Passeggiando ad Anacapri, un percorso archeologico a cura di Apragopolis

Venerdì 18 Settembre 2020 di Mariano Della Corte

Si terrà sabato 19 settembre, alle 10.30, con partenza da Piazza Cerio ad Anacapri il percorso storico archeologico “Passeggiando ad Anacapri”. L’itinerario a cura dell’Associazione Apragopolis si inserisce nell’ambito della rassegna “Terra d’Anacapri, patrimonio, teatro e letteratura” a cura dell’assessorato alla cultura di Anacapri, guidato da Manuela Schiano, col finanziamento della Città Metropolitana di Napoli.
 

 

Il tour insisterà sui ruderi romani di epoca imperiale di villa Damecuta e sarà guidato dagli archeologi dell’associazione Apragopolis, Rosaria Perrella e Giancarlo Di Martino. Il percorso sarà animato con incursioni teatrali a cura di Mario Staiano.
Secondo la tradizione villa Damecuta fa parte delle 12 ville fatte costruire a Capri per volontà  dell'Imperatore Tiberio, anche se alcuni studiosi la fanno risalire già all’epoca di Augusto.
Insieme a Villa Jovis e a Palazzo a Mare formano una schiera di strutture poste ad altezze differenti e che offrono una visione globale del Golfo di Napoli che si estende da Ischia a Punta Campanella.

La visita toccherà gli ambienti in opus reticulatum, l'ambulatio costituita da una loggia pavimentata in cocciopesto e sarà incentrata su un percorso archeologico che guarda il legame imprescindibile del luogo tra architettura e natura. I resti della Villa Damecuta furono portati alla luce nel 1937 per volere di Axel Munthe, un ricco medico e scrittore svedese che commissionò i lavori all'archeologo Amedeo Maiuri. Ad opera degli scavi che ne seguirono, oggi è possibile vedere la villa allo stato attuale, da cui si evince che doveva essere ricca di pavimenti in marmo, stucchi e adorna di opere d’arte.

Situata all'estremità ovest della villa imperiale, a 151 metri sul livello del mare, emerge la Torre di Damecuta che fu costruita al tempo delle invasioni dei corsari saraceni nel XII secolo e usata poi come fortino dagli inglesi durante la guerra contro i francesi nel periodo borbonico. Tra i reperti qui ritrovati ci sono un'iscrizione sepolcrale in greco, colonne in marmo verde, una colonna di cipollino egizio con capitello e base. La cenere ritrovata sulle mura della loggia è la prova che la villa fu danneggiata dalla terribile eruzione del 79 d.C. del Vesuvio che distrusse Pompei ed Ercolano. Segue poi un vestibolo e da un terrazzino con belvedere mozzafiato.

Le rovine di Villa Damecuta sono immerse, infatti, in una graziosa pineta dove è sempre piacevole fare una passeggiata
 

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