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Chiusi dentro casa e senza sport: la tv si spegne, l’Italia in astinenza

Domenica 15 Marzo 2020 di Alessandro Angeloni
Chiusi dentro casa e senza sport: la tv si spegne, l’Italia in astinenza
C’era una volta il week end (lungo) della televisione, che cominciava il venerdì e terminava di lunedì. Rai, Mediaset, Sky, Dazn e quant’altro, tutto pieno di tanto, dal calcio alle bocce: un po’ di qua e un po’ di là, a riempire le giornate, i minuti delle persone che sceglievano di non andare allo stadio. O non solo allo stadio, perché i fine settimana della normalità erano anche pieni di motori, Formula 1 e MotoGp e le varie categorie, poi il ciclismo, ed eccolo che stava per arrivare con le classiche del Giro e del Tour. Poi, c’era lo sci, il tennis che ci ha lasciato con quella triste coppa Davis giocata nel deserto di Cagliari e che ora annullerà i più grandi tornei internazionali, poi tutto il resto, insomma. Buio. Cala il sipario, in attesa che riapra il grande baraccone dello sport e chissà quando riaprirà. “Sospeso” è la parola che più di coronavirus compare nei palinsesti delle televisioni generaliste e non, satellitari e non. In attesa di conoscere i risvolti economici dovuti all’assenza di sport (incalcolabile il danno, in rapporto a investimenti e introiti), le televisioni cercano di riorganizzarsi e propongono gare virtuali, programmi virtuali. Si pesca in archivio, va di moda l’on demand si ripropongono vecchie partite, interviste datate, speciali andati in onda in tempi di normalità, antiche sfide di tennis. Cadono gli eventi e di conseguenza crollano le trasmissioni, che stanno andando in onda in forma ridotta o vengono addirittura - e nella maggior parte dei casi - cancellate. Si è andati avanti finché è stato possibile, con collegamenti smart, presenze in studio limitatissime, oggi si arranca e si prende un altra strada. Chi vuole vedere i protagonisti sportivi, si deve accontentare di sbirciare i loro profili: chi palleggia, chi gioca a tennis, chi cucina, chi canta. Così è se vi pare. 
NOSTALGIA
Sky ripropone l’orgoglio nazionale (#orgoglioitaliano), figlio dei canti liberatori (delle paure) e di speranza (che tutto torni presto alla normalità, alla noiosa normalità) di una buona parte del popolo italiano, mandando in onda il mondiale della Nazionale di Lippi, vinto nel 2006 con la cavalcata che ha portato alla finale di Berlino, per non parlare delle vecchie Champions League, tra le altre quella vinta dal Milan con il Liverpool nel 2007 ad Atene. Resta poco nel palinsesto del week end sportivo, qualcosa arriva dal Messico, lo snooker, la ginnastica a Baku è stata annullata, abbiamo goduto dei successi della Wierer nel biathlon e non dell’incontro polemico di Clemente Russo su Europort. La Rai, che ha ridotto tutti i palinsesti sportivi, si attiverà per scampoli di 90° minuto e della Ds, che da un po’ va in onda dagli studi di Roma. Sono attesi i collegamenti con i ct delle nazionali azzurre, Mancini per i maschi e la Bertolini per le donne. Lo sport prima o poi tornerà. Riaccendendo tutto. Come prima.
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