Smart working, rischio isolamento. Non perdiamo il rito di caffè e chiacchiera con i colleghi

Giovedì 12 Novembre 2020 di Barbara De Chiara

É il primo, il corpo, a risentire dei lunghi giorni che si trascorrono fra le mura domestiche, connessi in conference call, fra email a cui rispondere, relazioni da consegnare, problemi da risolvere. Ma oltre al corpo, anche la psiche è stata travolta dagli effetti di un modo di lavorare nato sotto i colpi dell’emergenza sanitaria e del primo lockdown. Siamo di nuovo alla prova dopo una appena ritrovata normalità. Ricominciare, e non parliamo solo di smart working, può essere, per molti, assai dura. «Ci si ritrova con uno schermo davanti nuovamente isolati, in salone, in cucina, in camera da letto, spesso senza uno spazio che sia realmente adatto a lavorare - spiega Marco Vitiello, coordinatore del network Psicologia del lavoro dell’Ordine degli psicologi del Lazio - privi delle relazioni interpersonali quotidiane fra colleghi, o con il pubblico. In fondo, sappiamo che c’è un bisogno primario. E che, alla lunga, risulterà non soddisfatto. Ed è quello della socialità e della appartenenza. Si prova paura, si teme, in alcuni casi, che si logori quel filo che ci tiene agganciati all’esterno. La socialità lavorativa è un pilastro, la rete che ci sostiene come esseri umani e che ci ha fatto sopravvivere nelle ere».

Incontri

Ecco, allora, qualche suggerimento per rendere questa fase meno pesante dal punto di vista psicologico: dove è possibile, ovviamente anche online, suggerisce Vitiello, organizzare almeno una volta a settimana un incontro con 2 o 3 colleghi, magari all’aperto, o in sale ampie e utilizzando i dispositivi di protezione individuale. Stesso discorso vale per gli amici che lo smart working fa allontanare. A casa, cercare di mantenere un minimo di organizzazione della giornata. Soprattutto utilizzare al meglio il tempo che prima utilizzavamo per andare con i mezzi o l’auto al lavoro. La mattina concedersi il tempo giusto per il risveglio. Fare una sana colazione e qualche esercizio fisico. Fa bene anche alla psiche. «In questo momento - continua lo psicologo - aiutare gli altri può dare un senso alle nostre giornate un po’ strane: avere un pensiero per qualcuno può essere una salvezza, perché soddisfa proprio il bisogno di socialità». 

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