Dpcm Natale, chiusi confini tra regioni. Si tratta sulla deroga per visitare i genitori anziani soli

Giovedì 3 Dicembre 2020 di Alberto Gentili
​Dpcm Natale, confini chiusi: Si tratta sulla deroga per visitare i genitori anziani soli

Altro che spirito natalizio. Per l’intera giornata, dopo il vertice infuocato a palazzo Chigi nella notte di martedì, il governo e la maggioranza hanno litigato sul pranzo di Natale, sullo stop agli spostamenti tra Regioni, sui Comuni blindati il 25, 25 dicembre e 1° gennaio, perfino sulle crociere e le cene in hotel a Capodanno. Poi a sera, in Consiglio dei ministri, è andato in scena un nuovo scontro. Da una parte i “rigoristi” Roberto Speranza, Dario Franceschini, Francesco Boccia, sostenuti dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti e dal grillino Alfonso Bonafede. Dall’altra le “aperturiste” renziane Teresa Bellanova ed Elena Bonetti. 

In mezzo Giuseppe Conte, ondeggiante tra il timore della terza ondata dell’epidemia (e dunque propenso ad abbracciare la linea dei rigore e della «massima prudenza») e la paura di scontentare gli italiani «già psicologicamente provati». Ma alla fine, per evitare «una nuova catastrofe di contagi a gennaio», il Natale e le Feste saranno blindate. Con forse soltanto una piccola eccezione: la possibilità per un solo figlio, residente in un’altra Regione, di raggiungere i genitori anziani soli assieme al proprio nucleo familiare. 

Per varare questa norma, che limita le libertà personali, ieri notte il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto. Provvedimento che estende «fino a 50 giorni» la durata del Dpcm (ora il limite è di 30). La linea: vietare gli spostamenti tra Regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio, con una deroga per chi ha la «residenza, domicilio o abitazione» in un’altra Regione. Ma Conte, nonostante la contrarietà del fronte rigorista («Se fosse per me metterei tutta l’Italia in zona rossa durante le Feste», ha detto Speranza ai capigruppo del Senato), ha lavorato fino a notte a «una formula residenza-domicilio e abitazione d’infanzia che permetterà di andare dai genitori. Dai nonni probabilmente non sarà possibile. Ma stiamo discutendo...», hanno fatto sapere da palazzo Chigi.

Difficilmente però passerà questa deroga: «Farebbe saltare il sistema dei controlli, sarebbe un “liberi tutti” e faremmo il bis di Ferragosto», ha avvertito Boccia, sostenuto da Franceschini e da Speranza. Più probabile, come ha annunciato la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, che venga «prevista una deroga per necessità, con autocertificazione, a chi deve assistere un genitore solo». 

Confermato, senza deroghe al momento (ma il Dpcm verrà messo nero su bianco soltanto oggi), il divieto di superare i confini del proprio Comune a Natale, Santo Stefano e il 1° gennaio. Questo per evitare pranzi numerosi in famiglia, che potrebbero innescare un’impennata dell’epidemia dopo le Feste. Per scongiurare le «migrazioni natalizie», stop anche al trasferimento nelle seconde case fuori dalla propria Regione dopo il 20 dicembre. 

Il timore di un ritorno aggressivo del virus, visto che tra le mura domestiche avviene l’80% dei contagi e si teme l’effetto dei pranzi numerosi e delle tombolate in famiglia, spinge il governo a confermare nel Dpcm la «forte raccomandazione» a «non ospitare in casa parenti non conviventi». Non verrà però fissato un tetto alle persone presenti nelle abitazioni.

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Il nuovo Dpcm confermerà anche il coprifuoco dalle 22. Questa misura, che costringerà i parroci ad anticipare la messa della Vigilia, è finalizzata a impedire la cena di Natale con familiari non conviventi. Inoltre il coprifuoco alle 22 renderà proibita la festa di Capodanno allargata a persone estranee al proprio nucleo familiare. E visto che c’è chi ha provato ad aggirare il divieto prenotando una stanza in hotel, il governo ha deciso di vietare le cene in albergo la notte del 31 dicembre. La stessa ragione per cui saranno vietate anche le crociere.

I ristoranti continueranno a chiudere alle 18, con la possibilità delle consegne a domicilio fino a tardi. Ma è destinato a cadere l’obbligo di chiuderli a pranzo a Natale e a Santo Stefano. La ragione: i protocolli di sicurezza che valgono negli altri giorni del mese saranno fatti valere anche nei due giorni di festa. Invece niente settimane bianche e stagione sciistica ferma fino a gennaio, ma gli alberghi di montagna non saranno costretti a chiudere. 

La ministra Lucia Azzolina e Conte vorrebbero far riaprire le scuole superiori il 14 dicembre. Ma i governatori regionali restano contrari e dall’Unione europea è arrivata la raccomandazione a far riprendere la didattica in presenza dopo il 10 gennaio. La soluzione potrebbe essere una ripresa «graduale» già da dicembre. Ma è un’ipotesi improbabile al momento.

Ancora prima di avere il testo definitivo il ligure Giovanni Toti e il pugliese Michele Emiliano salgono sulle barricate: «Surreale la chiusura dei confini comunali». Oggi il confronto con Boccia prima della firma del Dpcm. 

 

Spostamenti: dal 21 alla Befana regioni sbarrate

Dal 21 dicembre fino al 6 gennaio non sarà possibile varcare i confini regionali (anche per chi ha una seconda casa) neppure per passare da una zona gialla all’altra. Sul tavolo però anche limitazioni per i giorni considerati più a rischio: 24, 25 e 31. Dovrebbero infatti essere vietati gli spostamenti tra Comuni, pure nelle aree gialle. Unica deroga per gli anziani che vivono soli: sarà permesso ad un solo figlio (con nucleo familiare a seguito) di raggiungerli. 

Coprifuoco: confermato a Capodanno 

Se ne è parlato tanto, ma le attese deroghe al coprifuoco per i festeggiamenti natalizi del 24 e del 25, oltre ovviamente a quelli di Capodanno della notte del 31, non faranno parte del Dpcm in arrivo. Restano in pratica immutate le restrizioni in vigore fino ad oggi, con il coprifuoco (e quindi l’obbligo di autocertificare ogni spostamento) che scatta alle ore 22 per proseguire fino alle 5 del mattino.

Cene: tavolate ristrette e in famiglia

È stato uno dei nodi più difficili da sciogliere: quante persone potranno sedere alla stessa tavola durante le feste? Le ipotesi vagliate nei giorni scorsi sono state tante, a prevalere infine sembra essere stata una linea non troppo rigorosa. Non ci sarà infatti nessun limite ai partecipanti ai banchetti in casa, ma questi saranno comunque «fortemente sconsigliati», con l’invito a limitare gli inviti al nucleo familiare più ristretto. 

Celebrazioni: per la Vigilia in chiesa alle 20

Con il coprifuoco confermato alle 22, la tradizionale messa di mezzanotte della Vigilia sarà anticipata ed inizierà entro le ore 20. «Si dovrà concludere presto entro l’orario per rientrare a casa per il coprifuoco alle 22. Quindi verso le 20.30. È una decisione presa in accordo con la Cei, la quale ha capito perfettamente l’esigenza», ha spiegato ieri sera su La7 la sottosegretaria dem alla Salute Sandra Zampa.

Pranzi: ok ai ristoranti per il 25 e il 26

Se da un lato non ci saranno deroghe alle limitazioni orarie per i ristoratori (che quindi dovranno ancora chiudere alle 18, proseguendo solo con asporto e consegne a domicilio fino alle 22), dall’altro non ci saranno ulteriori divieti per i pranzi del 25 e del 26. Locali aperti quindi, ma con attenzione: in vigore restano le “solite” regole anti-assembramento a partire dagli ingressi contingentatati.

Shopping: orari più lunghi contro le resse

L’obiettivo è quello noto: evitare assembramenti. Per questo si allungheranno gli orari dei negozi di vendita al dettaglio, con le aperture protratte fino alle ore 21 e controlli rigorosi sulla capienza dei locali. Si discute ancora sull’ipotesi di attivare una fascia oraria (nel primo pomeriggio) dedicata esclusivamente ai più anziani. Allo stesso modo sul tavolo anche la possibile riapertura dei centri commerciali durante il fine settimana.
 

Ultimo aggiornamento: 10:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA