Uomini che odiano lo shopping: ecco come ci aspettano fuori dai camerini mentre facciamo acquisti

Martedì 27 Ottobre 2020 di Marco Presta*

Che cos'è un girone infernale? Quello in cui ti capitano Manchester United e Barcellona, verrebbe da rispondere istintivamente. Dante, però, non s'interessava di calcio e nel suo capolavoro ci descrive nove bolge, nove gironi infernali appunto, nei quali sono reclusi e atrocemente torturati peccatori di tutti i generi, dai lussuriosi agli ignavi.
Ebbene, alla luce dei tempi che viviamo, possiamo dire che oggi è possibile individuare un decimo girone: quello dei mariti costretti ad accompagnare le mogli a fare shopping. Alcuni anni fa, nel 2012 per la precisione, è stata creata una pagina Instagram nella quale gli utenti di tutto il mondo possono pubblicare le foto di uomini in attesa. Ma in attesa di cosa? Dell'Illuminazione, del grande amore, di comprendere il senso della vita? No. In attesa che la consorte esca dal camerino di un negozio d'abbigliamento o finisca di fare le compere che ha programmato.

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La pagina conta ormai circa 350.000 follower e si chiama Miserable men, uomini miserabili. In effetti, le fotografie che la compongono sono degne del romanzo di Victor Hugo: individui ormai privi di ogni dignità che, stravaccati su divanetti e poltroncine di ogni foggia e colore, fissano il vuoto disperati oppure dormono, sprofondati in un sonno senza sogni, occhi chiusi e bocche aperte, riporti spettinati sulla testa e pance che debordano dai pantaloni. Immagini di vero dolore e profonda rassegnazione, verrebbe voglia di chiedere all'Onu di creare un'agenzia apposita che si occupi di questi disgraziati. Nessuno si salva da questa triste costumanza, tra i mariti immortalati su Miserable men, infatti, non mancano dei vip: anche Zinedine Zidane e Bruce Springsteen appaiono tragicamente a rimorchio delle loro compagne, i fantastici gol e le grandi canzoni che hanno realizzato non li mettono al riparo dalla via crucis dello shopping.
LA RICHIESTA
Ci sono due cose che i maschi della specie umana temono sopra tutte le altre, indipendentemente dal Paese in cui sono nati e dal loro status economico e culturale: la frase «caro, dobbiamo parlare» rivoltagli dalla compagna e la sua richiesta di essere accompagnata al centro commerciale. Se una di queste due condizioni si verifica, il famoso aforisma di Schopenhauer La vita è dolore diventa drammaticamente reale. La stessa fiera creatura capace di dominare la Natura e conquistare lo spazio, accetta supinamente di farsi trascinare come un sacco di patate all'interno di un complesso edilizio che brulica di attività commerciali e rimanere lì, accovacciato, aspettando che la partner scelga una camicetta.
Centinaia di foto pubblicate su Miserable men lo dimostrano, in una si vede addirittura un Babbo Natale sopraffatto dal torpore che si abbiocca su uno strapuntino, nonostante sia lì per lavoro e non per assecondare i desideri della consorte. Ma l'abbrutimento del maschio nel centro commerciale non si limita all'apatia estrema, tutt'altro. Se la donna volesse chiedergli un giudizio sul capo d'abbigliamento che sta provando, l'uomo, pur di andar via al più presto, sarebbe capace di avallare qualunque obbrobrio e spingere la madre dei suoi figli a vestirsi come un clown del circo Orfei. Mi permetto di suggerire alle signore che dovessero leggere questo articolo di non fidarsi, MAI, dei pareri che il loro compagno può elargire all'interno di un outlet o di un grande magazzino. Il suo desiderio di fuga potrebbe portarlo ad approvare dei look umilianti. Forse però è possibile trovare un aspetto positivo, in quella che sembra essere una disgrazia collettiva. Tutti gli uomini, in ogni parte del mondo, sono affratellati dalla feroce insofferenza verso i centri commerciali. Questa potrebbe essere la base su cui iniziare a costruire una grande, concreta, duratura pace tra i popoli. Sì, è vero, le diversità politiche e religiose possono essere immense, apparentemente insormontabili, ma esiste una paura che accomuna tutti gli uomini, quella che la dolce metà dica loro: «Amore, mi accompagni all'Ikea?». Pensiamoci, in attesa che presto qualcuno realizzi una nuova pagina Instagram, con le foto delle nostre signore mentre guardiamo la Coppa Italia in tv.
*Umorista
e conduttore radiofonico
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Ultimo aggiornamento: 07:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA