La macchina salva-neonati arriva in ospedale
ma è ancora in deposito dopo oltre un mese

Giovedì 21 Maggio 2020 di Nello Ferrigno
Lo scatto ritrae la gioia di un medico, era il 15 aprile scorso, di avere a disposizione una macchina che può salvare dei bambini nati prima del tempo. Cellophane, cartone e nastro adesivo proteggono un respiratore artificiale che è appena arrivato dalla Germania. La foto immortala la dottoressa Annalisa Sergio. L’istantanea fu scattata da un altro pediatra, Attilio Barbarulo, felice che nel reparto dove lavora fosse arrivato un «moderno respiratore che poche altre Asl hanno in possesso». Ad oltre un mese quella macchina, che aiuta a vivere, è ancora imballata. Si trova in un magazzino della Terapia intensiva neonatale, il reparto dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore a cui è stata destinata. Il respiratore costa circa 30mila euro, è il frutto di una colletta organizzata da un gruppo di tifosi della Nocerina, gli Ultras Nuvkrinum Curva Sud. Sono riusciti in pochi settimane a mettere insieme una cifra importante, fatta di pochi euro ma anche di donazioni sostanziose come quella dell’associazione «Il Parco dell’Amicizia».

La raccolta fondi, partita poco prima di Natale, ha avuto anche un testimonial che con la pediatria ha a che fare tutti i giorni, proprio Barbarulo che aveva fermato in uno scatto la gioia della collega. Il respiratore non è ancora in funzione perché mancherebbe il collaudo. Deve essere un ingegnere della casa costruttrice ad effettuarlo. Ma per farlo il tecnico ha bisogno di una delibera dell’Asl Salerno. Che ad oggi non c’è. Forse qualcuno l’ha dimenticata in un cassetto oppure non è mai partita. Sembra essere un ennesimo caso di burocrazia che rischia di uccidere. «Quel respiratore ci serve come il pane», dicono dal reparto. Ultimo aggiornamento: 08:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA