Coronavirus, Francesca la scienziata precaria che ha isolato il virus: «Ma adesso sarà stabilizzata»

Lunedì 3 Febbraio 2020 di Mauro Evangelisti

«Sarò stabilizzata? Speriamo», sorride Francesca Colavita, 30 anni, ricercatrice di Campobasso a circa 1500 euro al mese, che ha isolato, insieme alla dottoressa Concetta Castilletti, il virus 2019-nCov. È una delle scienziate in prima linea dell'Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani. È stata anche in Africa per l'Ebola. Ma è ancora precaria. Ieri l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato, ha confermato: «Sarà stabilizzata, la procedura è già in corso, ma è un processo che era già cominciato per tanti come lei, non è legato solo a questo risultato, che pure è straordinario». Francesca Colavita ieri non ha avuto il tempo per riposarsi e festeggiare. Dopo la conferenza stampa alle 11, dove ha ricevuto i complimenti del ministro Roberto Speranza e dei vertici dello Spallanzani, rapido pranzo e poi, dopo le 14, di nuovo in laboratorio per tutto il pomeriggio. «Mi perdoni, ma non ci possiamo fermare proprio ora», racconta al telefono.

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Malgrado la giovane età, lavora già da 4 anni nel laboratorio dell'Istituto Spallanzani e in passato è stata anche in Sierra Leone (nel laboratorio installato presso il Princess Christian Maternity Hospital di Freetown, la capitale del paese africano), per studiare l'Ebola, tanto che la sua biografia ribadisce la sua esperienza in merito a questo virus. Formalmente allo Spallanzani ha un contratto di collaborazione nel laboratorio di Virologia e Biosicurezza. E suona un po' stonato, tenendo conto del livello di preparazione e risultati ottenuti con le sue ricerche, insieme alla dottoressa Castilletti, nel laboratorio guidato da un'altra donna in prima linea, Maria Capobianchi, campana di 67 anni. La sanità laziale per anni ha viaggiato con il freno tirato a causa del commissariamento e del maxi debito ma per fortuna di recente è stato concluso il percorso di risanamento, si sono ampliati i varchi per le assunzioni. E ieri è stato possibile precisare che la giovane ricercatrice molisana che ha contribuito a un lavoro di cui si sta parlando in tutto il mondo è sì precaria, ma presto sarà stabilizzata. Ti immagini una scienziata seriosa, e in effetti ieri nelle foto di rito con i rappresentanti delle istituzioni appariva emozionata, e invece basta spulciare nella sua pagina Facebook per leggere la storia di una ragazza come tante: la pallavolo, i viaggi, la musica, il cinema. Poi, certo, a guardare bene qualcosa di straordinario c'è: le foto della Sierra Leone dove non è andata in ferie ma a studiare l'Ebola, quella con tuta e mascherine isolanti da usare per proteggersi nei laboratori dove dà la caccia ai virus. E di sicuro sotto la mascherina sta sorridendo.
M. Ev.
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Ultimo aggiornamento: 15:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA