Bipiani di Ponticelli, si cerca un'azienda
per bonificare l'area dopo gli sgomberi

Mercoledì 28 Aprile 2021 di Alessandro Bottone
Bipiani di Ponticelli, si cerca un'azienda per bonificare l'area dopo gli sgomberi

Nel «campo bipiani» di Ponticelli, nella zona orientale di Napoli, si vive nell’eterna attesa di un destino migliore. Prosegue l'iter per i lavori di bonifica, smantellamento e demolizione dei centoquattro alloggi contenenti amianto di via Isidoro Fuortes, a ridosso di via Volpicella. Realizzati nel periodo post sisma del 1980 per assicurare un tetto ai terremotati, sono stati a poco a poco occupati da altre famiglie. L’usura del materiale in amianto, i pericoli degli allacci alla rete elettrica, le falle negli impianti idrico e fognario sono soltanto alcuni dei segnali di degrado e abbandono che caratterizzano tutto il complesso. Una situazione di emergenza ambientale e sociale a due passi dal centro storico del quartiere di Napoli Est.

Occorre affidare gli interventi così come previsto dalla convenzione tra Comune di Napoli e Città Metropolitana di Napoli che finanzia l'appalto con un milione e 298mila euro del “Piano Strategico”. Con un atto formale il Comune di Napoli, proprietario degli alloggi, ha avviato l'indagine di mercato per individuare l’impresa cui affidare i complessi lavori e ha modificato il capitolato speciale dell’appalto approvato con una delibera di fine 2020. In particolare, è stato rivisto l'articolo 12 che riguarda la consegna e l'inizio dei lavori. Difatti, l'amministrazione comunale, potrà «per qualsiasi causa o impedimento - anche in riferimento all’attuazione delle procedure di sgombero - disporre la consegna anche in tempi successivi, con verbali parziali, senza che per questo l'esecutore possa sollevare eccezioni o trarre motivi per richiedere maggiori compensi o indennizzi». È quanto riportato negli atti predisposti dal Servizio 'Edilizia residenziale pubblica e nuove centralità'. Dunque, nel caso in cui la consegna dei lavori avvenga in maniera frazionata, l'impresa è tenuta a «prevedere l'esecuzione prioritaria dei lavori nell’ambito delle zone disponibili» e, «realizzati i lavori previsti dal programma, qualora permangano le cause di indisponibilità si applicherà la disciplina relativa alla sospensione dei lavori». Emerge, dunque, la volontà di procedere agli interventi man mano che saranno effettuati gli sgomberi dai container.

L’area su cui devono eseguirsi i lavori deve essere, all’atto della consegna, libera da persone e cose. Questo è il vero intoppo per l'avvio dei lavori per bonificare e smantellare il «campo bipiani» di Napoli Est visto che gli alloggi sono occupati da tantissimi cittadini tra cui bambini, anziani e persone con disabilità. Sono circa 350 i residenti, molti dei quali stranieri e occupanti senza titolo. Proprio l’occupazione dei prefabbricati - «che presentano un alto grado di fatiscenza e degrado, con presenza di amianto in cattivo stato di conservazione» - ha reso impossibile la demolizione del “villaggio A” nei primi anni Duemila. Oggi risulta ancora più urgente ripristinare la grave situazione di pericolo per «l'elevata presenza di materiale asbestoico e una concentrazione preoccupante di fibre asbestiformi aerodisperse negli ambienti», come dettagliato negli atti.

Dunque, dopo la manifestazione di interesse avviata in queste ore, l’amministrazione comunale potrà affidare i lavori con una procedura negoziata se ci sono almeno quindici operatori economici nell’apposita lista. L’appalto è da aggiudicarsi secondo il criterio del minor prezzo. Occorreranno trecentosessantacinque giorni per ultimare i lavori di bonifica, smantellamento e demolizione dei dodicimila metri quadrati del campo che dovrebbe far spazio a un complesso di edilizia residenziale pubblica così come previsto dal “piano di recupero urbano” (pru) di Ponticelli. Prima, però, è necessario capire qual è il destino degli attuali residenti.

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