CORONAVIRUS

Università, così si riparte: lezioni con le mascherine e app per prenotare il posto

Lunedì 21 Settembre 2020 di Lorena Loiacono
Università, così si riparte: lezioni con le mascherine e app per prenotare il posto

Si torna in aula, non solo a scuola anche all’università. Ma la ripresa delle lezioni accademiche non sarà come negli anni passati: nelle facoltà si accede solo su prenotazione, come al cinema, e sempre con la mascherina sul volto e a un metro di distanza dai compagni. E al fianco dei docenti salgono in cattedra maxischermi e microfoni ambientali. Le misure di sicurezza sono infatti più rigide rispetto a quelle adottate per la scuola. In una facoltà universitaria possono entrare molte più persone rispetto a quello che accade, ad esempio, in una scuola elementare quindi il tracciamento potrebbe essere più complicato. Ma di buono c’è che, trattandosi di ore di lezione da 45 minuti, sarà più sopportabile rispettare le regole.

LEGGI ANCHE Federico II, elezioni rettore senza vincitori 

Chiunque entri all’interno dell’università è dunque tenuto ad indossare la mascherina sul volto per tutto il tempo di permanenza senza eccezioni e a mantenere la distanza di sicurezza di un metro dalle altre persone. Nelle scuole invece con il distanziamento è possibile togliere la mascherina. Quando poi si passa all’aperto, per i laboratori o comunque per i lavori fatti all’esterno, la mascherina si può togliere ma il distanziamento diventa di due metri. Gli atenei dovranno dimostrare di poter garantire quel livello di efficenza che, di fatto, hanno dimostrato senza troppi problemi durante i sei mesi di chiusura. Fin dall’inizio del lockdown, infatti, le aule accademiche hanno traslocato online garantendo lezioni a distanza ed esami. Ma adesso è il momento di tornare in presenza. Come? Prenotando un posto, proprio come al cinema.

Negli atenei sono state messe a punto delle app e piattaforme accessibili online per prenotare un posto a lezione o in biblioteca, visto che nelle aule la capienza massima si aggira sul 50% di quella tradizionale. Ci si deve prenotare, come accadeva anche prima, per un colloquio con il docente o per un’attività di laboratorio. Non sarà più possibile, quindi, andare in facoltà solo per incontrare un amico o scambiare due parole con un professore, sperando di incontrarlo di fronte alla macchinetta del caffè, e poi andare via. I nuovi regolamenti impongono infatti il tracciamento di tutti gli accessi. Ne va della sicurezza di tutti. L’utilizzo delle app diventa, quindi, fondamentale.
 

 

Alla Sapienza viene utilizzata la piattaforma informatica Prodigit, ideata dalla facoltà di Economia: era stata pensata per una singola facoltà ma poi, vista la buona riuscita, è stata estesa all’intero ateneo capitolino. Ci si prenota scegliendo il posto in aula tra quelli disponibili, si ottiene un QR code e una ricevuta di prenotazione da esporre all’ingresso, e si accede senza problemi. Se i posti sono terminati si va in lista d’attesa così, se qualcuno disdice il posto, entra il primo tra quelli in attesa.
 

Per i corsi con un maggior numero di studenti, vengono creati dei gruppi in base al numero di matricola e divisi per settimane alternando gli studenti tra lezioni in presenza e a distanza. Gli esami e le tesi a distanza potranno andare avanti almeno fino a dicembre. Ed è sul campo tecnologico che arrivano nuove possibilità: «Abbiamo potuto acquistare nuove attrezzature informatiche - spiega il preside della facoltà di economia della Sapienza, Fabrizio D’Ascenzo - con i fondi ministeriali per dotare le aule di videocamere, lavagne multimediali e microfoni ambientali. Con la piattaforma informatica possiamo rispettare l’esigenza di tracciamento degli studenti e del personale: qualora ci fosse bisogno di sapere con chi è entrato in contatto un caso positivo, saremo in grado di farlo». All’università Statale di Milano viene fornito un kit pungidito, per gli studenti che decidessero di sottoporsi volontariamente ad uno screening seriologico.
  

Ultimo aggiornamento: 13:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA