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Roma, rifiuti: «Ama, buco da 250 milioni», ora Raggi accusa gli ex manager

Martedì 9 Marzo 2021 di Fabio Rossi
Roma, «Ama, buco da 250 milioni», ora Raggi accusa gli ex manager

Un buco da 250 milioni di euro nei conti di Ama. A parlare della «scoperta», venuta a galla interamente quasi al termine della sua consiliatura, è Virginia Raggi. Che, in un colpo solo, illustra «l'operazione verità» nei bilanci aziendali e il piano di risanamento, annunciando anche l'intenzione di rivalersi contro gli ex manager: «Sono partite azioni di responsabilità rispetto a chi ci ha preceduto», sottolinea Raggi. La giunta capitolina la scorsa settimana ha dato il via libera ai bilanci 2017, 2018 e 2019 della municipalizzata: documenti contabili la cui approvazione si trascinava da anni per una disputa contabile tra la società e il socio unico. Una sfida che ha portato negli anni anche a scontri e all'avvicendamento di manager e assessori.

Roma, dal Centro carni alla Tari i buchi nei conti dell’Ama

 


L'AFFONDO


«In questi anni ci siamo rifiutati di approvare bilanci di Ama non veritieri - attacca la sindaca - Abbiamo scoperto un buco da 250 milioni di euro fatto rubando soldi ai cittadini romani». Quindi, punta sulle «nefandezze degli ultimi 15 anni che tutti quelli che ci hanno preceduto hanno fatto finta di non vedere». Sotto i riflettori finiscono tre partite: il Centro carni, la Tari e i crediti cimiteriali. «Il Centro carni - ricorda l'inquilina di Palazzo Senatorio - è un complesso immobiliare che è stato conferito ad Ama per aumentare il valore della società. Ebbene il bilancio di Ama era stato di fatto gonfiato valutando il Centro Carni 140 milioni di euro. Abbiamo fatto delle perizie: ne vale 24». Sul capitolo tariffa rifiuti, «dal 2003 Ama la riscuoteva per conto del Comune, tratteneva i soldi, prendeva ulteriori soldi da Roma Capitale e oltre a ciò si indebitava nei confronti delle banche per oltre 600 milioni». E poi «i famosi crediti cimiteriali, quei 18 milioni che non ci tornavano erano la punta di un iceberg fatto da partite debito-creditorie che non giravano tra azienda e Comune per oltre 100 milioni di euro».


I VERBALI

I conti dell'azienda capitolina sono finiti anche in Procura, all'interno di un'indagine in cui si ipotizza il reato di falso in bilancio. Solo a febbraio la prima cittadina era andata in visita a piazzale Clodio, preannunciando ai cronisti il via libera ai bilanci arretrati e aggiungendo: «Abbiamo trovato cose molto interessanti e ne ho voluto parlare in Procura». Oggi si rivolge direttamente alla stampa e ai cittadini, tramite i social: «Adesso apriamo un altro capitolo. Possiamo riportare l'azienda ad avere una solidità reale. Tra le prime azioni vedremo più operatori ecologici in strada, nuovi mezzi per la raccolta, cassonetti, isole ecologiche», un «piano serio» anche per «la pulizia della città».

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LE PREVISIONI


Tra le previsioni 300 nuovi posti di lavoro con l'ingresso di 225 operatori ecologici, 40 meccanici, 20 operatori cimiteriali e 15 operatori impianto. E ancora: due nuovi impianti di compostaggio (a Casal Selce e Cesano), due di selezione di multimateriale e un nuovo Tmb. Mentre le previsioni per la raccolta differenziata, cambiati i presupposti, si riducono al 61 per cento entro il 2025. Previsto anche l'acquisto di 37 mila nuovi cassonetti, 88 nuove spazzatrici, 298 nuovi mezzi per la raccolta stradale e 459 mezzi leggeri per il servizio porta a porta. I bilanci, il piano di risanamento e di ricapitalizzazione da parte del Campidoglio ora dovranno essere approvati anche dall'assemblea dei soci di Ama entro il 18 marzo. Ma Il Pd attacca a testa bassa: «Dopo cinque anni di fallimenti sarebbe il momento di dare delle spiegazioni congrue ed assumersi qualche responsabilità piuttosto che continuare a declinare in modo indistinto e puerile il passato», commenta il deputato dem Roberto Morassut.

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