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Campania, De Luca presenta il piano idrico regionale da 2,4 miliardi

Martedì 2 Agosto 2022 di Emiliano Caliendo
Campania, De Luca presenta il piano idrico regionale da 2,4 miliardi

«Intanto è bene sottolineare che, grazie a Dio, la Regione Campania non ha avuto nessuna emergenza idrica del livello di quelle vissute dalle regioni del Nord; né per le forniture idriche potabili né per quelle agricole. Abbiamo deciso di varare questo piano idrico per guardare al futuro, pensare alle giovani generazioni e alla nostra agricoltura e ai settori produttivi. Variamo un piano idrico regionale del valore di 2,5 miliardi di euro. La Regione Campania investe già oggi oltre 800 milioni di euro di fondi europei, nazionali e regionali», così il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a margine della presentazione del piano idrico regionale presso la Sala De Sanctis di Palazzo Santa Lucia. «Il piano - ha proseguito De Luca - è suddiviso in tre capitoli: il primo riguarda le forniture di acqua potabile, dobbiamo arrivare a fornire 6000 litri al secondo di acqua potabile. Il secondo concerne gli invasi collinari, luoghi di accumulo dell'acqua di uso irriguo. Il terzo, infine, è finalizzato al rifacimento delle reti idriche per evitare dispersione di acqua, che oggi raggiunge circa il 40%».

Sull’utilizzo dell’acqua potabile, per la precisione, gli interventi previsti riguarderanno: la diga di Campolattaro in provincia di Benevento, con un finanziamento già stanziato di 525 milioni di euro; la riqualificazione di un potabilizzatore della diga dell’Alento nel Comune di Prignano (provincia di Salerno), con un finanziamento, da individuare, di 2 milioni; infine la realizzazione di un nuovo invaso – la cosiddetta Diga dell’Acera – tra Montella e Bagnoli Irpino nell’avellinese, per l’ammontare di 25 milioni di euro di finanziamento e 750mila di progettazione ancora da individuare. Per quanto riguarda le nuove captazioni sorgive la Regione interverrà poi sulle sorgenti di Cassano Irpino (provincia di Avellino), Sicignano degli Alburni (provincia di Salerno), Sant’Angelo d’Alife (provincia di Caserta), per un totale di finanziamenti di 126 milioni di euro, inclusi i costi di progettazione su cui De Luca precisa «saranno a carico della Regione Campania».

In merito al capitolo sull’uso irriguo industriale delle fonti idriche è prevista la realizzazione di 15 invasi da oltre 500mila mq di acqua (per un importo di 696 milioni di euro) – pronti 3 progetti esecutivi per un importo di 226 milioni sul totale di 696 milioni a disposizione - e 27 invasi di portata inferiore a 500mila mq di acqua, per un totale di 207 milioni di euro. Su questi ultimi, denominati micro-invasi, sono già sette i progetti definitivi-esecutivi per un importo di 64 milioni.

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Per quanto attiene la manutenzione delle reti idriche la Regione ha individuato interventi per 842 milioni di euro che interessano 92 comuni della Campania. Per l'intero piano idrico sono quindi disponibili ad oggi finanziamenti regionali pari a 823 milioni di euro, di cui 468 a valere su Fesr 2021-2027; 115 milioni su Fsc; 205 milioni sul Pnrr; 35 milioni su Poc per quanto attiene ai costi di progettazione. A questi importi andrà sommata la quota di Fsc 2021-2027, in corso di assegnazione. Valore totale: 2 miliardi e 424 milioni di euro. Costi che potrebbero lievitare – fa sapere il governatore – «a causa dell'aumento delle materie prime, con un incremento dei costi di circa il 20-30% delle opere da appaltare».

Col Piano Idrico l’obiettivo della Regione Campania è comunque quello di evitare situazioni come quelle verificatesi in Irpinia o nel Comune di Marano di Napoli, dove per giorni, se non settimane, a causa di guasti alla rete idrica è mancata l’acqua. «Nella nostra regione - ha specificato il governatore - non registriamo emergenze idriche come nelle regioni del Nord, ma con questo Piano vogliamo essere pronti ad ogni situazione che si possa venire a determinare in futuro». L’ex sindaco di Salerno ha inoltre evidenziato «il paradosso» che sul fronte idrico vive la Campania. «Diamo alla Regione Puglia, tramite l’acquedotto pugliese, 6000 litri al secondo, creando a volte emergenze in Irpinia. E incredibilmente poi dobbiamo rifornirci di acquedotti esterni alla Campania per le forniture che ci servono. Vogliamo – conclude - risolvere definitivamente questo problema, realizzando nuove captazioni di sorgenti».

Ultimo aggiornamento: 5 Agosto, 00:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA