No Green pass, in 100mila a casa senza stipendio nella prima settimana

Domenica 24 Ottobre 2021 di Francesco Bisozzi
No Green pass, in 100mila a casa senza stipendo nella prima settimana

Un milione di lavoratori senza Green pass, ma di questi finora solo uno su dieci avrebbe perso uno o più giorni di stipendio per mancata esibizione del lasciapassare. Per la Cgia di Mestre sono poco meno di 2,7 milioni gli occupati non vaccinati, di cui però 350mila esentati e 1,3 milioni che si sottopongono regolarmente a test anti-Covid per ottenere semaforo verde al lavoro. I calcoli dell’Ufficio studi della Cgia non tengono poi conto dei lavoratori che per dribblare l’obbligo di esibire il certificato verde si sono messi in malattia o hanno usufruito di permessi e ferie: da una ricognizione del Messaggero che ha coinvolto sindacati e associazioni dei vari settori produttivi è emerso così che nell’ultima settimana i lavoratori No vax sanzionati perché sprovvisti del documento sanitario - e dunque lasciati a casa senza stipendio - sarebbero stati una minoranza rispetto al totale di quelli non immunizzati, ossia circa 100mila. 

«Pesano i mancati controlli», sottolinea il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre Paolo Zabeo, «chi ha optato per le verifiche a campione per esempio può limitarsi a chiedere il lasciapassare a un dipendente su cinque». Per giunta molti lavoratori No vax si annidano in segmenti dove le verifiche sul Green pass sono più complesse da eseguire. Basti pensare al lavoro domestico: in Italia, stando a una stima dell’Osservatorio Domina sul lavoro domestico, oltre 50 mila badanti conviventi oggi sono sprovviste del Green pass di lungo periodo, ovvero quello legato alla somministrazione del vaccino. Nell’autotrasporto, calcolano le associazioni di categoria, gli autisti senza lasciapassare sarebbero circa 80mila, ma gli irriducibili (ossia quelli che hanno deciso di non piegarsi nemmeno ai tamponi per lavorare) non arriverebbero a diecimila. Numeri simili nell’agricoltura, altro comparto dove la quota di senza pass risulta particolarmente elevata. Poi ci sono i porti, dove si concentrano molti anti-pass: nello scalo di Trieste i no vax sarebbero tra il 30 e il 40 per cento. 

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Ieri il ministro per le Politiche agricole Stefano Patuanelli ha incontrato il “Coordinamento 15 ottobre” che ha avanzato tre richieste specifiche al governo, tra cui quella di abolire l’obbligo di certificato verde sul lavoro. «Ho preso l’impegno di riferire dell’incontro in Consiglio dei ministri», ha detto il ministro. Ma la richiesta è già stata stoppata dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa: «Nessuno spazio». Persino nel settore pubblico, dove fino a dieci giorni fa si stimava che i dipendenti non vaccinati fossero circa 250mila, non mancano i pasdaran anti-vaccino. Un esempio? In Lombardia all’inizio di questa settimana risultavano sospesi 400 sanitari no vax. 

La Funzione Pubblica, tuttavia, ha precisato in questi giorni che il ritorno al lavoro in presenza con obbligo di Green pass non ha creato problemi nelle amministrazioni pubbliche né disservizi per l’utenza. 

Preoccupa, nel contempo, l’aumento dei certificati per malattia pervenuti all’Inps in questi ultimi giorni. Un incremento singolare che lascia pensare che molti lavoratori No vax, oltre a prendere permessi e ferie, adottino anche l’escamotage di fingersi malati per sfuggire al vaccino senza correre il rischio di dover rinunciare allo stipendio. Il 15 ottobre, primo giorno di Green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro pubblici e privati, l’Inps ha registrato un aumento degli ammalati di 17.340 unità rispetto al venerdì precedente (94.191 contro 76.851).

 

Il lunedì seguente gli ammalati in più rispetto allo stesso giorno della settimana precedente sono stati circa 20mila. Nel complesso, dal 15 ottobre a oggi, i certificati per malattia “sospetti” avrebbero superato quota 50mila. Sempre l’Ufficio studi della Cgia segnala che a livello regionale la stima del numero degli occupati non ancora vaccinati vede la provincia di Bolzano guidare la graduatoria con 42.150 No vax. Seguono la Sicilia con 204.605 addetti senza vaccino (il 15,7 per cento del totale degli occupati nella regione), le Marche con 91.105 lavoratori non immunizzati (il 15,1 per cento del totale dei lavoratori regionali) e la Valle d’Aosta con 7.872 senza green pass di lunga durata (15 per cento). 

La macro area dove la situazione è più critica è il Mezzogiorno: qui gli occupati senza vaccino sarebbero 767mila, pari al 13,1 per cento del totale. Conclude il coordinatore dell’Ufficio studi Zabeo: «Ci aspettiamo tuttavia che il numero dei lavoratori non vaccinati continui a calare nei prossimi giorni e settimane, pochi possono permettersi il lusso di un tampone ogni 48 o 72 euro, la “spinta gentile” alla vaccinazione insita nell’obbligo di Green pass è ancora in corso».

 

La Funzione Pubblica, tuttavia, ha precisato in questi giorni che il ritorno al lavoro in presenza con obbligo di Green pass non ha creato problemi nelle amministrazioni pubbliche né disservizi per l’utenza. 

Preoccupa, nel contempo, l’aumento dei certificati per malattia pervenuti all’Inps in questi ultimi giorni. Un incremento singolare che lascia pensare che molti lavoratori No vax, oltre a prendere permessi e ferie, adottino anche l’escamotage di fingersi malati per sfuggire al vaccino senza correre il rischio di dover rinunciare allo stipendio. Il 15 ottobre, primo giorno di Green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro pubblici e privati, l’Inps ha registrato un aumento degli ammalati di 17.340 unità rispetto al venerdì precedente (94.191 contro 76.851).

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