CORONAVIRUS

Covid, tampone per tutti sui voli tra Roma e Milano: ecco il piano

Lunedì 31 Agosto 2020 di Mauro Evangelisti
​Covid, tampone per tutti sui voli tra Roma e Milano. Ecco il piano

«Un biglietto aereo, un tampone». Lo slogan coniato dal direttore dello Spallanzani, Francesco Vaia, sta trovando applicazione pratica. All’aeroporto di Fiumicino, nei prossimi giorni, partirà una sperimentazione sulla quale si concentrerà l’attenzione del mondo. Non è una esagerazione perché da questa formula dipenderà il futuro degli aeroporti e delle compagnie aeree fino a quando non avremo un vaccino. Ai passeggeri del volo Roma-Milano di Alitalia sarà eseguito il tampone rapido, quello che in 15 minuti dice se siamo positivi. In questo modo si ridurranno drasticamente le possibilità che sul volo salgano passeggeri infetti. Dice l’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato: «Noi crediamo molto in questo progetto e siamo pronti a partire. Già abbiamo ottenuto ottimi risultati con il sistema dei tamponi agli arrivi per i voli dai paesi ritenuti a rischio, Malta, Spagna, Croazia e Grecia. Ora vogliamo andare oltre». 

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Il piano è ambizioso e quasi rivoluzionario, perché se si dimostrerà che l’applicazione pratica funziona sul Roma-Milano, si potrà andare oltre ed eseguire i controlli alle partenze su tratte importanti che ad oggi sono state colpite pesantemente dall’emergenza coronavirus: la Roma-New York e la Roma-Dubai. Aeroporti di Roma ha mostrato di credere molto nell’importanza di portare i test nei terminal, tanto che aveva già allestito gli stand non solo al Leonardo Da Vinci, ma anche a Ciampino, che le hanno permesso di ricevere il riconoscimento Health accreditation rilasciato dall’Airport council international (Aci). Eseguire i tamponi agli arrivi è importante, ma (relativamente) meno complicato: ieri anche la stampa internazionale (a partire da La Vanguardia, quotidiano catalano) parlava del sistema dei tamponi in aeroporto romano. L’unico limite, per ragioni organizzative, è che le squadre della Regione Lazio potevano garantire i tamponi fino alle 18, ma ora si andrà avanti fino a tardi, perché sarà allestito un drive in nell’area dei parcheggi a lunga sosta. «Noi crediamo molto in questi tamponi rapidi, che sono stati validati dallo Spallanzani e che, ogni volta che li incrociamo con quelli molecolari, confermano l’attendibilità - racconta D’Amato - per questo ci siamo aggiunti alla gara che stava facendo la Regione Veneto e ne stiamo acquistando un milione. Li useremo anche nelle scuole». 
 


Ma la tecnologia, sul fronte dei test che ci devono riavvicinare alla normalità per i mesi che ci separano dal vaccino, sta correndo, e allo Spallanzani ora stanno verificando un altro sistema, ancora più semplice e veloce che si basa sul prelievo della saliva, con una risposta immediata. In sintesi, se tutto va bene, il passaggio al test diventerà più o meno come quello al metal detector. «Nel Lazio su questo siamo stati gli apripista, fa piacere vedere che ora anche il Ministero della Salute segua questa formula», osserva D’Amato, che aveva giocato d’anticipo con i tamponi al Leonardo Da Vinci a chi tornava dal Bangladesh, dove c’era un’alta circolazione del virus, portando di fatto per la prima volta i test dentro un aeroporto.
Il riferimento a Speranza è alla conferma di ieri del Ministro del piano per stringere un accordo con Spagna, Francia e Germania così da eseguire i test sul coronavirus sia agli arrivi sia alle partenze dei voli tra i quattro Paesi. In questo modo si evitano le chiusure delle frontiere e anche incomprensioni, perché ad esempio oggi l’Italia sta facendo i tamponi a chiunque arrivi dalla Spagna. Ha detto Speranza in un’intervista all’Huffington Post: «Tamponi all’arrivo, divieto di accesso e transito, obbligo di quarantena. Quando prendi una misura del genere, il paese coinvolto attualmente lo vive in maniera poco friendly. Io dico: visto che dobbiamo convivere col virus per svariati mesi, lavoriamo sulla reciprocità delle misure e tra grandi Paesi europei diamo il buon esempio. Facciamoci i test reciprocamente a partire dagli aeroporti. Cioè: se uno dall’Italia va a Madrid o Parigi, viene testato all’arrivo e così uno che dalla Spagna o dalla Francia arriva in Italia. Chiaramente la misura va attuata a tutti i cittadini, indipendentemente dalla nazionalità».
 

Ultimo aggiornamento: 07:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA