Anidra, la storia e le attività del centro olistico a Barzonasca dove è morta Roberta Repetto dopo l'asportazione di un neo

Martedì 20 Aprile 2021
Anidra, la storia e le attività del centro olistico a Barzonasca dove è morta Roberta Repetto dopo l'asportazione di un neo

Il centro olistico Anidra, sulla piattaforma online di prenotazione dei cofanetti-soggiorno, è ancora prenotabile. Si trova a Barzonasca, in provincia di Genova, in un agriturismo immerso nel verde. Ed è ancora aperto perché la storia è ancora tutta da chiarire. Ora è al centro dell’inchiesta dei carabinieri per omicidio, violenza sessuale e circonvenzione di incapaci nella quale sono stati arrestati il "santone" Vincenzo Paolo Bendinelli e il dott. Paolo Oneda. Avrebbero causato la morte di una ragazza, Roberta Repetto, dopo l'asportazione di un neo.

Il primo, tra i fondatori del centro nel 2000, è milanese ed ex insegnante laureato in filosofia e maestro di "arti marziali energetiche". Il secondo è dirigente di chirurgia generale presso l'ospedale di Manervio, vicino Brescia, con un diploma in agopuntura. E al centro Anidra lavora come collaboratore.

Il centro olistico Anidra a Barzonasca

Il centro Anidra (in sanscrito “Coscienza in continuo risveglio”) si trova a circa 70 chilometri da Genova all'interno di un agriturismo: ecco perché è frequentato sia dalle famiglie che lo scelgono per un weekend o per un pranzo, sia per chi invece decide di intraprendere un percorso spirituale. Nel corso dell'anno vengono organizzati anche appuntamenti e laboratori dedicati ai bambini per farli avvicinare alla natura: nella campagna che circonda il centro ci sono galline e altri animali. Ma non solo: è location per eventi, feste e matrimoni, corsi di yoga e musica. 

Centro Anidra, come è morta Roberta Repetto

La vittima si chiamava Roberta Repetto, ed era figlia dell'ex sindaco di Chiavari (tra il 1989 e il 1993) Renzo Repetto. Secondo le indagini, alla ragazza, che frequentava il centro, il medico aveva asportato un neo operando nell'agriturismo gestito dal “santone” senza i dovuti accertamenti istologici. Dopo l'asportazione, si sarebbero sviluppate numerose metastasi. La ragazza sarebbe stata operata sul tavolo di cucina del centro e senza anestesia, inserendo l'evento in un presunto processo di «purificazione spirituale».

 

 

 

Bendinelli e Oneda avrebbero prescritto alla donna «tisane zuccherate e meditazione». Alla comparsa dei dolori e del primo linfonodo «i due avrebbero omesso di indirizzarla verso specifiche cure mediche», tranquillizzandola sulla sua guarigione. Quando è comparso il secondo linfonodo «le hanno detto che era segno della risoluzione del conflitto» e che «stava drenando la parte tossica». Le condizioni della donna sono rapidamente peggiorate tanto che su richiesta dei familiari è stata trasferita all'ospedale di Lavagna il 1 ottobre 2020 dove i medici hanno diagnosticato «diffuse metastasi» prima di indirizzarla al San Martino di Genova. Qui la donna è morta il 9 ottobre 2020.

 

Ultimo aggiornamento: 14:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA