La nuova vita di Montervino, da calciatore a ristoratore: «Sbagliare aglio e olio è da espulsione»

Mercoledì 20 Settembre 2017 di Francesca Cicatelli

Si destreggia tra il campo di calcio e i fornelli, Francesco Montervino, dal 2016 responsabile dell'area tecnica dell'Afro Napoli United, squadra antirazzista e multietnica campana ma anche imprenditore nel campo della ristorazione. Con la sua Forza4, società di catering e ristorazione impegnata in questi giorni al BufalaFest sul Lungomare di Napoli, rievoca in cucina e sulle tavole le prodezze degli anni della rimonta del Calcio Napoli, unico giocatore della "vecchia" squadra, insieme a Cataldo Montesanto, ad aver militato nella nuova rilevata da De Laurentiis. Grazie alla sua lunga permanenza nel Napoli, Montervino ne divenne ben presto il capitano, contribuendo da titolare prima alla promozione in B degli Azzurri, e poi a quella in Serie A.
 

Campione nel calcio e ora anche nella ristorazione, com'è stato il passaggio?
«Nuova esperienza grazie a mia moglie che mi accusa di averla sfruttata per anni e ora è lei a voler sfruttare me. Spero di diventare un buon organizzatore di eventi».

Quali le regole del calcio applicate a tavola?
«Nel settore della ristorazione ci vuole rigore, organizzazione e sacrificio anche più che nel calcio».

Un fuori gioco in cucina?
«Mi auguro di non commetterne mai»

Un pallonetto in cucina?
«Sarebbe un colpo di qualità»

Un calcio d'angolo in cucina?
«E' quando riesci a risolvere un problema all'ultimo secondo»

Un fallo in cucina?
«Sbagliare uno spaghetto aglio e olio nella ristorazione e nel catering vuol dire fallo da esplusione e quindi rosso diretto»

Il Napoli di oggi?
«Si è ridotto il gap con la Juve e questo può essere l'anno della consacrazione. Il Napoli è una squadra che ha dimostrato di migliorarsi nel tempo e di potersi inserire nel panorama europeo»

 

Ultimo aggiornamento: 22:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA