Referendum, il trionfo di Zaia: «Il Veneto vuole diventare una regione a statuto speciale»

ARTICOLI CORRELATI
di Claudia Guasco

dal nostro inviato

VENEZIA - Il Veneto vuole diventare una regione a statuto speciale. Forte del 57,2% di affluenza finale nel referendum per l'autonomia, il governatore Luca Zaia punta ancora più in alto: "Chiederemo tutte le 23 competenze, il federalismo fiscale e anche il disegno di legge statale per l'autonomia speciale", annuncia dopo la riunione straordinaria della giunta.

TRATTATIVE A TUTTO CAMPO
Il giorno dopo il voto, il governatore si presenta tra due ali di assessori, a ribadire che il successo della consultazione non è personale ma di gruppo, che dietro di lui c'è un consiglio regionale e oltre 2 milioni di elettori. Oggi tutto è permesso, soprattutto pensare in grande. A cominciare dal sogno veneto dello statuto speciale. "Troppo? Non esistono trattative a scartamento ridotto, se Trento e Bolzano avessero ragionato così non avrebbero ottenuto niente. Andrò a Roma a dire che i cittadini che si sono recati a votare sotto la pioggia hanno diritto di portare a casa i risultati", annuncia Zaia. La riflessione alla base della strategia del presidente è questa: "Non ha senso celebrare un referendum se poi non si governa il processo fin dall'inizio, per questo abbiamo approvato all'unanimità in giunta straordinaria tre punti all'ordine del giorno".

Le tre delibere sono "una proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento che prevede due letture in giunta, una oggi e una seconda lettura dopo un confronto con gli stakeholders del territorio come sindaci, presidenti provincia, associazioni categoria, onlus, comunità montane, ma anche forze politiche; la costituzione di una "Consulta per l'autonomia del Veneto" che chiamerà tutti a esprimere pareri e nel giro di quindici giorni arriverà a una seconda lettura con tutte le eventuali osservazioni ed emendamenti; un disegno di legge per l'autonomia speciale che completa le richieste d'autonomia». Si tratta, per Zaia, "del disegno di legge più breve della storia, ha infatti un solo articolo e chiede di inserire nell'elenco delle regioni a statuto speciale dopo le parole Val d'Aosta la dicitura "e il Veneto"". Come riferisce nella sua relazione in giunta, è infatti necessario abbandonare, una volta per tutte, il modello di regionalismo vigente che, per rispondere a una logica dell'uniformità dell'intervento pubblico di tutte le zone del Paese, ha bloccato le potenzialità delle realtà produttive che potevano trainare l'economia, creando di fatto un'Italia a due velocità". Questo modello, aggiunge il presidente, "ha prodotto egualitarismo ma non uguaglianza, poiché nonostante l'uguaglianza formale di attribuzioni e competenze, il tessuto delle varie realtà regionali è rimasto attraversato da profonde differenze economiche e sociali, e si è drammaticamente esteso il divario tra nord e sud".

COMBATTERE GLI SPRECHI
Insomma, dopo due bocciature e una legge referendaria approvata nel 2014, ora "non c'è nulla di vietato, il Veneto può sognare di diventare come il Trentino", dice Zaia. "Lo possono sognare tutte le regioni, non c'è nulla di vietato perché il Parlamento può decidere di modificare la Costituzione come vuole. L'importante è avere i numeri". E ai detrattori, a chi ripete che il referendum è un'inutile pagliacciata, replica: "E' un dibattito surreale, anche perché è viziato dal fatto che abbiamo esperienze negative: quando leggiamo che la Sicilia ha 52 mliliardi di euro di tasse da recuperare dai siciliani, diciamo ma che autonomia è? Il problema non è l'autonomia ma come si gestisce. Cito l'ex presidente Napolitano che diceva che l'autonomia è una vera assunzione di responsabilità. Ecco noi vogliamo questo: si combattono gli sprechi, non le autonomie".
Lunedì 23 Ottobre 2017, 14:13 - Ultimo aggiornamento: 24-10-2017 07:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
4 di 4 commenti presenti
2017-10-23 21:29:35
Bismillah ul rohmàn ul rahìm: in nome di Allah onnipotente e misericordioso, è il primo versetto del Libro: il castello di Schönbrunn, il Congresso, il Cancelliere von Metternich, l’Austria-Ungheria, gli Asburgo, dopo Napoleone Talleyrand: si le Congrès danse il ne marche pas, si voleva andare avanti, il Terrore a Parigi aveva fatto 200 morti al giorno a Place de la Révolution con la ghigliottina, ora si chiama Place de la Concorde, più nuova, più bella, ma la Concordia la si cerca ancora, con l’Islam, con l’Oriente, non più con il nemico interno, e quindi allora la Restaurazione, l’aristocrazia aveva paura, quella inglese in particolare, la battaglia del Mincio, quando Napoli era un po’ austriaca, il ministro Prina linciato a Milano il 20 aprile 1814, e il Feldmaresciallo Bellegarde prende possesso della città, la Lombardia diviene imperiale il 26 aprile, gli Asburgo non hanno mai avuto una grande opinione del Lombardo-Veneto, ma: “un terzo delle imposte per l’impero pagato da un ottavo della popolazione” (C.Cattaneo), l’Ost und West Italien più l’österreichische Italien con i posti importanti ai… tirolesi: nome artificiale il Lombardo-Veneto ma sempre money money e ora un piccolo referendum con i voti di una minoranza egoista, il governo sbaglia a trattare, per queste due regioni lo statuto speciale vuol dire più soldi e meno spese, se diventassero indipendenti con questo neo irredentismo del Kaiser nel 2017 escono dall’euro e dall’Ue e di cosa vivono, del Tavernello e dei proventi dei dischi di Fedez?
2017-10-23 19:40:25
Col cavolo! O secessione o niente! Se vogliono tenersi i loro soldi, allora non voglio aver più niente a che fare con loro. Soprattutto non voglio comprare i loro prodotti.
2017-10-23 19:22:22
Altro che "Fratelli d'Italia". Questo paese é più diviso di prima. Il Lombardo -Veneto sogna ancora lo status geo-politico austro-ungarico, il Piemonte e la Liguria stanno per fatti loro e il centro-nord ha nostalgia dei vari marchesati, ducati, signorie, ecc.ecc.. Si sta tornando ante 1860. Se divorzio si vuole, divorzio sia. Totale e senza imbrogli. Si cancelli finalmente quella pagliacciata (ormai si può dire) dell'idealismo "risorgimentale" e la memoria dei suoi mentori. E' chiaro oramai che questi mentori, inopinatamente, furono solo "utili idioti" di ladroni e truffatori che distrussero l'unico stato unitario esistente nella penisola col solo scopo di impadronirsi di terre e ricchezze. Ma bando ai ricordi sgradevoli. Mi auguro che il Sud ritrovi la propria unità, nonostante il Vesuvio e l'Etna, nonostante la camorra, la mafia e la ndrangheta, nonostante che i suoi abitanti siano brutti,sporchi, cattivi e ignoranti. Ma sono certissimo che staranno sicuramente meglio, da subito, non vedendo più le facce di Zaia, Maroni, Salvini e consimili. Senza di loro gli ostacoli saranno, non solo facili ma addirittura piacevoli da superare. A meno che questo "referendum" non sia la solita furbata di persone che, come fanno da sempre, vogliono stare meglio a spese degli altri.
2017-10-23 17:18:23
Ancora una volta,se mai ci fosse stato bisogno,il nord ha dimostrato Il "trionfo" dell'egoismo,razzismo , interesse personale....noi Popolo Duosiciliano non vogliamo tutto questo,vorremmo invece politici che si interessano di: funzione della sanità,sevizi sociali,lavoro per i giovani e meno giovani,università competitive per far studiare i ragazzi(senza farli emigrare),ambiente,agricoltura,trasporti.........chiediamo forse troppo?

QUICKMAP