CORONAVIRUS

Ponticelli, dal cucito alle mascherine:
si lavora per le famiglie svantaggiate

Giovedì 28 Maggio 2020 di Alessandro Bottone
L'emergenza coronavirus ha provocato numerosi danni ma ha anche generato importanti energie per sostenere le persone che non hanno nulla per poter vivere dignitosamente. Parte da questa dolorosa consapevolezza l'iniziativa di solidarietà che coinvolge numerose famiglie di Ponticelli, quartiere della periferia orientale di Napoli.

In campo quattro realtà di Napoli Est che hanno lavorato in sinergia per offrire un supporto a cinquanta famiglie che riceveranno un pacco con beni di prima necessità. Il centro Remida Napoli, attraverso il laboratorio di sartoria sociale, ha realizzato mascherine utilizzando materiale riciclato. Due donne del quartiere, con esperienza in cucito e ricamo, hanno lavorato per costruire oltre cento dispositivi in cotone puro, lavabili e, quindi, riutilizzabili. Il loro lavoro è retribuito grazie al contributo del Rotary Community Corp Napoli Est indispensabile anche per l'acquisto dei generi alimentari. La fondazione evangelica Betania, invece, ha donato i kit igienici utili alla cura della persona. I volontari dell'organizzazione di volontariato TerradiConfine si occuperanno della consegna dei pacchi alle singole famiglie nel corso del weekend. Non manca un invito alla lettura: in ogni pacco c’è un catalogo dei libri che l'associazione mette a disposizione gratuitamente.

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Ai tempi di licenziamenti e cassa integrazione per molti lavoratori è stata offerta una opportunità per le donne della periferia orientale. «Due delle signore - già coinvolte nel corso di sartoria gratuito attivato col sostegno dell’8x1000 della Chiesa Valdese - hanno realizzato e regalato, con stoffe di recupero, le mascherine: grazie al GROC hanno avuto la possibilità di realizzare un piccolo guadagno cucendo le mascherine che andranno all’interno dei pacchi dono per le famiglie del territorio. La nostra gioia è questa: realizzare il sogno di “costruire” lavoro, non solo per noi ma anche per gli altri» affermano Paola Manfredi e Anna Marrone del centro Remida Napoli.

Aspettando scenari migliori. «Questo tempo è sconvolgente e lo è maggiormente per chi già prima era in difficoltà, soprattutto nelle periferie cittadine, culturali e sociali, sottoposti a crescenti e pressanti forme di impoverimento» dice Luca Borriello, presidente Rotary Community Corp Napoli Est. «La nostra organizzazione - che custodisce e gestisce la villa romana di Ponticelli, purtroppo chiusa e preclusa questa stagione alle visite di centinaia e centinaia di ragazzi che ogni anno la visitano - ha pensato di supportare fin dove possibile i nuclei bisognosi finanche del minimo, con dei semplici preziosi pacchi alimentari e sanitari" sottolinea Borriello che aggiunge: «Una bella prova di sinergia tra le nostre realtà in rete ma soprattutto un piccolo grande gesto che non dimentica il sostegno a chi, speriamo con tutto il cuore, di poter rivedere sorridere al più presto e nuovamente in villa».
 

«Siamo da sempre in prima linea nell'aiuto ai più bisognosi, ai poveri, agli emarginati. Anche durante l'emergenza sanitaria abbiamo continuato a garantire i servizi dell'ospedale solidale verso le donne in difficoltà» sostiene Cordelia Vitiello, presidente della fondazione evangelica Betania. «In questi tre mesi abbiamo distribuito oltre seicento kit igienici per i senza fissa dimora attraverso la rete delle associazioni» evidenzia Vitiello.

«Napoli est ha un cuore grande che pulsa, l'abbiamo dimostrato già in questi mesi. Questa azione sinergica delle realtà che normalmente operano nella gestione della villa romana è la dimostrazione che dalla storia comune si può costruire solidarietà e legami tra persone e luoghi» afferma Pasquale Leone, presidente dell'associazione TerradiConfine. «Con questo gesto simbolico speriamo che un sito culturale entri in qualche modo nel cuore di cinquanta famiglie del territorio che forse non lo conoscevano».

A Ponticelli, dove risiedono oltre 52mila persone, si registrano numerose situazioni preoccupanti dal punto di vista socio-economico per l'alto tasso di disoccupazione. La crisi sanitaria ha acuito le difficoltà economiche di numerose famiglie specie di coloro che già vivevano in situazioni altamente precarie, ora in ginocchio. Le numerose iniziative di volontariato come questa hanno aiutato chi ancora non riesce a sostenersi autonomamente. Ancora una volta la solidarietà si è dimostrata valida per contrastare le fragilità. Ultimo aggiornamento: 15:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA