Stadi aperti: Figc-Lega chiedono
il 40% del pubblico, il governo 20%

Lunedì 21 Settembre 2020 di Emiliano Bernardini
L’obiettivo della serie A è di aver il 40% del pubblico a partire dal 17 ottobre. Si dovrà lottare. O meglio mediare. Possibile che in questa prima fase il governo decida per aprire al 20%. Massimo 30% un po’ come accade in Europa. E questo significherebbe avere in uno stadio come San Siro circa 15 mila spettatori. Non sono certo le cifre che i 20 presidenti sognano ma è un primo passo. D’altronde gli attuali mille non accontentano nessuno. Impossibile o quasi mettere in vendita i tagliandi. Il gioco non vale la candela. Qualcuno lo farà ma in percentuali esigue che non coprono certo le spese di apertura dell’impianto. Tanto che più di una società, Sassuolo e Bologna in primis, si sta attrezzando per assegnare i posti ai medici che hanno combattuto in prima linea il Covid.
«SERVE UNIFORMITÀ»
Perché la domanda che rimbalza è: «Con quali criteri verranno selezionati i tifosi che possono accedere allo stadio?». Come detto al momento sono solo sponsor e inviti. L’idea era nata nell’ultima Assemblea di Lega (mercoledì i 20 presidenti si riuniranno ancora). Protagonisti Lotito e Fenucci: «Apriamo almeno agli sponsor che ci danno i soldi» . Da lì la pressione sui vertici della Lega e del governo. Chiaro che l’occasione per qualcuno è ghiotta, il 27 c’è Roma-Juventus e la società giallorossa è già al lavoro per decidere se e come assegnare i biglietti. Di certo tutti i presidenti vorrebbero convogliarli tutti in un unico settore. Troppo dispendioso aprire tutti i varchi. E soprattutto anche il colpo d’occhio in tv perderebbe. Meglio concentrarli a favore di telecamere. C’è la forte la necessità di ricreare una vera e propria vetrina agli spettacoli sportivi. Ma non solo la serie A. Questa la battaglia che per primo ha intrapreso il numero uno della Figc Gravina. C’è bisogno di tifosi in tutte le categorie. Domani possibile via libera anche alla B e alla C che cominciano i campionati nel week-end. «Le modalità con le quali si sta affrontando la questione della presenza del pubblico negli eventi sportivi, mi lasciano molto perplesso. Ancora una volta sono costretto a evidenziare come non ci sia la dovuta considerazione per lo sport di base e, nel caso specifico, del calcio dilettantistico, un movimento messo a dura prova dall’emergenza e che sta cercando, con grande coraggio di ripartire. Serve un provvedimento unico per tutto il territorio italiano». Lo dice il presidente della Lega Nazionale Dilettanti e vicepresidente vicario della Figc, Cosimo Sibilia che pone l’accento sulla necessità di trovare aiuti economici per quelle categorie più vessate.
NAZIONALE
La questione si pone anche per la Nazionale che il 7 ottobre sfida la Moldavia in amichevole al Tardini. Sì ai mille spettatori ma serve il sì definitivo della Uefa cui spetta l’ultima parola. Per gli impegni delle nazionali nel mese di ottobre da Nyon non hanno ancora comunicato le decisioni.
Ultimo aggiornamento: 13:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA