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Via Aniello Falcone a Napoli, tifo da stadio con fumogeni: l'ira dei residenti

Mercoledì 24 Aprile 2019 di Eduardo Improta
Tifo da stadio nel salotto della Napoli bene: un decalogo per il cittadino vittima della movida selvaggia
«Negli ultimi anni assistiamo ad una rapida ed incontrollata trasformazione delle città che incide pesantemente sulla vivibilità e sul patrimonio monumentale, artistico e culturale - recita il manifesto “Per la città di Napoli e la vivibilità cittadina” -  per effetto della liberalizzazione delle attività produttive, infatti, si moltiplicano gli esercizi commerciali di vendita di alimenti e bevande: bar, baretti, locali ed esercizi cosiddetti di vicinato che, per attrarre il maggior numero possibile di clienti, si trasformano in vere e proprie discoteche all'aperto o al chiuso, in fabbricati che hanno esclusiva vocazione residenziale, nella stragrande maggioranza dei casi in modo assolutamente abusivo, violando sia le regole di normale e civile convivenza, sia tutte le normative a tutela della città e del cittadino, mettendo a rischio anche l'ordine, la sicurezza e la salute pubblica, per l'incontrollato ammassarsi di migliaia di giovani e meno giovani in strade e piazza, tal volta, di ridotte dimensioni.

A ciò si aggiungono esibizioni estemporanee di artisti di strada percussionisti, “bonghisti” ed abili maestri dell’arte “amplificata” che sia di giorno che di notte esercitano le loro doti attirando centinaia di persone. L'effetto dello sviluppo "spontaneo" di attività economiche che, per farsi concorrenza, aggirano ogni regola, cercando di conquistare clienti a colpi di "cicchetti" e decibel sparati in strade, piazze e agglomerati urbani del centro storico e di altri quartieri, mina alla base la vivibilità della città».

Anche via Aniello Falcone, che fino a poco tempo fa era considerato il salotto buono della Napoli bene, è peggiorata e nelle ore notturne, come si vede nel video amatoriale di un cittadino, i centinaia di giovani creano il tifo da stadio dando anche fuoco ai fumogeni.
 


Il chiasso, gli schiamazzi  notturni, i rumori talvolta assordanti, la clientela che chiacchiera fuori dal locale, la musica ad alto volume sono tutti sintomi di fortuna e di incassi per bar ed esercizi commerciali.

Il diritto alla salute è un diritto costituzionale, deve essere tutelato e non può essere pregiudicato per nessuna ragione. Il disturbo alla quiete del cittadino è spesso causato da manifestazioni sonore moleste e da vari fenomeni di illegalità che, quando disturbano la pace e la tranquillità domestica, sono sempre illecite.

Per combattere e difendere il cittadino vittima della movida selvaggia il “Comitato per la quieta pubblica napoletana e la vivibilità cittadina” ha redatto un vero e proprio decalogo con le norme da seguire, prima tra tutte la chiamata alle forze dell’ordine (113 Polizia, 112 Carabinieri. 081-7957111 Polizia Municipale).
Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 08:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA