Referendum, strappo a metà: il Veneto supera il quorum, Lombardia sotto il 40%

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Vittoria del sì ai referendum per l'autonomia in Lombardia e Veneto. Un risultato che fa esultare la Lega Nord, nonostante i dati evidenzino una netta affermazione nella regione guidata da Luca Zaia rispetto alla Lombardia presieduta da Roberto Maroni, e da sempre cuore del Carroccio (57% contro 39% sull'affluenza). L'affermazione dei sì rinsalda anche l'asse con Forza Italia e rafforza l'idea di Silvio Berlusconi che un centrodestra unito possa avere chance di vittoria.

Un percorso però da costruire vista la contrarietà di Giorgia Meloni alla consultazione popolare appena conclusa. Esulta anche il Movimento Cinque Stelle da sempre sostenitore della democrazia diretta. Sul piede di guerra invece il Partito Democratico. In Veneto infatti i Dem invitano Zaia a ricordare che il risultato è frutto anche del loro impegno mentre in Lombardia il Pd evidenzia la scarsa affluenza. Chi si chiama ovviamente fuori dalla polemiche è il governo che con il sottosegretario agli affari regionali Gian Claudio Bressa annuncia di essere «pronto ad aprire una trattativa per definire le condizioni e le forme di maggiore autonomia».

Per quanto riguada i risultati, in Lombardia, quando i dati non sono ancora definitivi, il sì si attesta al 95,3%, il no al 3,9% e le bianche allo 0,2%.

In Veneto il 98,1% dei votanti si è espresso per il sì, mentre l'1,9% per il no. I voti per il sì sono stati 2.273.985 mentre i no 43.938.

In attesa di capire il timing delle due regioni (Zaia ha convocato la riunione della giunta per oggi), la vittoria del sì ha un evidente significato politico. Chi ne può beneficiare è sicuramente Matteo Salvini: «5 milioni di persone chiedono il cambiamento alla faccia di Renzi che invitava a stare a casa», esulta. Il leader della Lega, partito che ha fatto dell'autonomia uno dei suoi cavalli di battaglia non a caso parla dunque di «occasione unica». Ma in casa del Carroccio la vittoria del sì riporta sotto i riflettori Luca Zaia che, forte del successo nella sua regione, come uno dei possibili leader per la guida del centrodestra: «Non esiste il partito dell'autonomia, ma dei veneti che si esprimo su questo concetto», ci tiene a precisare lo stesso Zaia. Al di là delle critiche, anche Roberto Maroni si definisce «pienamente soddisfatto per il risultato che arriva al 40%».

In attesa che il Carroccio faccia i conti con la competizione interna, Silvio Berlusconi incassa il ritrovato asse con la Lega e si prepara al prossimo appuntamento e cioè le elezioni siciliane, altro snodo fondamentale prima delle politiche. Anche gli azzurri, come dice Renato Brunetta, esprimono «grande soddisfazione per il risultato». Critico invece il partito di Giorgia Meloni. La leader di Fdi nel corso delle settimane passate non ha mancato occasione per prendere le distanze dalla consultazione popolare e dagli alleati: «In una nazione - ribadisce - le riforme costituzionali si fanno insieme e non a pezzi per l'interesse di tutti e non per assecondare l'interesse particolare».

Un plauso per il risultato nelle due regioni del Nord arriva anche dal Movimento Cinque Stelle. La campagna referendaria aveva visto i big tenersi in disparte ma l'affermazione del sì viene salutata come una «vittoria della democrazia diretta». Accuse invece dal Partito Democratico. A finire nel mirino dei dem lombardi è il risultato ottenuto nella regione giudicato «appena sufficiente». Quanto poi alla presa di distanza del Pd rispetto alla consultazione referendaria, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori chiarisce che «il partito ha tenuto una posizione coerente con l'opposizione al referendum come strumento da usare». Diverso invece il giudizio del Pd Veneto che invece ha preso parte alla campagna referendaria dando indicazione di votate sì: «il quorum è stato raggiunto grazie al Pd - osserva Laura Puppato - la Lega non può intestarsi alcuna vittoria».



 
Lunedì 23 Ottobre 2017, 07:50 - Ultimo aggiornamento: 23-10-2017 16:16
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5 di 11 commenti presenti
2017-10-23 18:22:30
a maroni insegnate la matematica!!! il 40% non è raggiungimento del quorum!!!! quindi buffonata non valida!!!!!
2017-10-23 16:17:39
E quella specie di movimento farlocco "Noi con il nullafacente" che dice?
2017-10-23 16:02:09
Trattenere l'80% dei tributi dei Veneti? Non credo che Roma e il Parlamento sia cosi contenti che i nordisti li lasciano alla fame, se il Veneto, la Lombardia, la Campania la Liguria, Puglia, Lazio, e tante altre si trattengono i tributi che i residente hanno pagato alla cassa Regionale come faranno i papponi da Roma a mantenersi, e un controsenso, e quando lo approveranno un referendum qui al mezzogiorno per trattenere i nostri tributi anziché di darli all'Europa e ai Parlamentari.
2017-10-23 15:11:11
la realtà storica porterebbe noi del sud a chiedere la secessione, noi che siamo stati annessi a questa Italia da una guerra di conquista di uno stato straniero (Regno di Sardegna) , noi che abbiamo lingua e cultura millenaria, noi che dovremmo pretendere che ci venga ridata la ricchezza e la dignità che 160 anni di storia unitaria ci hanno sottratto a favore del nord. Ma poi ci penso e mi chiedo :" ma chi ci dovrebbe poi governare?" purtroppo con la complicità delle istituzioni le nostre ricche terre sono state consegnate per 160 anni nelle mani di malavitosi e di quaqquraquà ed ora ci ritroviamo cornuti e mazziati, e alla fine per quelli che ci hanno depredati il problema dell' Italia siamo noi!
2017-10-23 14:51:20
.......Poi abbiamo i "governatori del sud,sud...." quelli che non riescono nemmeno a mettersi d'accordo sulla mozzarella,figuriamo le altre cose molto ,ma moltooooooo, più serie!!

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