Ballando, Montesano cacciato per la maglietta della X Max. La Rai: «Quello che è successo è inaccettabile». Lui si scusa e fa causa

«Motto e simbolo che rievocano una delle pagine più buie della nostra storia»

Ballando, Montesano espulso per la maglietta della X Max. La Rai: «Inaccettabile»
Ballando, Montesano espulso per la maglietta della X Max. La Rai: «Inaccettabile»
Domenica 13 Novembre 2022, 18:58 - Ultimo agg. 14 Novembre, 18:43
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Enrico Montesano è stato escluso da "Ballando con le stelle" per aver indossato una maglietta della X Mas. La decisione della Rai è arrivata dopo una giornata di polemiche. L'attore, che durante le prove dello show aveva sfoggiato una t-shirt total black con su scritto "Memento audere semper", poco prima si era scusato sulla sua pagina Facebook dicendo che l'aver indossato quella maglietta era stata «un'ingenuità. Sono collezionista di magliette, anche quelle dell'Urss, ma non per questo ne condivido il pensiero». Montesano, in serata, ha fatto poi sapere di «avere dato mandato ai legali per tutelare la mia onorabilità». 

 

La Rai: «Quando accaduto ieri sera è inaccettabile»

«Quanto accaduto ieri sera a 'Ballando con le stellè, in onda su Rai1, è inaccettabile. Resta inammissibile che un concorrente di un programma televisivo del servizio pubblico indossi una maglietta con un motto e un simbolo che rievocano una delle pagine più buie della nostra storia. Chiediamo scusa a tutti i telespettatori e, in particolare, a coloro che hanno pagato e sofferto in prima persona a causa del nazifascismo a cui proprio quella simbologia fa riferimento. È decisione, dunque, della Rai interrompere la partecipazione di Enrico Montesano alla trasmissione del sabato sera 'Ballando con le stellè». È quanto si legge in una nota di viale Mazzini. 

Montesano: «Un'ingenuità, disprezzo il nazifascismo e chiedo scusa»

«Sono profondamente dispiaciuto e amareggiato per quanto accaduto durante le prove del programma. Sono un collezionista di maglie ho quella di Mao, dell'Urss, ma non per questo ne condivido il pensiero. Non c'era in me nessuna intenzione di promuovere messaggi politici o apologia di fascismo da cui sono profondamente distante. Sono sempre stato un uomo libero e democratico. Credo nei valori della costituzione e mi scuso profondamente con chi si è sentito offeso e turbato. È stata un'ingenuità. Io col nazifascismo e tutti i totalitarismi non c'entro nulla e li disprezzo profondamente. Chiedo ancora scusa». Così Enrico Montesano sulla sua pagina Facebook dopo la polemica sul fatto che avesse indossato una maglietta con simbolo e motto della X Mas durante le prove di Ballando con le stelle.

Montesano: «Mandato ai legali per tutelare la mia onorabilità»

In serata Enrico Montesano, «avendo avuto notizia che la Rai vorrebbe disporre il suo allontanamento dal programma Ballando con le stelle - si legge nella nota diffusa dall'entourage dell'attore - ha dichiarato la sua assoluta buona fede ed ha ricordato di essere stato un parlamentare di sinistra, in linea con la sua fede politica che non può essere certo accostata a quella fascista. Ha precisato che la maglietta da lui indossata, che fa parte di una sua collezione da anni è in vendita pubblica nei negozi italiani senza che alcuno abbia mai pensato trattarsi di uno strumento di propaganda antidemocratica. Ha ricordato che la maglietta contiene una frase di Gabriele D'Annunzio che è liberamente riprodotta anche nei libri di studio di letteratura italiana adottati nelle scuole. Altresì ha aggiunto che la maglietta da lui indossata è stata vista dai rappresentati della Rai sia durante le prove della sua prestazione artistica sia durante la registrazione della stessa, sia nel montaggio senza alcuna obiezione. Ha aggiunto che il materiale montato e messo poi in onda è stato ulteriormente esaminato dai rappresentati della Rai che non hanno minimamente dubitato della regolarità e della liceità delle immagini». Montesano infine ha dichiarato «di aver dato mandato all'avvocato Giorgio Assumma insieme al suo agente Settimio Colangelo di esaminare la situazione per tutelare al meglio la sua identità personale e la sua onorabilità».

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