Migranti, in 16 con un solo bagno:
«Ma così ci sentiamo una famiglia»

di Petronilla Carillo

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«Mi piace stare con la mia gente e condividere con loro... In fondo siamo sempre stranieri qui... almeno stiamo tra di noi». È un piccolo imprenditore cingalese a spiegare alle forze dell’ordine la sua presenza in quella casa. Anche lui è stato trovato a dormire su uno dei letti a castello nel corso del blitz. Quando il suo nominativo è stato inserito nel database, è emerso che l’uomo aveva - ovviamente - anche la partita Iva. Insomma, era regolare a tutti gli effetti sul territorio italiano. Tanto regolare che era riuscito - nel corso degli anni - a portare qui anche la sua famiglia. «Loro sono in Toscana» ha poi precisato. Vivendo da solo a Salerno, aveva deciso di condividere quella casa con i suoi connazionali. Con alcuni si conosce da quando hanno lasciato il proprio paese, lui aveva avuto più successo ma non si era mai davvero staccato dal suo mondo. Era riuscito ad aprire, non senza sacrifici, una piccola attività, un chioschetto, e ad avere una vita normale. O quasi. Già, perché di normale i finanzieri e gli agenti della municipale, non hanno trovato nulla in quella abitazioni «lager». Stanze di pochi metri quadrati dove erano sistemati anche sette o otto letti a castello, panni ammassati, pentole lasciate sul fornello, con dentro riso o altro cucinato preparato ore prima, dove chiunque andava ad affondare il cucchiaio per mangiare. Una vita di stenti che lui, benché piccolo imprenditore, non riusciva ad abbandonare. «In fondo - ha spiegato ancora - qui si paga poco e siamo tutti insieme, come una grande famiglia». Insomma, una convivenza da poche decine di euro a testa.
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 06:40 - Ultimo aggiornamento: 20-02-2019 10:46
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