Casco salva-capelli per le donne malate di tumore

Mercoledì 15 Luglio 2020 di Giampiero Valenza
Casco salva-capelli per le donne malate di tumore

Il suo nome dice tutto, perché nasce come dono di un uomo a una donna. Era, secondo la tradizione, il regalo che veniva fatto alla futura sposa dal suo futuro marito. Un presente semplice, ma gustoso: un panino dolce farcito con la panna montata. Oggi, proprio per questa storia che viene tramandata di pasticciere in pasticciere, viene chiamato il “maritozzo”. Con l’idea di un dono dato a tutte le donne, oggi i maritozzi, aiutano a vincere la battaglia contro il cancro

LEGGI ANCHE Tumore al seno, sovrappeso e obesità riducono l'efficacia della chemioterapia

LEGGI ANCHE Tumore alla vescica, un incontro per ribadire l'importanza della prevenzione

BREAST UNIT
Lo sanno bene a Roma, all’ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina, visto che possono contare su un casco anti-caduta dei capelli che viene usato durante la chemioterapia per la Breast Unit, l’unità operativa che si occupa dei trattamenti delle donne colpite da un tumore al seno. I fondi per l’acquisto dello strumento sono arrivati grazie al Maritozzo Day del 2019, un’iniziativa organizzata da Tavole Romane per celebrare il più classico dei dolci della cucina romana, a cui hanno aderito più di 70 locali in tutta Italia. 
Il caschetto donato all’ospedale romano è il Paxman Scalp Cooler ed è refrigerante. Prima, durante e dopo il trattamento viene indossato dalla paziente che sente sulla testa una temperatura sui -4 °C. Questo permette ai capillari che arrivano sul bulbo pilifero di restringersi: un “trucco” che consente di ridurre la percentuale di farmaco chemioterapico che arriva ai capelli attraverso il sangue. In questo modo la capigliatura viene danneggiata il meno possibile. Si evita in parte la perdita completa di tutti i capelli e si limitano le conseguenze psicologiche possibili. 

LO STUDIO
«L’alopecia da chemioterapia - spiega il direttore dell’Oncologia dell’ospedale, Domenico Corsi - dipende dal tipo di farmaci utilizzati, in quanto alcuni presentano una maggiore possibilità di far cadere i capelli rispetto ad altri». Il tumore della mammella, nel 2019, ha toccato in Italia il 30% dei casi tra le donne.Una percentuale superiore ai casi delle donne colpite dal tumore del colon-retto (12%) e del polmone (sempre 12%).
Il tasso più elevato di tumore della mammella, secondo dati dell’Airc, è in Friuli Venezia-Giulia (204 casi ogni 100mila abitanti). Il Lazio è nella parte bassa della classifica (158), insieme a Marche (163) e Umbria (159). Al Sud, tra le Regioni con i dati più alti ci sono Puglia (151) e Sardegna (151), con la Calabria ultima in classifica (124). Intanto, buone notizie vengono anche dallo studio di Salute Donna Onlus, che in collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha valutato l’impatto psicologico del sistema protesico Cnc (Capelli naturali a contatto), sviluppato da CRLab. 

MEMBRANA
Si tratta di un dispositivo medico che usa una protesi con capelli umani inseriti in una membrana biocompatibile, più resistente e che non si muove. La ricerca ha appurato come le pazienti diano 10 punti in più di gradimento rispetto a una parrucca tradizionale.Il 47% delle donne con cancro considera la perdita dei capelli come l’aspetto più traumatico della chemioterapia. Oltre il 65% delle pazienti trattate con farmaci chemioterapici subisce l’alopecia da chemioterapia. 

Ultimo aggiornamento: 13:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA