Coop Alba Nova, la denuncia «sospesa»
degli otto dipendenti del parco Mercatello

Martedì 19 Gennaio 2021 di Petronilla Carillo
Coop Alba Nova, la denuncia «sospesa» degli otto dipendenti del parco Mercatello

Sono quattro anni, ormai, che la coop Alba Nova, quella che ha sempre gestito i servizi all’interno del parco del Mercatello, è nel mirino della procura di Salerno dopo una denuncia firmata da ben otto soci lavoratori. Le accuse, secondo quanto rilevato nella querela presentata contro il presidente Alfredo Frasca, sono di falsità ideologica commessa in atto pubblico; falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, un notaio per l’esattezza; false comunicazioni sociali; e violenza privata. Gli otto dipendenti, in pratica, hanno contestato la modifica dello stato sociale della cooperativa, avvenuto nel corso di un assemblea straordinaria nel settembre del 2012, alla quale - secondo le carte della coop - loro sarebbero stati presenti ma della quale, in realtà, hanno appreso lo svolgimento (in quanto assenti) soltanto nel luglio del 2017 quando, per far luce su alcune vicende societarie che destavano sospetti ai soci lavoratori, fu fatta richiesta della visura camerale. «Dalla visura - si legge nella denuncia - emergevano ulteriori vicende di cui i denunzianti ignoravano l’esistenza e nello specifico si veniva a conoscenza di un verbale di assemblea generale del 13 marzo dello stesso anno (2017, ndr) presso la sede della società. Nel verbale veniva dichiarata la loro presenza “da un foglio sottoscritto da tutti i partecipanti il quale sarà conservato agli atti della società”». Gli otto soci lavoratori, anche in quella circostanza, come dichiarato nella denuncia, erano assenti. «Ove mai vi fossero delle sottoscrizioni - si legge nelle carte - possiamo affermare che si tratti con assoluta certezza di una falso». Tra l’altro viene indicato quale consigliere anche una persone che nell’agosto del 2015 aveva rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del vicepresidente Mario Lomonte».

Nella dettagliata denuncia, del 2017, i dipendenti accusano il presidente della coop di reati gravi contestando quello che loro definiscono il suo «modus operandi», ovvero di «escludere i sottoscritti dall’aver cognizione delle vicende societarie e preteso le nostre adesioni alla cooperativa sia in qualità di soci e sia di appartenenti al consiglio direttivo». Precisando che questo avveniva a causa del «nostro basso livello culturale e dello stato di indigenza economica» e indicando che qualsiasi cosa loro contestassero venivano minacciati di licenziamento. Dopo l’ennesimo «falso», gli otto lavoratori hanno deciso di denunciare tutto ma, dopo quattro anni attendono ancora risposte.

 

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