Il Papa e la parabola del buon pizzaiolo, serve un po' di lievito per fare crescere la massa

di Franca Giansoldati

Milano - «Io non ho mai visto un pizzaiolo che prende mezzo chilo di lievito e un etto di farina per fare la pizza, semmai si fa il contrario». Nel Duomo di Milano Papa Francesco si affida alla parabola del buon pizzaiolo (da lui inventata lì per lì) per riflettere con i religiosi - suore e monaci - sul futuro incerto di tanti ordini religiosi, sempre più sguarniti di vocazioni e spesso poco incisivi nel sociale perchè arroccati ai ricordi di un «passato glorioso che, lungi dal risvegliare il carisma iniziale, avvolge sempre più in una spirale di pesantezza esistenziale, dove tutto si fa pesante e difficile da sollevare». L'accidia, la rassegnazione, il pessimismo sembrano appesantire tanti religiosi ha spiegato Papa Francesco, mettendo in evidenza il bisogno di ripartire da lontano, dalle estremità, dai confini, dalle periferie. Tralasciando il bisogno di sicurezza che «trasmettono le strutture, i soldi in banca». Ma poi ci pensa il Signore «che è buono, quando un istituto lascia la strada della povertà di solito gli invia un economo o un economa brutti, che fanno crollare tutto». Di conseguenza, ha aggiunto, «serve solo un pizzico di lievito e un po di sale. Le nostre congregazioni non sono nate per essere la massa, ma un po' di lievito».

Infine Bergoglio ha abbracciato il cardinale Tettamanzi, arrivato in carrozzella. Scola ha annunciato che la diocesi ha regalato a Bergoglio un dono particolare: 50 alloggi popolari, finanziati con i fondi dell'8 per mille, che saranno assegnati a famiglie particolarmente disagiate. Fuori dal Duomo la folla lo ha aspettato pazientemente per ringraziarlo ancora una volta, esplodendo in urla di gioia. 
Sabato 25 Marzo 2017, 12:12
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