Palomonte all'unanimità: cittadinanza
onoraria a Liliana Segre

Giovedì 5 Dicembre 2019 di Margherita Siani
Palomonte all'unanimità: cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Da ieri Liliana Segre è cittadina di Palomonte. Il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità la proposta di conferimento della cittadinanza onoraria  alla senatrice. "È la cosa più bella che ho fatto in questo mio mandato", ha detto il primo cittadino, Mariano Casciano che sottolinea anche il valore del voto unanime del Consiglio. Le motivazioni sono di quelle davvero universali riconosciute alla Segre: "Per il coraggio con cui mantiene viva la memoria e il ricordo degli anni trascorsi nel campo di sterminio di Birkenau Auschwitz; per la dignità e la determinazione con cui si impegna per abbattere ogni forma di intolleranza; perché mai ha pronunciato la parola “odio” nei confronti dei suoi aguzzini; perché incarna il valore fondante della Repubblica Italiana espresso dall’art.3 della Costituzione: “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…” e per avere con l’esempio della sua parola, difeso la libertà di opinione; per il suo impegno a sostegno dei valori della pace e dei diritti umani;  per il rifiuto del fascismo e di ogni forma di razzismo.

Perché la vicenda umana e storica di Liliana Segre ricorda alla nostra comunità e alle Istituzioni dell’intero Paese quanto sia essenziale la lotta contro i crimini di odio, come sancito dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo (Discorso del 2008 del Commissario per i diritti umani Thomas Hammarberg in seno al Consiglio d’Europa). Per il suo alto esempio di rispetto delle Istituzioni. Per aver ricordato le parole di Primo Levi, ne “La Tregua”, dove tra l’altro, è scritto: “Ma solo dopo mesi svanì in me l’abitudine di camminare con lo sguardo fisso al suolo, come per cercarvi qualcosa da mangiare o da intascare presto e vendere per pane; e non ha cessato di visitarmi, ad intervalli ora fitti, ora radi, un sogno pieno di spavento”.

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