Arrestato il figlio del boss Martinelli, la sua missione era ricostruire il clan dei Casalesi

Era il referente per le truffe legate al bonus 110% a San Cipriano d'Aversa

La squadra mobile di Caserta
La squadra mobile di Caserta
Venerdì 20 Ottobre 2023, 12:00 - Ultimo agg. 21 Ottobre, 21:26
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Era il figlio amato, quello sul quale il clan dei Casalesi voleva rimodulare in chiave moderna la vecchia guardia della camorra. La polizia della squadra mobile di Caserta lo ha fermato in tempo. Emilio Martinelli, 32 anni, figlio del boss Enrico Martinelli di San Cipriano d'Aversa, è stato arrestato con l'accusa di associazione mafiosa. Su delega del procuratore della Repubblica di Napoli la squadra mobile ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, a carico di Emilio. 

Un nuovo riassetto del clan dei casalesi stava per prendere potere, alla luce dei legami tra i diversi gruppi confederati, operanti ciascuno nella propria zona.

In una prima fase dell’indagine è emerso un primo gruppo composto da sei persone, attivo nel settore delle estorsioni e delle armi, che sono stati però catturati nel luglio 2021 e sono già stati condannati.

Le successive indagini hanno consentito di accertare che il clan dei Casalesi, nonostante le condanne riportate, ha sempre continuato a essere operativo, con una rimodulazione della composizione delle fazioni e degli equilibri, restando comunque fermo il comando delle nuove generazioni delle famiglie Schiavone e Bidognetti.

E' stato proprio in questo contesto investigativo che è emersa la figura di Emilio,  figlio di Enrico  della fazione Schiavone, attualmente detenuto e sottoposto al regime dell'articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario, il "carcere duro". Per ghli inquirenti, l’arrestato ha partecipato al gruppo con un ruolo direttivo per i traffici di droga, le estorsioni ai danni di commercianti, il noleggio delle auto e le truffe relative al bonus 110% nel territorio di San Cipriano di Aversa.

L’arrestato aveva l'aiuto delle cinque persone per la gestione dell’arsenale a disposizione del clan, costituito da revolver, pistole semi automatiche, kalashnikov e pistola mitragliatrice modello Uzi.

Emilio è stato sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

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