Siccità, l'invasione degli insetti alieni: scarabei giapponesi, cimici asiatiche e cavallette africane, agricoltura in ginocchio

Giovedì 23 Giugno 2022 di Paolo Ricci Bitti
Siccità, l'invasione degli ultrainsetti: scarabei giapponesi, cimici asiatiche, cavallette africane, agricoltura in ginocchio

Le cavallette sono biblicamente note, ma in questa estate devastata dalla siccità e dal caldo sono in competizione con altri insetti altrettanto catastrofici ma non ancora altrettanto conosciuti come la popilia japonica, coleottero sbarcato in Italia da appena sette anni insieme alle non meno temute cimici asiatiche. L'elenco è purtroppo lungo: ragni, afidi, forficule (le "forbicine" che sbucano ovunque) e poi appunto le cavallette africane (ma ormai stanziali dal 1946 in Sardegna) e le novità come le cimici asiatiche e gli scarabei giapponesi (Popilia). E il Bostrico Tipografico (Ips typographus) che a dispetto del nome elegante, fa strage di alberi, in particolare di abeti? Infine zecchemosche e vespe: boom anche per esse. Prospera con il caldo la Xylella, che non un insetto, ma un batterio, azzeratore di secolari uliveti. Quando si può si tenta di combattere gli insetti dannosi con insetti antagonisti (vedi le vespe contro le cimici asiatiche) ma servono tempo e denaro.

 

Bostrico Tipografico (Ips typographus)

 

Agricoltura in ginocchio

Un disastro in tempi che sono anche di guerra e di post pandemìa. Una tempesta perfetta anche se "tempesta" evoca piogge per cui ora si prega anche in chiesa  nella speranza di rompere il fronte del bel tempo che di bello in realtà ha ben poco. Sì, il bel tempo alimenta il turismo più lineare, ma intanto per gli operatori turistici manca il grano dell'Ucraina e della Russia, manca l'acqua per produrre elettricità che serve ancora di più perché manca il gas, manca o mancherà presto la frutta a prezzi affrontabili perché gli agricoltori hanno persino rinunciato a coltivare ad esempio i cocomeri perché senz'acqua non ne vale pena.  Lo stesso vale per gli ortaggi, con il paradosso discretamente inedito che vede il Nord Italia soffrire più del Sud per questa congiuntura climatica e per la mancanza in molte parti del paesi di una strategia di conservazione delle acque.  

Popilie japoniche, una cavalletta e cimici asiatiche

 

L'allarme della Coldiretti va dal Piemonte alla Sardegna, dalla Lombardia al Veneto fino all'Emilia Romagna.  «Milioni di cavallette - è scritto in una nota - rappresentano una vera piaga dell'estate 2022 non solo in Sardegna dove hanno già devastato quasi 40mila ettari di territorio fra Nuoro, Sassari e Oristano, ma anche in Emilia Romagna dove nella zona di Forlì stanno danneggiando i raccolti di grano, ortaggi, foraggi, erba medica delle vallate del Bidente e del Savio. Da Ferrara a Ravenna le cimici asiatiche stanno attaccando i frutteti mentre più a nord in provincia di Piacenza ci sono i primi attacchi del ragnetto rosso alle coltivazioni di pomodoro».

 

«Il Piemonte è alle prese - continua l'associazione - con l'invasione della Popillia japonica, il coleottero giapponese in grado di causare danni immensi a tutte le specie vegetali, dai prati alle piante ornamentali, dagli alberi da frutto ai vigneti, alle colture orticole di pieno campo e i rischi maggiori li corrono il mais, il pesco, il melo, la vite, il nocciolo e la soia. La presenza massiccia dell'insetto è segnalata in 86 i comuni della provincia di Alessandria e a Cigliano e Santhià, in provincia di Vercelli. Per contrastarne la diffusione è in corso il posizionamento di tremila trappole 'attract and kill', con forma a ombrello con una rete impregnata di insetticida. Mentre nei boschi di Cuneo - evidenzia Coldiretti - è in atto una vera e propria invasione di zecche, veicolate dalla fauna selvatica. In aumento su tutto il territorio del Piemonte le cimici, mentre è segnalata anche la presenza massiccia di forficule, le cosiddette 'forbicine' che danneggiano i frutti». 

Le Regioni

 

«In Lombardia - continua Coldiretti - anche la zona del Milanese è alle prese con il diffondersi della cimice asiatica e della Popillia japonica con un aumento del 10% della presenza del coleottero giapponese nella fascia ovest del capoluogo regionale mentre in provincia di Mantova ci sono danni su alberi da frutta per forficule e formiche, oltre ad un aumento generalizzato della presenza di mosche. In Veneto - spiega il monitoraggio della Coldiretti - il clima umido e le alte temperature hanno favorito l'aumento di afidi su ortaggi e frutta, oltre alla presenza di cimici asiatiche nelle colture del Veneziano in particolare su cetrioli, pomodori, mele e pere, mentre le farfalle notturne depongono uova e larve su foglie di verdura e barbabietola da zucchero danneggiando le piante».

«La fascia delle Alpi, fra Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia è alle prese - rileva la Coldiretti - con la rapida avanzata del parassita killer del legno, l'Ips typographus, il Bostrico Tipografico che infetta gli abeti indeboliti dagli effetti dei cambiamenti climatici. Si tratta - spiega l'associazione - di una vera e propria pandemia delle piante che prende forza mano a mano che si alzano le temperature con l'insetto "mangia tronchi" che esce allo scoperto facendo strage di alberi. I maschi del Bostrico entrano sotto la corteccia delle piante e si accoppiano con le femmine che scavano nel legno gallerie lunghe fino a 15 centimetri, dove depongono in media ottanta uova dalle quali - riferisce Coldiretti - escono larve che, a loro volta, creano cunicoli di 5 o 6 centimetri per nutrirsi e crescere dando vita a una nuova generazione di assassini. Una volta che la popolazione si moltiplica e diventa aggressiva, il Bostrico lancia attacchi di massa che portano in breve tempo alla morte delle piante e rendono inutilizzabile il legno».

«Per effetto della globalizzazione dei commerci e per l'impatto dei cambiamenti climatici con il surriscaldamento delle temperature - spiega Coldiretti - l'Italia negli ultimi anni ha dovuto affrontare una vera e propria invasione di insetti e organismi alieni arrivati nelle campagne soprattutto con le piante ed i semi dall'estero che hanno causato oltre un miliardo di danni sul piano ambientale, paesaggistico ed economico. Basti pensare - continua la Coldiretti - al batterio della Xylella che arrivato con essenze importate dall'America Latina ha devastato gli oliveti del Salento in Puglia oppure la Cimice asiatica che danneggia i frutteti italiani come la Drosophila suzukii il moscerino killer molto difficile da sconfiggere che attacca ciliegie, mirtilli e uva, oppure il cinipide galligeno che ha fatto strage di castagni fino al punteruolo rosso che ha decimato le palme».

«Sotto accusa è il sistema di controllo dell'Unione europea con frontiere colabrodo che - denuncia l'associazione - che ha lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l'ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell'Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che - conclude Coldiretti - devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni». La siccità e l'invasione degli insetti alieni dovrebbero innvece essere fronteggiate adesso.

Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 00:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA