CORONAVIRUS

Coronavirus Venezia, contagiata dal marito: lui si salva, lei muore dopo due mesi

Tuesday 30 June 2020 di Nicola De Rossi
 Antonietta Lorenzini è morta all'ospedale di Dolo

MARTELLAGO - Tragico “colpo di coda” del Coronavirus. Quando sembrava che ormai il peggio fosse passato e i lutti fossero finiti e alle spalle, il comune di Martellago, e ancora una volta il paese di Maerne, devono piangere un’altra vittima residente, la settima dall’inizio della pandemia: si tratta di Antonietta Lorenzini, 84 anni, spirata mercoledì scorso all’ospedale di Dolo dopo una battaglia con il Covid lunga quasi due mesi. E, come chiarisce la figlia, Monica Grandesso, la donna, che faceva ancora l’imprenditrice a tempo pieno, guidava la macchina ed era piena di vita, non soffriva di particolari patologie pregresse; altro aspetto che colpisce della triste vicenda, con molta probabilità ha contratto il virus dal marito.

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L’ottantaquattrenne, infatti, ha iniziato a manifestare i primi e consueti sintomi tra fine aprile e inizio maggio, periodo in cui il consorte, Marco Grandesso, che lei andava regolarmente a trovare, era ricoverato (e lo è tuttora) per altri problemi di salute presso l’ospedale di comunità di Noale. Proprio in quei giorni, come si ricorderà, nella lungodegenza del nosocomio noalese era scoppiato un focolaio e, tra i vari sanitari e pazienti colpiti, rimase contagiato anche Grandesso, che tuttavia è riuscito a superare il coronavirus.

BATTAGLIA DURISSIMA 
Sua moglie, invece, non ce l’ha fatta. «Mia mamma, una volta risultata positiva al tampone, è stata ricoverata all’ospedale di Dolo e ha combattuto una battaglia durissima - continua la figlia Monica - E’ rimasta a lungo in terapia intensiva, poi i medici hanno provato a spostarla in Pneumologia e cercato di stimolarne le funzioni respiratorie: sembrava potesse farcela, ma alla fine il suo corpo, il suo fisico, hanno ceduto».
Originaria del centro storico di Venezia, Antonietta Lorenzini si era trasferita a Mestre e poi a Maerne, dove risiedeva da tanti anni, nella centralissima piazza IV Novembre, e dove era molto conosciuta e stimata (e non solo in paese), anche per la sua attività imprenditoriale. Nel lontano 1967, infatti, con il marito aveva fondato la Seristampa, un’azienda con sede in via Negrelli a Spinea diventata presto, e ancora adesso, leader nel settore della stampa serigrafia e che oggi opera anche a livello internazionale con continue innovazioni di tecniche e materiali, realizzando da alcuni mesi - fatalità - anche una linea di prodotti ad hoc, Coronavisual, collegati all’emergenza sanitaria.

OGNI MATTINA IN UFFICIO 
Era ancora lei la rappresentante legale della ditta e non solo pro forma, perché continuava regolarmente a lavorarvi, puntuale tutte le mattine nel suo ufficio, fianco a fianco del consorte e dei tre figli che la portano avanti. «Mia madre ha dedicato tutta la sua esistenza al lavoro, all’impresa che ha creato assieme a mio padre, alla sua famiglia e, da ultimo, ai suoi amati nipoti - la piange commossa la figlia Monica - Era indipendente in tutto, aveva la sua vita, la sua casa, le sue passioni. Era una persona splendida, stupenda, generosa, umana, altruista, vivace, vitale e piena di forza e di energia: purtroppo non è bastato. Non riusciamo ancora a capacitarci di averla perduta così». Antonietta Lorenzini lascia il marito Marco Grandesso, i figli Manuela, Monica e Sandro, quattro nipoti, anche due pronipoti e due sorelle. I funerali, molto partecipati, sono stati celebrati sabato mattina in chiesa a Maerne: dopo il rito funebre le sue spoglie sono state sepolte nel vicino cimitero di Scorzè. E ieri il bollettino di Azienda Zero non ha registrato variazioni nel Veneziano: nessun nuovo contagio e nessun decesso.

Ultimo aggiornamento: 09:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA