CORONAVIRUS

Covid a Benevento, movida affossata:
sabato sarà la «marcia» dei fantasmi

Giovedì 29 Ottobre 2020 di Paolo Bocchino

Centinaia di lenzuoli bianchi che sfilano per la città nella serata abitualmente consacrata alla movida. È la scena che si presenterà sabato sera a quanti percorreranno le vie del centro. È già stata ribattezzata la «marcia dei fantasmi», quelli che stanno pagando il prezzo più caro alla alternativa salute-lavoro determinata dalla pandemia. Commercianti colpiti dalle restrizioni normative e più in generale tutti quelli che faticano a rimontare posizioni nella scala sociale: saranno loro i protagonisti della iniziativa che punta ancora una volta a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sul dramma collettivo in atto.

Promotore della manifestazione il nucleo di esercenti, operatori culturali, gestori di strutture sportive, formatosi spontaneamente venerdì scorso all'annuncio di un lockdown regionale. Decisione poi rientrata ma i provvedimenti governativi seguenti hanno soffiato nuovo vento nelle vele della protesta. Non sembrano sufficienti le misure di mitigazione, beffardamente chiamate «ristori» dal premier Conte, che dovrebbero risarcire le perdite dei più colpiti dalle chiusure imposte, ristoranti in primis.

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«Le misure contenute nel decreto emanato in tempi molto rapidi e la marcia indietro di De Luca sulla limitazione all'asporto sono sicuramente il risultato delle mobilitazioni di questi giorni - osserva il portavoce Pasquale Basile -. Un risultato però solo parziale, soprattutto se ci sarà, come pare imminente, un nuovo lockdown. Peraltro, anche in quest'ultimo provvedimento mancano interi segmenti commerciali come la ristorazione senza somministrazione, malgrado siano state costrette alla chiusura come le altre. Ma l'aspetto più grave è che la legittima paura dei cittadini diffusasi da tempo ha messo in ginocchio già da un mese le attività commerciali e la crisi ormai è generalizzata».

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Una condizione che ha suggerito al collettivo giunto alla sesta giornata di mobilitazione di proseguire nella strada del dialogo avviata martedì in via delle Puglie dopo un inizio incentrato su atti dirompenti come il blocco del traffico nella zona alta. È partita ieri sera al rione Ferrovia una campagna di ascolto che metterà in contatto i manifestanti con il maggior numero possibile di esercenti e cittadini. Un contagio informativo e solidale che ha ottenuto riscontri incoraggianti fin dalla prima uscita. «Parlando direttamente con le persone che hanno i nostri stessi problemi ma finora non si sono unite a noi - spiega Valeria Pennino, pioniera della protesta - abbiamo constatato quanto sentita sia l'esigenza di testimoniare in questa fase tutto il malessere di interi strati sociali. Ora più che mai occorre far sentire la nostra voce per far comprendere che i bonus una tantum possono essere a malapena un pannicello caldo su ferite profonde». In azione ieri anche Mario Carfora, tra gli antesignani della protesta: «Quello che stiamo vivendo oggi per certi versi è anche peggio di quanto abbiamo vissuto la scorsa primavera - evidenzia il responsabile regionale del Movimento Imprese Ospitalità -. Il primo lockdown è stato interpretato come un fatto eccezionale, necessario per superare definitivamente un momento unico nella storia. Francamente nessuno di noi si attendeva questo drammatico replay che getta tanti nello sconforto: siamo entrati in un tunnel del quale non si vede l'uscita».

Istanze che Carfora porterà lunedì anche a Roma alla manifestazione in programma in piazza del Popolo.
I commercianti beneventani impegnati nella mobilitazione riprenderanno da questa sera la loro opera di «evangelizzazione» delle coscienze che si spera possa portare a una massiccia partecipazione all'evento di sabato. Ma soprattutto si punta a diffondere uno stato di coesione e condivisione tra esercenti e cittadini meno garantiti che, se sviluppato, potrebbe risultare una preziosa ricaduta positiva della drammatica fase in atto. Gli attivisti faranno rotta questa sera sul rione Libertà, quartiere popoloso e quanto mai sensibile per composizione sociale alle problematiche denunciate. Da sottolineare ancora una volta come la protesta a Benevento fin dal primo giorno si è sviluppata su binari di assoluta civiltà, sotto gli occhi vigili delle forze dell'ordine che non sono mai dovute intervenire. Un modo per testimoniare che lotta e devastazione non devono necessariamente essere sinonimi. 

Ultimo aggiornamento: 11:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA