ci vuole poi anche un po’ di coerenza e di dignità. Noi possiamo anche sbagliare e fare delle cose non condivisibili, ma facciamo della coerenza e della reputazione uno stile di vita».

Sulla possibilità che Unione Popolare superi o meno il 3% il leader di UP si sottrae al gioco del pronostico e spiega che il suo è un progetto politico che andrà oltre quello che è l’appuntamento elettorale. «Non ho mai fatto pronostici né sul calcio né sulla politica. Posso non promettere ma assicurare – sottolinea - che Unione Popolare non è un progetto elettorale, anzi, eravamo nati con l’idea che si votasse dopo e ci siamo trovati in tutta corsa a essere dei neonati che crescono già velocemente. Questa campagna elettorale mi ha consegnato tanto entusiasmo e consapevolezza che finalmente in Italia c’è una forza antifascista costituzionalmente orientata, pacifista, ambientalista e di sinistra». Per DeMa quindi lo spazio politico ed elettorale di quella che un tempo si definiva «sinistra radicale» torna ad essere occupato dal suo neonato movimento. «Poi – argomenta - se ci guardiamo attorno vediamo che la sinistra non c’è più perché il Pd non è un partito di sinistra e gli altri non lo sono. Chi è in cerca di una casa in cui finalmente si possa lottare per i diritti, la giustizia sociale, ambientale ed economica, la può trovare in Unione Popolare, quindi sapendo per chi votare».

A quasi un anno dal suo insediamento, ribadisce infine il giudizio negativo, sull’amministrazione del suo successore a Palazzo San Giacomo, il sindaco Gaetano Manfredi. «Hanno tolto l’energia, quello che vedete è tutto frutto dei napoletani e della spinta ideale che abbiamo dato noi in questi anni, la prosecuzione del nostro lavoro. Manfredi è invece un restauratore, quello che vuole portare la politica nei salotti ammuffiti, i consulenti, gli inciuci, le correnti, le sottocorrenti, i laboratori della politica di un tempo. Ha tolto e vuole togliere quell’ossigeno di quando c’eravamo noi. Lui e De Luca – ha concluso de Magistris - sono figure che soffocano, noi l’abbiamo liberata e la continueremo a liberare. In Parlamento porterò la Napoli dell’energia e del popolo, quello che non hanno fatto tutti i parlamentari quando io sono stato sindaco di Napoli».

Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 17:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA