Napule è Pino Daniele 4 anni dopo:
l'omaggio dei fan per l'anniversario

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di Andrea Spinelli

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C’è chi si dà appuntamento per oggi, perché fu alle 22.45 del 4 gennaio di quattro anni fa che Pino Daniele fu dichiarato morto all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dopo vani tentativi di rianimazione. E chi ricorda il Nero a Metà domani, perché fu nella notte tra il 4 e il 5 che un articolo di Federico Vacalebre sul sito di questo giornale diede la triste notizia, fu la mattina del 5 gennaio 2015 che Napoli, perplessa e attonita al nunzio stette.

«Pino Daniele, I still love you», ricorderà alle 21.30 (Vincenzo) Danise, che rimette il suo pianoforte sul lungomare (in via Partenope, davanti alla facoltà di Economia e Commercio) per un concerto improvvisato, in cui ogni passante è invitato ad aggiungere la propria voce, il proprio blues, il proprio canto di assenza/assedio.
 

«Pino è... con noi fans», risponderanno, domani, alla mezza, in via Pino Daniele, a due passi dalla casa di via Santa Maria La Nova dove il cantautore è cresciuto, gli autoconvocati della pagina Facebook «Cresciuti a pane e Pino Daniele». Chiacchiere, canti, ricordi, un po’ flashmob per dirlo con parole moderne, ma soprattutto tanta nostalgia canaglia, nei luoghi dove Giuseppe Daniele è diventato Pino Daniele, dove ha iniziato a strimpellare le sue prime chitarre, dove ha iniziato a sognare una vita in musica, di musica.

Nei club, nei pub, nelle ultime feste di piazza natalizie, per tutto il fine settimana, cover band e artisti vari aggiungeranno il loro ricordo, il loro omaggio, la loro rilettura. Ma i ricordi più significativi, inevitabilmente arriveranno da chi fu più vicino a Pino. Da stamane tornerà in rete il sito ufficiale del Lazzaro Felice, all’indirizzo storico www.pinodaniele.com, grazie all’iniziativa del Pino Daniele trust onlus, fortemente voluta da Alex Daniele, figlio dell’Uomo in blues e per anni suo manager. La storia dell’artista è narrata da una sorta di voce di dentro, partecipe ma non ripiegata sulla laudatio di maniera, la sua napoletanità è raccontata con adesione verace, ma almeno quanto la sua caratura internazionale. E, soprattutto, per la prima volta, dovrebbero essere riuniti in una sola volta tutti i videoclip ufficiali del Mascalzone Latino, tranne, forse, quello di «Bonne soirèe».

Nello Daniele, invece, ha già messo in funzione i motori del memorial dedicato al fratello. «Non sapevo cosa fare nei giorni dopo la sua morte, così ho chiamato degli amici e... mi sono ritrovato con migliaia di persone a cantare canzoni che ci appartengono, ci definiscono come nazione napoletana», ricorda. «Il 19 marzo per la quarta volta ci ritroveremo al Palapartenope con colleghi, musicisti, amici napoletani e non, ma soprattutto con il popolo di Pino», annuncia. «Gli omaggi, e questo è un omaggio di cuore e di sangue, non prevedono biglietti e, anche questa volta, l’ingresso sarà libero. Spiegheremo nelle prossime settimane come procurarsi l’invito, ma intanto facciamo crescere l’evento, che sarà per la prima volta trasmesso in diretta da Canale 21». E l’emittente ha già fatto partire il conto alla rovescia per il giorno in cui il Musicante avrebbe festeggiato il suo cinquantaquattresimo compleanno e onomastico, con una striscia, «Je sto vicino a te... quasi», condotta dalla bella Carola Santopaolo: appuntamento stasera alle 20.10 e alle 22.30, con replica domenica mattina alle 10. Perché Napule è Pino Daniele.
Giovedì 3 Gennaio 2019, 23:04 - Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio, 13:34
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1 di 1 commenti presenti
2019-01-04 14:08:11
Ricordo il grande napoletano Pino Daniele anche riferendomi a contatti con il mio carissimo fratello-cugino, Maestro Raimondo DI SANDRO, dal quale Pino ricevette consigli per "trovare una via napoletana al blues" (Enciclopedia della canzone napoletana, pagg. 112 e segg.). Raimondo rimase orfano di entrambi i genitori e crebbe con la ns. famiglia (7 fratelli e sorelle figli di suo zio Mario Iappelli) fino al completamento degli studi superiori. E' stato chitarrista solista in orchestre della RAI (M.o Pino CALV) e docente in diversi conservatori compreso quello di San Pietro a Majella. Ciao Pino ed un abbraccio fino in Paradiso.

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