FF Napoli, il presidente Perugino
«Conquisteremo il nostro sogno»

Lunedì 10 Agosto 2020 di Diego Scarpitti
Serafino Perugino
Serie A2 girone D. La richiesta presentata entro i termini non è stata accolta. Inevitabile il pizzico di amarezza. FF Napoli dovrà conquistare sul parquet la tanto ambita promozione nella massima serie. Prende atto della comunicazione ufficiale della Divisione Calcio a 5 il club biancazzurro. «Sembravano esserci tutti i presupposti», spiega rammaricato il presidente Serafino Perugino. «Abbiamo pensato che la piazza di Napoli, la nostra struttura organizzativa, il nostro potenziale tecnico potessero essere un valore aggiunto». Così non è stato.

Delusione inevitabile. «E' un peccato. E’ stato penalizzato un Napoli solido e forte, che poteva competere ad alti livelli e portare visibilità», rivendica patron Perugino. La Campania sarà rappresentata in A1 dal Real San Giuseppe, Feldi Eboli e Sandro Abate Avellino. Saranno tre e non quattro le compagini di riferimento. «Il nostro club, con la denominazione Fuorigrotta, si è classificato al secondo posto, a 51 punti, nel girone B di A2, con un vantaggio di 14 punti sulla terza, conseguendo un risultato di tutto rispetto. Lo stop forzato delle attività sportive, per l'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, ci ha tolto sicuramente la possibilità di giocarci la promozione attraverso i playoff. Questa è stata la prima ragione che ci ha stimolati all'idea di chiedere l’ammissione in serie A».

E poi la rinuncia del Rogit (primo nel girone C di A2, a pari punti con il Melilli), analoga scelta del Chiuppano, ufficializzata solo nell’ultimo giorno delle iscrizioni, le vicissitudini del Real Rieti e il suo venir meno con decisione inattesa ed improvvisa, hanno rimescolato le carte. Determinante la riammissione del Genova, che ha potuto usufruire, in deroga, per il secondo anno consecutivo, del ripescaggio in serie A, dove si contenderanno lo scettro in 14, mentre in A2 battaglieranno in 12. Bocciata, in definitiva, l’ipotesi di una serie A allargata a 16 formazioni. «La nostra società  aveva correttamente adempiuto tutti gli oneri finanziari e amministrativi. Questa decisione, -sottolinea Perugino-, appare miope».

Rischi. «La serie A così ridimensionata ha sicuramente meno appeal per il mondo dell’informazione e degli sponsor. Si coinvolge un numero minore di appassionati e Napoli avrebbe sicuramente rappresentato una piazza importante», prosegue Perugino.

Criticità. «Certe decisioni regolamentari dovrebbero essere assunte con una visione programmatica della disciplina, sia da parte degli organi direttivi sia da parte delle società, e non essere legate ad interessi contingenti o di singoli».

Barriere. «Già abbiamo combattuto con il Comune per poter giocare al PalaBarbuto. Malgrado promesse ed assicurazioni, di fatto, non ci hanno mai fatto entrare, nonostante avessimo come società e come categoria, secondo il regolamento vigente per l’uso della struttura, tutti i numeri per accedervi».

PalaCercola. L’amarezza del momento lascia il posto all’ottimismo verso il futuro, nonostante tutto. Immutata la voglia di ripartire con la stessa, se non incrementata, determinazione. «Sono consapevole della strada da percorrere, di un progetto che deve diventare ancor più sostenibile, costruito con pragmatismo e una visione positiva», assicura fiducioso Perugino. «Non abbiamo perso, avremmo meritato la A per quanto è accaduto e per quello che rappresentiamo. Non è certamente una sconfitta. Siamo certi di un cammino lungo, non fungeremo da meteore. Conquisteremo sul campo il nostro sogno, il tempo ci darà ragione», conclude Perugino.

Obiettivo soltanto rinviato almeno per ora.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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