CORONAVIRUS

Palestre e piscine, le regole per le riaperture: «Distanza minima di 2 e 10 metri. Vietato fare la doccia»

Lunedì 8 Febbraio 2021
Palestre e piscine, le regole per le riaperture: «Distanza minima di 2 e 10 metri. Vietato fare la doccia»

Sono passati ormai oltre tre mesi e mezzo da quando le piscine e le palestre hanno chiuso i battenti. Era la metà di ottobre quando l'ormai ex premier Giuseppe Conte in conferenza stampa in diretta nazionale avvertì: se le palestre non rispetteranno le misure di sicurezza, tra una settimana si chiude. Di quelle misure di sicurezza non si seppe più niente, ma una settimana dopo scattò la serrata: tutto chiuso, ormai da quasi quattro mesi.

Nelle ultime settimane il mondo del fitness non è rimasto muto: in tanti hanno lanciato l'allarme sulla situazione delle palestre e delle piscine in Italia, che a partire dallo scorso lockdown hanno rappresentato uno dei settori più duramente colpiti dalla pandemia. Ora il Ministero dello Sport e il Comitato tecnico scientifico hanno fissato alcune regole per chiedere le riaperture degli impianti: le principali riguardano il fatto che le lezioni dovrebbero essere soltanto individuali, e in piscina il distanziamento minimo dovrebbe essere di 10 metri quadri. Ne parla oggi il Corriere della Sera, che cita il documento proprio di Ministero e Cts prima della decisione che dovrà però essere presa dal nuovo governo del premier Mario Draghi.

 

Le regole per la riapertura di palestre e piscine

 

La proposta è quella di prevedere riaperture scaglionate, a seconda del grado di rischio di ogni singola regione. In zona rossa consentito solo lo jogging e altri sport individuati all'aperto. In zona arancione invece in palestre, piscine e tensostrutture dovrebbero tornare ad essere consentite le attività di base individuali e le attività sportive dilettantistiche non di squadra o di contatto. Consentiti inoltre gli allenamenti per gli sport di contatto e sport di squadra solo in forma individuale, nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento. Ok anche a sport e danza nei bambini in età scolare. In zona gialla invece, oltre a quanto previsto in zona rossa e arancione, si darebbe l'ok anche agli allenamenti per gli sport da contatto e di squadra dilettantistico e di base.

Per le palestre la distanza minima dovrebbe essere di 2 metri, per le piscine di 10 metri. «Si valuta con molta preoccupazione, in questa fase dell’epidemia sostenuta il riscontro potenziale di aggregazioni tra persone all’interno degli impianti sportivi, soprattutto in ambienti chiusi e confinati - scrivono i componenti del Cts - Ma si ritiene particolarmente importante il ritorno alla fruizione delle attività fisiche, soprattutto nei soggetti in età evolutiva e negli individui con patologie croniche e negli anziani, nei quali il benessere psico-fisico acquisisce una dimensione fondamentale sullo stato di salute». 

 

Le altre regole sono le stesse che già caratterizzarono le riaperture di qualche mese fa, in alcuni casi leggermente più severe: attrezzi e materiali devono sempre essere sanificati. Evitare di lasciare in luoghi condivisi i propri indumenti indossati per l'attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali. Bere da borracce o bottiglie personalizzate o da bicchieri monouso, utilizzare ove possibile tappetini propri, o igienizzarli prima e dopo la sessione di allenamento. Infine, vietato fare la doccia. Quanto alla mascherina, gli operatori dovrebbero essere obbligati non solo a esserne dotati ma anche a indossarla correttamente. Infine, obbligatoria la presenza di dispenser con gel disinfettante.

Ultimo aggiornamento: 17:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA