Salvini a Napoli, duello a distanza con Di Maio: «M'imbarazza, dal 26 settembre si trovi un navigator»

Salvini a Napoli, duello a distanza con Di Maio: «M'imbarazza, dal 26 settembre si trovi un navigator»
di Emiliano Caliendo
Giovedì 15 Settembre 2022, 18:43 - Ultimo agg. 16 Settembre, 07:11
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È un duello a distanza tutto napoletano quello tra il segretario della Lega, Matteo Salvini, e il ministro degli esteri, Luigi Di Maio, frontman della lista di centrosinistra Impegno Civico. In mattinata a Napoli, nel quartiere Chiaia, l’ex pentastellato, candidato sul collegio uninominale di Fuorigrotta, parlando ai cronisti, ha provocato il senatore leghista chiedendogli perché nel 2018 il suo partito aveva cercato di «mettere nella legge anticorruzione 'Spazzacorrotti' una norma che permettesse di ricevere finanziamenti da Paesi esteri», alludendo così a un possibile finanziamento russo al Carroccio. Salvini ha replicato a pochi metri di distanza, nel pomeriggio, nel corso di un incontro con l’Unione Industriali presso la loro sede di piazza dei Martiri, ironizzando sui recenti balli del ministro in trattoria. «Di Maio – punge Salvini - è il ministro degli Esteri in carica e passa il tempo svolazzando in pizzeria. Io da italiano sono profondamente imbarazzato. Fosse un candidato qualunque, va beh, ma questo fa il ministro degli Esteri, ci sono tre guerre in corso». «Poi - ha aggiunto - con lui mi confronterei volentieri sul tema pensioni, su lavoro e bollette. Cosa pensa Di Maio dei 30 miliardi da spendere adesso per aiutare gli italiani a pagare le bollette? Io mi confronto quando volete con lui, poi su tutto il resto decideranno gli italiani in cabina elettorale il 25 settembre. Temo che Di Maio si dovrà cercare un navigator il 26 settembre, ma questa è la democrazia». 

Dopo la polemica politica, pane quotidiano di qualsiasi campagna elettorale, durante il rendez-vous con gli industriali napoletani guidati da Costanzo Jannotti Pecci, il Capitano si tuffa a capofitto sulla questione del rilancio economico del Sud. Tema che l’Unione Industriali Napoli ha sottoposto a tutti i leader politici dei vari partiti in un documento apposito. Sull’autonomia differenziata delle regioni, ad esempio, Palazzo Partanna chiede che questa sia attuata ma a patto di alcuni prerequisiti come la riforma del Titolo V della Costituzione, la creazione di una struttura di coordinamento nazionale a Palazzo Chigi per la messa a sistema dei progetti col fine di ridurre i divari territoriali, e la definizione dei LEP, i livelli essenziali di prestazione rapportati ai fabbisogni standard. Salvini ribadisce che da qualunque progetto di autonomia differenziata, ne trarrà giovamento proprio il Mezzogiorno.

«L’autonomia – argomenta - significa meno sprechi. I cittadini campani sono fra quelli che pagano la tassa rifiuti più cara d’Italia per essere in perenne emergenza rifiuti perché non ci sono impianti per incapacità regionale, perché se non ci sono impianti è colpa dei ritardi della Regione. Ogni anno dalla Campania partono 800 milioni di tonnellate di rifiuti che vanno in altre regioni e altri paesi europei. Autonomia significa premiare la competenza degli amministratori e quindi se si gestisce a Napoli, a Treviso o a Bari, qualcosa che oggi lo Stato fa poco e male, si risparmia e si trattengono a Napoli quattrini risparmiati. È folle che i napoletani per incapacità di De Luca e dei suoi collaboratori paghino multe da centinaia di milioni di euro per il mancato smaltimento di rifiuti. Autonomia - insiste - significa premiare chi è bravo e al Sud ci sono tanti amministratori e sindaci bravi. C’è invece qualcuno che invece chiacchiera, lascia la monnezza per strada e milioni di ecoballe non smaltite da una vita». 

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Sul Patto per Napoli, altro punto contenuto nella lettera degli industriali - descritto come «presupposto per il superamento di una situazione di sostanziale commissariamento non formalizzato della città» – Salvini assicura che «non si tocca». «Non devono essere i cittadini - ha spiegato - a pagare per gli errori degli amministratori. I soldi a Napoli li abbiamo stanziati tutti insieme come lo facemmo per Catania o per Alessandria. L'importante è che sindaci e governatori non li sprechino. Il problema della Campania è che fino a pochi mesi fa era una delle ultime regioni per capacità di spesa dei fondi europei. Il problema non è che non ci sono i soldi ma che questi non si spendono o si spendono male». Il Reddito di Cittadinanza va invece ricalibrato, in maniera più rigida. «Chi non può lavorare - ha precisato il senatore - va aiutato e va assistito, minori, disabili, anziani, pensionati chi è in grado di lavorare e rifiuta anche una sola offerta di lavoro perde qualsiasi privilegio per quello che mi riguarda. E ne parlo qui esattamente come a Catania domani o altrove».

Sull'aumento dei costi dell'energia e il caro vita, Salvini persiste nel chiedere uno scostamento di bilancio per il prossimo Decreto sugli aiuti a imprese e famiglie, chiedendo ai partiti una tregua dalla campagna elettorale: «Meglio mettere 30 miliardi di debito positivo adesso per salvare i posti di lavoro, piuttosto che perdere tempo e metterne 100 di miliardi per pagare disoccupati e cassaintegrati. Mi auguro che su questo la politica si unisca. Ci ritroveremo in Parlamento la prossima settimana. Ecco, approviamo un grande decreto energia come sta facendo tutto il resto d’Europa. Le bollette sono un’emergenza nazionale pari al covid. Col covid perdevamo vite, con l’aumento dei costi dell’energia perdiamo milioni di posti di lavoro. Spero che si finisca con le polemiche e si approvi questo decreto urgente per salvare gli italiani».

L’ultima riflessione ai giornalisti è stata fatta sugli investimenti in logistica e portualità, su cui l’ex ministro dell’Interno annuncia di volere l’implementazione di un Mare Bonus, al fine di migliorare i collegamenti intermodali. «A proposito del Pnrr e di infrastrutture, le Regione del Sud hanno ben più della metà dei fondi stanziati: 34 miliardi su 61, soprattutto su ferrovie e parzialmente sui porti. Noi proponiamo il Mare Bonus e la portualità, con lo sviluppo di porti e retroporti è assolutamente fondamentale. Il buon Dio ha messo l’Italia in una situazione di vantaggio in mezzo al Mediterraneo. Dobbiamo intercettare container che altrimenti vanno a Rotterdam o ad Amburgo. Possiamo farlo se si spendono bene i 34 miliardi di euro per il Sud e le infrastrutture». Salvini lancia, dunque, il collega di partito Edoardo Rixi al Ministero dei Trasporti in caso di vittoria del centrodestra: «Ha fatto già benissimo il ministro delle infrastrutture, credo potrebbe fare benissimo anche il ministro dei trasporti con un occhio particolare al mare. Va bene la rotaia, il ponte sullo stretto di Messina, l’alta velocità, la dorsale adriatica, però abbiamo delle autostrade del mare che potrebbero essere sfruttate domani mattina, inquinando di meno».

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