Bugie, gli uomini battono le donne: mentono di più e meglio. Lo rivela una ricerca

Mercoledì 5 Agosto 2020

Le donne non sono brave a mentire quanto gli uomini. Dicono meno bugie e quando lo fanno si tradiscono più facilmente. Adesso la conferma arriva da uno studio dell'università di Maastricht (Regno Unito) . La ricerca ha preso in esame i comportamenti di uomini e donne rispetto alle bugie, come riporta Focus.
Gli studiosi hanno preso in esame le risposte di 194 uomini e donne a cui è stato sottoposto un questionario su quante bugie avessero detto nelle ultime 24 ore, di che tipo, a chi e quali fossero le strategie adottate.
 

I comportamenti

Dai risultati è emerso che gli uomini avevano più del doppio di probabilità di essere considerati dei bugiardi esperti rispetto alle donne. Dalle risposte, concludono i ricercatori, è emerso che i maschi sono molto più bravi a mentire, abili ad inventare storie che si reggono sulle bugie.
Non solo, quando raccontano fandonie, gli uomini sono più bravi a fingere e riescono a controllare i movimenti del corpo e del viso che potrebbero tradirli. Non evitano lo sguardo della persona che hanno di fronte oppure riescono a non contrarre i muscoli del viso e del corpo non lasciando così trasparire nervosismo. Insomma, una serie di accortezze che rendono le bugie più credibili. Nella maggior parte dei casi, però, non si tratta di grandi menzogne, ma di omissioni ed esagerazioni che vengono dette a colleghi, amici o partner.

 

Il metabolismo

Mentire dipende da quanto mangiamo? Sembrerebbe di sì, almeno secondo uno studio a cui ha partecipato l'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc), condotto dal Joint Research Center della Commissione Europea e il Gate-Lab del Cnr francese, che getta le basi per comprendere l'influenza del metabolismo sulla propensione a dire bugie. I ricercatori hanno lavorato con 150 soggetti sperimentali, e hanno dimostrato che la propensione a dire il falso dipende in parte dai livelli di glucosio nel sangue e che potrebbe esserci un legame con l'obesità. I risultati sono stati pubblicati su 'Scientific Reports'. In particolare, soggetti con indice di massa corporea sotto 25, e in particolare donne, hanno dimostrato di essere più onesti dopo aver fatto colazione. «Ad oggi, sappiamo che i cambiamenti dello status energetico a breve termine, come quelli indotti dal digiuno o dalla sazietà, e quelli a lungo termine, come quelli associati all'obesità, possono influenzare una vasta gamma di processi cognitivi, quali memoria, attenzione, propensione al rischio e autocontrollo. Quest'ultimo è un elemento centrale per la capacità di compiere scelte etiche e morali», spiega Eugenia Polizzi, ricercatrice Cnr-Istc e prima autrice dello studio. 

Ultimo aggiornamento: 16:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA