Fiorello apre Sanremo
e Baglioni duetta con tutti

Baglioni, Hunziker e Favino
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di Federico Vacalebre

La vita è adesso, anzi il Festival è adesso. Estintasi la canzonetta sanremese, Baglioni cerca la canzonetta neosanremese (o postsanremese), ma si è accorto strada facendo - gioco facile, ma inevitabile quello con i titoli e i versi dei suoi hit - che l'impresa è ardua, anzi oltre, anche perché lui ha scartato - volente o nolente - rapper, trapper e contingente indie. Così corre ai ripari, aggiunge saperi e sapori al suo cast da usato sicuro, tra ex Pooh, ex vincitori, ex belle speranze. E mette in piedi uno show baglioniano, kolossal nell'impianto e nelle durate (si farà notte, come ai tempi di superPippo, che arriva domani a celebrare i 50 anni dal suo primo Festival, quello del fatidico '68), vicino al Premio Tenco - di cui fu un tempo rivale odiatissimo - negli omaggi, nel canzoniere: stasera con Gianni Morandi Claudio ricorderà Bacalov (che per l'amico aveva scritto nel 1965 quella «Se non avessi più te» che avevano già riscoperto nel tour dei «Capitani coraggiosi»), poi in ordine sparso Tenco, Gaber, Bindi e De André con Gino Paoli e Danilo Rea («Il nostro concerto» e «La canzone dell'amore perduto»), Sergio Endrigo con Il Volo (e che l'omaggio non diventi oltraggio nello squillar inutile delle ugole), Battisti con Pelù, Fossati con la Mannoia (sabato, con «Mio fratello che guardi il mondo»).
Sul fronte degli ospiti, all'appello stasera manca Laura Pausini (causa laringite, ma ci sarà sabato), ma ci saranno i Negramaro, Antonacci, Nek-Pezzali-Renga: con loro, ma anche con gli altri, il «dittatore artistico» prevede un duetto, un pezzo del suo repertorio (con il trio «Strada facendo», «Mille giorni di te e di me» con Biagio, ad esempio), a baglionizzare completamente la terra dei cachi: i classidi di quei cantautori storici che, come lui, hanno snobbato il Festival, serviranno agli ascolti? Sanremo paese per vecchi riuscirà a intercettare (anche) i gusti del paese dei giovani con le sue tre primedonne d'antan Vanoni (in gara), Mina (che aleggerà tra robottini negli spot della Tim sino a mostrarsi come ologramma nella serata finale) e Milva (per lei un premio alla carriera consegnato alla figlia)? Certo una mano gli arriverà da Sting, in duetto con Shaggy, ma anche «alle prese con un tributo alla canzone italiana», magari «Muoio per te». E, stasera, da Fiorello, scaldapubblico-acchiappashare, incipit di una maratona in cui la Hunziker prepara gaffè («Pepe Fessicchio», teutoneggia in prova presentando il direttore d'orchestra di Kolors e Elio e le Storie Tese) e Pierfrancesco Favino si proporrà come showman, correggendo le papere della showgirl e presentandosi come la sorpresa di questa edizione. E poi da James Taylor, che duetterà con Giorgia. Basterà? O servirà portare a termine la trattativa con Virginia Raffaele, bravissima, ma ormai una veterana festivaliera?

Il format baglioniano tutto baglionizza, la campagna «me too» diventa «Io sono qui», con spille fiorite distribuite dalla pasionaria Michelle, il dopofestival - che Edoardo Leo e il suo gruppo (Sabrina Impacciatore, Rolando Ravello, Paolo Genovese, Carolina Di Domenico, Rocco Tanica e i Blubeaters) hanno impostato come un qualunque gruppo d'ascolto tra amici - i Big in gara voteranno il collega preferito, attribuendogli il Baglioni d'oro.

Siamo al culto della personalità? In assenza di controprogrammazione televisiva, ci pensa Antonio Ricci a sparare fuoco e fiamme: dopo aver vomitato sul «cantautore che piaceva ai fascisti» rincara la dose, polemizzando con i suoi fans, in rivolta. «Penso che l'autore di un verso come ”''accoccolati ad ascoltare il mare”'' debba chiedere scusa all'Italia intera», sentenzia. Il divo Claudio non risponde alle provocazioni: «Ho altro da fare». La Hunziker non striscia la notizia: «Sono miei amici tutti e due, no comment». E vai con i conflitti di interesse, che qui dilagano, ma se non contano in politica, dove candidano mogli e figli, perché dovrebbero contare nella terra dei cachi, che vuoi che siano gli 11 big in gara che arrivano a 22 con gli ospiti italiani riconducibili a Friends & Partners, che gestisce anche Baglioni, oltre il doppio della media dell'anno scorso?

Eliminata l'eliminazione, la gara canora cerca nelle classifiche parziali un po' di suspence: stasera conosceremo il responso della giuria demoscopica, ma per tendenza, sapremo chi sta nelle zone alte, chi al centro e chi in basso. Che è pur sempre un'indicazione, quanto i sondaggi elettorali di questi i giorni: quando, sera dopo sera, scopriremo, allo stesso modo si immagina, i risultati parziali di televoto, sala stampa e giuria di qualità capiremo quanto sia omogeneo il giudizio e inizieremo a prendere sul serio, o meno, i favoriti dei bookmaker: Sisal Match dà il duo Meta– Moro in testa, quotato a 3. Seguono Ron (6) e Biondi (7.50); fanalini di coda Barbarossa e Canzian, dati a 33. Anche la Snai converge sulla coppi di «Non mi avete fatto niente», dato a 2,75, Ron (4.50) e Max Gazzè (8).
Martedì 6 Febbraio 2018, 12:10 - Ultimo aggiornamento: 06-02-2018 13:22
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