«Putin dittatore paranoico», due giornalisti russi sfidano la censura e attaccano lo Zar sul sito filo-Cremlino

Lunedì 9 Maggio 2022 di Simone Pierini
«Putin è paranoico», la rivolta di due giornalisti russi: riempiono il sito filo-Cremlino di articoli contro la guerra

La sfida al regime di Putin di due giornalisti russi nel giorno della parata a Mosca. Egor Polyakov e la collega Alexandra Miroshnikova questa mattina hanno riempito il giornale online Lenta.ru, un noto portale pro-Cremlino, di articoli contro la guerra in un atto di dissenso proprio mente il paese celebrava la vittoria dell'Unione Sovietiva sulla Germania nazista. I pezzi pubblicati online hanno definito il presidente Vladimir Putin un «pietoso dittatore paranoico» e lo hanno accusato di aver condotto «la guerra più sanguinosa del ventunesimo secolo». «Dovevamo farlo oggi - ha dichiarato al Guardian Polyakov - Volevamo ricordare a tutti ciò per cui i nostri nonni hanno veramente combattuto in questo bellissimo Giorno della Vittoria: per la pace"».

 

Quello di questi due giovani giornalisti è il primo grande atto di protesta apparso sui media statali russi da quando Marina Ovsyannikova, editore di Channel One, è arrivata sul set del telegiornale a metà marzo gridando: «Fermate la guerra. No alla guerra».

 

 

L'attacco a Putin sul giornale pro-Cremlino

Durante il suo discorso annuale al Cremlino davanti a 11.000 soldati Putin ha cercato di giustificare la sua invasione dell'Ucraina legando gli attuali combattimenti alla vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale. «Non è di questo che parla il Giorno della Vittoria», ha sottolineato Polyakov al giornale britannico. «La gente comune sta morendo in Ucraina, donne e bambini pacifici stanno morendo. Data la retorica che abbiamo visto, Putin non si fermerà. Non potevamo più accettarlo e questa era l'unica cosa giusta che potevamo fare». Polyakov, che lavora come giornalista economico per Lenta, ha affermato che lui e la sua collega Alexandra Miroshnikova hanno pubblicato più di 40 articoli critici nei confronti del Cremlino e delle sue azioni in Ucraina. Da allora gli articoli sono stati rimossi, ma è possibile accedervi tramite uno strumento di archiviazione web. Lenta, uno dei più grandi siti del paese con oltre 200 milioni di visitatori mensili, ha fatto parte dell'implacabile macchina di propaganda usata per giustificare l'invasione russa dell'Ucraina. Il portale è di proprietà di Rambler, un gruppo mediatico che è stato acquistato nel 2020 da Sberbank, la più grande banca russa, di proprietà statale e soggetta a sanzioni statunitensi e britanniche. 

 

 

 

 

I titoli degli articoli

Quesi sono solo alcuno dei titoli degli articoli scritti e pubblicati questa mattina da Polyakov e Miroshnikova: «Vladimir Putin ha mentito sui piani della Russia in Ucraina», «L'esercito russo si è rivelato un esercito di ladri e saccheggiatori» e «La Russia abbandona i cadaveri delle sue truppe in Ucraina». Polyakov ha affermato che ogni articolo proveniva da «informazioni disponibili online», che di solito non gli era consentito utilizzare data la «posizione editoriale» dell'azienda e le rigide regole di censura che criminalizzano i report indipendenti. Polyakov e Miroshkina hanno anche pubblicato una lettera personale sul sito Web, che esortava i lettori: «Non abbiate paura! Non tacete! Contrattaccate! Non siete soli, siamo in tanti! Il futuro è nostro!». 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 10 Maggio, 10:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA