Eros in concerto a Siviglia con Aurora incinta: «Faccio musica, non politica». Lei sulla gravidanza: «Chiedo silenzio»

Eros in concerto a Siviglia con Aurora incinta: «Faccio musica, non politica». Lei sulla gravidanza: «Chiedo silenzio»
Eros in concerto a Siviglia con Aurora incinta: «Faccio musica, non politica». Lei sulla gravidanza: «Chiedo silenzio»
di Mattia Marzi
Venerdì 16 Settembre 2022, 14:30 - Ultimo agg. 18 Settembre, 01:41
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“Lasciatemi cantare, perché ne sono fiero. Sono un italiano, un italiano vero”. Lo cantava Toto Cutugno nel 1983, lo ribadisce oggi, quarant’anni dopo, Eros Ramazzotti. Il 58enne cantautore romano ha scelto la Plaza de Toros di Siviglia per presentare ieri sera in anteprima mondiale il suo nuovo album “Battito infinito”, uscito oggi, con un concerto che ha rappresentato un antipasto del suo tour internazionale: 68 date che dopo un primo giro in Italia – domani e domenica si esibirà al Teatro della Valle dei Templi di Agrigento, dal 20 al 24 settembre sarà all’Arena di Verona – lo porteranno negli Stati Uniti in autunno, prima di fare ritorno in Europa all’inizio del 2023, Italia compresa, con tappe nei principali palasport.

Ad applaudirlo sugli spalti dell’arena della città spagnola c’erano 6 mila fan, ai quali Ramazzotti ha fatto ascoltare per la prima volta i brani contenuti nel disco che segna il suo ritorno sulle scene discografiche a distanza di quattro anni dal precedente “Vita ce n’è”, oltre alle hit di una vita (da “Terra promessa” a “Adesso tu”, passando per “I belong to you”, “Stella gemella”, “Un’emozione per sempre”, “Più bella cosa”, “Se bastasse una canzone”, un repertorio da 70 milioni di dischi venduti): “Cosa si aspetta da me il pubblico del mercato latinoamericano? Un italiano che va sul palco e canta l’italianità – dice il cantautore romano, da più di trent’anni ambasciatore del pop tricolore a livello internazionale, pochi minuti dopo essere sceso dal palco – piaccio per questo, perché sono di tutti ma sono soprattutto italiano. E ne sono orgoglioso. Mi piace l’Italia bella, quella che dà l’esempio. Girando il mondo, in questo momento posso dire che non si parla molto bene dell’Italia, purtroppo. Ma in fondo ce la caviamo sempre, in un modo o nell’altro: siamo italiani anche in questo, perché riusciamo sempre a sbarcare il lunario”. Di politica e attualità, e delle elezioni del 25 settembre, preferisce non parlare: “Noi facciamo musica, no politica”, taglia corto.

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A Sivilia presente anche Aurora Ramazzotti

A fare il tifo per lui, sugli spalti della Plaza de Toros di Siviglia, anche la figlia Aurora Ramazzotti, al debutto come autrice. Porta la sua firma “Battito infinito”, la canzone che dà il titolo al disco e con la quale Ramazzotti apre i concerti del tour. “Ho un sacco di canzoni nel cassetto. L’idea è stata di mio padre. È sempre stato molto protettivo nei miei confronti: quando ho iniziato a muovere i miei primi passi nel mondo dello spettacolo era un po’ spaventato, voleva proteggermi. Ma un giorno mi ha detto: ‘Vieni a trovarmi in studio’”, racconta la ragazza, intercettata in aeroporto. La canzone, spiega la 25enne influencer, “celebra la rinascita, la vita”: “Papà ha scritto tutto l’album in quarantena, peraltro dopo una separazione. C’è dentro un senso di rinascita sia personale che collettiva, quella sua come uomo e quella dell’umanità dopo la pandemia”. Farà da colonna sonora ai prossimi mesi della vita di Aurora. La notizia, ormai, è di dominio pubblico: la ragazza sarebbe il dolce attesa. Lei e il compagno Goffredo Cerza non hanno confermato né smentito i gossip circolati negli ultimi giorni (con tanto di scatti che lascerebbero già intravedere il pancino). Alla domanda sulla gravidanza preferisce non rispondere: “Vorrei ci fosse più discrezione. Chiedo di rispettare il mio silenzio”. Suo papà Eros aveva 33 anni quando nel 1996 le dedicò “L’aurora”: “Ormai non è più solamente la mia canzone: è diventata di tutti. Adesso, però, c’è un nuovo capitolo che si apre”, sorride.

 

Ramazzotti ha iniziato a lavorare al disco all’inizio della pandemia, dopo la separazione dalla seconda moglie Marica Pellegrinelli: “’Battito infinito’ racchiude il momento particolare che abbiamo vissuto tutti quanti, durante questo periodo ho avuto la fortuna di avere un posto diverso dove poter esprimermi e dove poter tirare giù delle idee. Ho lavorato per quasi tre anni a più di cento canzoni. Sono davvero emozionato di tornare sul palco, partire con il tour e raggiungere finalmente tutto il mondo. Sarà anche un modo per riabbracciare il pubblico, che ha continuato a sostenermi per tutto questo tempo”. Nel videoclip di “Ama”, uno dei singoli che hanno anticipato l’uscita del progetto, ha voluto accanto a sé l’ex moglie Michelle Hunziker e la stessa Aurora: “È un messaggio universale, un inno alla libertà e all’amare come si vuole, senza limiti, confini o barriere, celebrando questo sentimento in ogni sua forma e sfaccettatura”. “Sono” è un duetto con Alejandro Sanz, 53enne cantante spagnolo superstar della musica latina, la cui voce risuona anche durante il concerto insieme a quella di Ramazzotti. C’è anche un duetto con Jovanotti, quello su “Figli della terra” (co-firmato da Colapesce e Dimartino, il duo di “Musica leggerissima”), e un inedito di Ennio Morricone, “Ogni volta che respiro”, con testo di Mariella Nava: “Mi è arrivato proprio grazie a Mariella – spiega Ramazzotti – sono fiero di aver inciso una delle sue ultime composizioni: questo pezzo è stato un regalo inaspettato”.

Ad essere considerato un artista di culto Eros Ramazzotti non ci sta. Vuole ancora dire la sua e lo mette in chiaro con i brani del nuovo album: “Non senti come si alza il vento / e come cambia il cielo in un momento / perché tutto questo è esattamente il tempo / il giorno e l’ora per rinascere”, canta proprio in “Battito infinito”. “Me sto a invecchià, però è sempre gajardo”, dice in romanesco, lui che – come cantava in una delle sue hit, trentasei anni fa – è nato ai bordi di periferia, “dove i tram non vanno avanti più” e “dove l’aria è popolare”, quella Cinecittà che porta ancora nel cuore e che cita anche davanti al pubblico spagnolo: “Ormai non ho più vent’anni, però la musica mi piace troppo. Penso di voler morire sul palcoscenico, perché la musica è la mia vita”.

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